Venerdì 24 Maggio, aggiornato alle 21:32

Raffaele Cadinu: dopo il PAI si proceda con il PUC, si abbia il coraggio di chiedere un Commissario ad acta

Raffaele Cadinu:  dopo il PAI si proceda con il PUC, si abbia il coraggio di chiedere un Commissario ad acta

Ill.mo Signor Sindaco Dott. Mario Conoci ” inizia così una lettera aperta di Raffaele Cadinu, un conosciuto e apprezzato geometra algherese, capace di sollecitare il dibattito su tematiche che afferiscono l’urbanistica, in una città che viaggia da decenni a ” vista”, incapace di uscire dalle sabbie mobili che la trattengono senza soluzione di continuità. Si legge:


Le scrivo questa breve lettera aperta a seguito dell’ennesima approvazione di uno strumento urbanistico ( Il PAI) che dovrebbe essere l’ultimo mancante finalizzato all’approvazione del PUC. Sappiamo tutti che l’esigenza di un nuovo Piano Urbanistico risale agli anni 1980, e che l’incarico per la redazione del PUC è stato affidato nel 1994, cioè circa 30 anni orsono.

Date incresciose e tempi lunghissimi che hanno determinato lo sviluppo urbano della città senza sinergia, cioè a rattoppi e aggiunte, senza aree per parcheggi e per il verde necessarie invece ad una città che si definisce turistica, quindi con servizi aggiuntivi oltre che per i cittadini anche e soprattutto per gli ospiti.

Sappiamo anche che il Piano dei Servizi delle zone B1 e B2 è farlocco, poiché non rispetta i parametri di Legge, e nonostante ciò non si addiviene all’approvazione del PUC che di fatto è pronto e porrebbe almeno in parte un rimedio a tale mancanza.

Sappiamo anche che l’approvazione in Consiglio sarebbe difficoltosa a causa della incompatibilità di diversi Consiglieri comunali, in quanto la Legge prevede che siano incompatibili con il voto coloro i quali hanno parenti e/o affini sino al quarto grado con interessi derivanti dall’approvazione del PUC.

Questa ultima è verosimilmente la difficoltà maggiore per qualsiasi maggioranza che si vedrebbe ridotta di numero al voto e potenzialmente sottoposta al fuoco incrociato dei consiglieri di minoranza.

Sembrerebbe una via senza uscita ma non è così, in quanto basterebbe, come previsto sempre dalla Legge, verificare la compatibilità dei Consiglieri e dichiarare alla Regione l’impossibilità oggettiva all’approvazione e fare la richiesta di nomina di un Commissario ad Acta che approverebbe il PUC in brevissimo tempo, cosa già avvenuta in diversi comuni della Sardegna.

Si risolverebbe definitivamente il problema delle innumerevoli pratiche di sanatoria edilizia bloccate a Sassari dall’Ufficio Tutela del Paesaggio risalenti sin dal 1984, cioè a quarant’anno orsono, si potrebbero finalmente fare interventi nell’agro e nelle zone di espansione bloccati sine die sino all’adeguamento del PUC al PPR, ci sarebbe di fatto l’eliminazione degli impedimenti burocratici che vede coinvolti anche i funzionari del Servizio di Edilizia Privata impossibilitati a svolgere il proprio lavoro per le contraddizioni della normativa non perfettamente coerente con i tempi e con il susseguirsi dei vincoli” chiude Raffaele Cadinu


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