Lunedì 26 Febbraio, aggiornato alle 13:49

Italia, foreste e tagli boschivi abusivi. Oltre 1.100 comunicazioni notizie di reato e più di 14.700 sanzioni amministrative.

Italia, foreste e tagli boschivi abusivi.  Oltre 1.100 comunicazioni notizie di reato e più di 14.700 sanzioni amministrative.

Italia, foreste e tagli boschivi abusivi. Oltre 1.100 comunicazioni notizie di reato e più di 14.700 sanzioni amministrative

Qual’è il livello della legalità ambientale nella gestione dei boschi e delle foreste italiani?

Questa è la domanda a cui cerca, almeno in parte, di rispondere la ricerca effettuata dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) riguardo le violazione delle leggi per la tutela boschiva e le conseguenti sanzioni applicate.

La copertura forestale italiana.

Secondo i dati dell’Inventario forestale italiano (2023), i boschi e le foreste si estendono per 11.054.458 ettari, con un indice di boscosità del 30,2% del territorio nazionale.

Si estendono nel 31,1% dei casi in aree naturali protette, mentre nel 68,9% fuori dalle aree naturali protette.

Il 66,4% dei boschi italiani è di proprietà privata, mentre solo il 33,2% è di proprietà pubblica (demani civici compresi).

La gestione del bosco e delle foreste sul piano giuridico.

Negli anni scorsi è entrato in vigore il decreto legislativo n. 34/2018 e s.m.i.(Testo unico in materia di foreste e filiere forestali) che costituisce, insieme alle norme delle Regioni e delle Province autonome, il quadro di gestione boschiva sul piano giuridico.

E’ stato ed è fortemente criticato da autorevoli personalità del mondo accademico e da rilevanti parti dell’associazionismo ambientalista per la forte impronta produttivistica e poco attenta alla conservazione naturalistica.

Aspetti fortemente critici sono l’esclusione dalla nozione giuridica di “bosco” delle “formazioni di origine artificiale realizzate su terreni agricoli anche a seguito dell’adesione a misure agro-ambientali o nell’ambito degli interventi previsti dalla politica agricola comune dell’Unione europea” (es. Regolamento (CEE) n. 2080/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, che istituisce un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel settore agricolo), la c.d. arboricoltura da legno (es. Pioppeti, ecc.) d’impianto artificiale a fini di produzione legnosa, i noccioleti e i castagneti in produzione o in ripristino (art. 5 del decreto legislativo n. 34/2018 e s.m.i.), nonostante i svariati casi (es. numerosi castagneti) abbiano un’evoluzione naturale anche molto marcata. Fra le conseguenze c’è l’esclusione della presenza del vincolo paesaggistico ex lege (art. 142, comma 1°, lettera g, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Sono strumenti giuridici di gestione forestale la strategia forestale nazionale, i piani forestali di indirizzo territoriale, i piani di gestione forestale pubblici o privati (art. 6 del decreto legislativo n. 34/2018 e s.m.i.), nonchè la disciplina di gestione forestale predisposta da Stato, Regioni e Province autonome  (art. 7 del decreto legislativo n. 34/2018 e s.m.i.).

I tagli boschivi silvo-colturali dopo la legge n. 136 del 2023 sono autorizzati in base alla disciplina forestale.

La normativa comunitaria per la tutela dei boschi e le ambiguità nel campo delle energie rinnovabili.

La normativa comunitaria offre un rilevante quadro giuridico per la salvaguardia di boschi e foreste grazie alla Rete Natura 2000, realizzata in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora e in base alla direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica: nel Bel Paese vi sono ben 2.646 siti rientranti nella Rete Natura 2000. In particolare, sono stati individuati 2364 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), 2302 dei quali sono stati designati quali Zone Speciali di Conservazione, e 643 Zone di Protezione Speciale (ZPS), 361 delle quali sono siti di tipo C, ovvero ZPS coincidenti con SIC/ZSC (elenco dei SIC-ZSC,elenco delle ZPS).

Ogni intervento che possa apportare modifiche agli ambienti tutelati dev’essere assoggettato alle preventive e vincolanti procedure di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.), ai sensi degli artt. 6 della direttiva n. 92/43/CEE e 5 del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i. di recepimento nell’ordinamento nazionale.

Tuttavia, sussistono forti ambiguità nel regime di effettiva salvaguardia del patrimonio forestale determinato dall’esplicito favore dell’Unione Europea per l’utilizzo delle biomasse, fra cui rientrano non solo gli scarti del legno, ma anche legno proveniente da tagli boschivi anche di ingente quantità ed estensione, come evidenziato dal recente rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) The European biomass puzzle – Challenges, opportunities and trade-offs around biomass production and use in the EU (genn. 2024).

Le recenti modifiche sul vincolo paesaggistico a tutela dei boschi.

Non è un periodo particolarmente felice per i boschi del povero Bel Paese. Il 10 ottobre 2023 è entrata in vigore la legge 9 ottobre 2023, n. 136 “Conversione in legge del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, recante disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici“.

Il decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito nella legge 9 ottobre 2023, n. 136 riguarda norme per la tutela degli utenti dei servizi di trasporto, materie economiche e finanziarie, nonché investimenti in settori strategici.

E’ del tutto evidente che l’attuale maggioranza politica che sostiene il Governo Meloni ha voluto ingraziarsi gli imprenditori e progettisti del settore forestale.

I boschi oggetto di tutela anche con singoli provvedimenti di individuazione ministeriale o regionale (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) ora non vedono più gli interventi di taglio assoggettati alla necessità dell’autorizzazione paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), ma sono gestiti come quelli tutelati con il vincolo paesaggistico discendente dalla legge (art. 142, comma 1°, lettera g, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.): in sostanza, per “incentivare e sviluppare le potenzialità della filiera nazionale foresta – legno e … favorire il riposizionamento strategico delle aziende italiane rispetto alla concorrenza dei mercati esteri“, sono esentati dall’obbligo di preventiva autorizzazione paesaggistica tutti gli interventi di “taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste …  , purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia” (art. 149, comma 1°, lettera c, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Ma è vero che tali disposizioni favorirebbero “le potenzialità della filiera nazionale foresta – legno e … il riposizionamento strategico delle aziende italiane rispetto alla concorrenza dei mercati esteri“?

Il settore della gestione forestale in Italia è davvero così virtuoso come, per esempio, fan pensare certe affermazioni del CONAF?

La ricerca GrIG sulla legalità nella gestione dei boschi e delle foreste italiane.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha condotto (istanza del 5 ottobre 2023) una ricerca in relazione all’irrogazione di sanzioni amministrative e emanazione di comunicazioni di notizie di reato in materia di tagli boschivi non autorizzati nel territorio nazionale o nei rispettivi territori regionali/provinciali di competenza, negli anni 2020-2022.

Sono stati coinvolti i Carabinieri Forestale, per le Regioni ordinarie, e i Corpi forestali e di vigilanza ambientale delle Regioni e Province autonome.

Sono pervenute le risposte del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri (nota prot. n. 12/80-3 del 3 novembre 2023), della Ripartizione Servizio Forestale della Provincia autonoma di Bolzano (nota dell’11 ottobre 2023), del Corpo Forestale della Regione Siciliana (nota prot. n. 108414 del 31 ottobre 2023), del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione autonoma della Sardegna (nota prot. n. 78687 del 13 novembre 2023) e della Provincia autonoma di Trento (  Nessuna risposta da parte dei Corpi forestali del Friuli – Venezia Giulia e della Valle d’Aosta.

Nel periodo 2020-2022 i Carabinieri Forestale hanno perseguito 1.039 reati, denunciato 707 persone, effettuato 14 arresti e 200 sequestri preventivi.     Inoltre hanno accertato ben 14.179 illeciti amministrativi, contestando violazioni per 11.354.240,00 euro a carico di 13.719 trasgressori ed effettuando 23 sequestri amministrativi.

La Ripartizione Servizio Forestale della Provincia autonoma di Bolzano, nel periodo 2020-2022, ha effettuato 30 comunicazioni notizie di reato e contestato 143 illeciti amministrativi per 264.267,00 euro.

Il Corpo Forestale della Regione Siciliana, sempre nel periodo 2020-2022, ha effettuato 2 comunicazioni notizie di reato e accertato 52 sanzioni amministrative.

Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione autonoma della Sardegna, nel periodo 2020-2022, ha effettuato 51 comunicazioni notizie di reato e accertato 72 sanzioni amministrative.

Il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento, nel periodo 2020-2022, ha accertato ben 291 sanzioni amministrative, ma non ha effettuato alcuna comunicazione notizie di reato.

I dati, purtroppo incompleti, indicano nel triennio ben 1.122 notizie di reato e 14.737 illeciti amministrativi, sintomo di un’ampia presenza di illegalità nella gestione dei boschi e foreste italiani.

Un focus sulla Provincia di Siena, ben 172.000 ettari di superficie boscata su 382.100 di superficie complessiva, il 45,01% del territorio, una percentuale fra le più elevate in Italia:

nel periodo gennaio – ottobre 2022, i Carabinieri Forestale di Siena hanno svolto oltre 500 verifiche in materia, irrogando ben 319 sanzioni amministrative per complessivi 353 mila euro ed effettuando 19 comunicazioni di reato relative a 25 soggetti all’Autorità giudiziaria competente: oltre il 63% dei controlli effettuati ha evidenziato situazioni irregolari;

nel periodo gennaio – ottobre 2023, i Carabinieri Forestale di Siena hanno svolto oltre 1.300 verifiche in materia, irrogando ben 231 sanzioni amministrative per complessivi quasi 103 mila euro ed effettuando 12 comunicazioni di reato relative a 10 soggetti all’Autorità giudiziaria competente: quasi il 18% dei controlli effettuati ha evidenziato situazioni irregolari.

I dati evidenziano una significativa presenza di illegalità nel settore della gestione boschiva.

Qualche considerazione e qualche proposta.

L’attuale situazione di illegalità diffusa, che può render felici solo imprenditori senza scrupoli del settore del legno e nel campo della produzione di energia da biomasse legnose, disegna un quadro sensibilmente critico in una situazione di perdurante rischio idrogeologico presente in gran parte del territorio nazionale e in un momento di crisi ambientale determinata dai cambiamenti climatici. proprio quando sono sempre più ridotti nei fatti gli ordinari controlli ambientali e i tagli illeciti sono ampiamente diffusi quanto sanzionati in modo penosamente insufficiente, poche migliaia di euro per danni ambientali spesso non ripristinabili.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) auspica una seria ed efficace inversione di tendenza, comprendente un forte inasprimento delle sanzioni penali e amministrative per i tagli boschivi abusivi e un aumento dei controlli ambientali, grazie a un incremento di personale e mezzi.

Il GrIG effettuerà in merito una formale proposta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministero della Cultura, affinchè adottino le iniziative di propria competenza e si facciano carico anche delle necessarie iniziative di proposta legislativa sull’inasprimento delle sanzioni penali e amministrative in materia” chiude la nota p. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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