Giovedì 30 Maggio, aggiornato alle 23:38

Domani in Tribunale c’è l’udienza per il giovane emiliano che a Capo Caccia pescò nell’AMP e lo pubblicò su TikTok

Domani in Tribunale c’è  l’udienza per il giovane emiliano che a Capo Caccia pescò nell’AMP e lo pubblicò su TikTok

“Il 23 gennaio 2024 presso il Tribunale di Sassari – Ufficio G.I.P. si tiene l’udienza nell’ambito del procedimento penale nei confronti del giovane emiliano F.B. al quale si contesta la pesca di frodo nelle acque di Capo Caccia (Alghero), avvenuta a fine agosto 2022.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che immediatamente segnalò la vicenda alla magistratura, è stato individuato quale parte offesa e presenta istanza di costituzione di parte civile rappresentato e difeso dagli Avv.ti Guido Rimini, del Foro di Sassari, e Carlo Augusto Melis Costa, del Foro di Cagliari.

Dopo il safari di pesca subacquea in area marina protetta, una parte del pescato (tre grandi esemplari di Cernia bruna, Epinephelus marginatus, e un Sarago maggiore, Diplodus saragus) venne venduta a un noto ristoratore algherese e, dopo una lauta cena, proseguì la simpatica vacanza con nuove avventure nell’Isola del Mediterraneo occidentale.

Tutto venne immediatamente documentato e divulgato con video sulla piattaforma socialTikTok e, vista la grandezza dell’impresa, invio anche alla pagina Facebook “Roba da Apneisti Spearfishing & Freediving“.

Un’autodenuncia, insomma.

Infatti,  l’area marina di Porto Conte – Capo Caccia rientra nella zona di protezione speciale – ZPS ITB013044e nelsito di importanza comunitaria – SICITB010042 “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” ai sensi delle direttive n. 09/147/CE sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica e n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora.   Rientra, infine, nel parco naturale regionale “Porto Conte”e nell’area marina protetta “Capo Caccia / Isola Piana”.

La pesca sportiva nelle aree marine protette è vietata e sanzionata penalmente (artt. 19, comma 3°, lettera a, e 30, comma 1°, della legge n. 394/1991 e s.m.i.), potrebbe integrare gli estremi del reato di furto aggravato ai danni dello Stato (art. 625 cod. pen.), nonché la violazione della disciplina regionale e regolamentare istitutiva e gestionale dell’A.M.P., mentre l’acquisto di proventi da reato può integrare gli estremi di cui all’art. 648 cod. pen. (ricettazione), oltre alle sanzioni inerenti gli aspetti commerciali e igienico-sanitari.

E’ stata anche fissata un’ulteriore udienza davanti al Tribunale di Sassari in composizione monocratica per il 12 settembre 2024 per analoghe contestazioni nei confronti di P.P., giovane milanese anch’egli parte dell’impresa.

Il GrIG farà naturalmente la sua parte anche in sede giudiziaria affinchè siano applicate le sanzioni di legge.

La Sardegna non è terra e mare per beceri safari, chiunque se lo metta in testa una buona volta per tutte” chiude la nota p. Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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