Venerdì 24 Maggio, aggiornato alle 21:32

L’equivoco nel Cdx di Alghero si scioglierà il 15 Gennaio, data di presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio regionale. Sarà una sorpresa?

L’equivoco nel Cdx di Alghero si scioglierà il 15 Gennaio, data di presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio regionale. Sarà una sorpresa?

Se è vero come lo è, che entro il 15 gennaio  ci dovranno essere le deposizioni delle liste nelle otto circoscrizioni presso la Corte d’appello di Cagliari per l’elezione del nuovo consiglio regionale della Sardegna, previsto per domenica 25 febbraio, anche la situazione politica-amministrativa di Alghero ne risulterà coinvolta.

Potrebbe offrire colpi di scena,  che indicheranno indiscutibilmente le ragioni, le ripicche, le risse, che si stanno consumando nell’aula del nostro consiglio Comunale.

La querelle come noto riguarda la cacciata da parte del sindaco Conoci di due assessori di Forza Italia che in aula esprime quattro consiglieri comunali, ad oggi non reintegrati. E giusto per non stare a girare troppo largo, sarà il momento propizio per capire dove taluni esponenti politici locali, di spicco,  in linea con la loro coerenza politica, si saranno riposizionati. E sarà il momento in cui nomi e cognomi saranno presenti delle liste e si uscirà, da allora, dalle insinuazioni, da mezze informazioni, da strizzate d’occhio, che fra gli addetti ai lavori si rincorrono da tempo, ma che al corpo elettorale non sono note. Insomma ci sarà chiarezza.

Che la moda, oggi,  sia quella di correre verso Fratelli d’Italia è assodato. Di questa moda anche Alghero non è immune, ma nella città catalana di Sardegna si sta giocando una partita dove al centro di tutto c’è un mastodontico equivoco. Forse voluto, ricercato, e forse anche sfuggito di mano, agli strateghi della politica nostrana.

Il centrodestra si compone da tanti partiti, ed è la storia di quest’area che lo testimonia, e che il centrodestra deve mantenere le alleanze come quelle attuali, lo si intuisce dalle dichiarazioni dei leader sia della Lega, con Matteo Salvini, del Partito Sardo D’azione, con il Presidente Antonio Moro, ora anche di Antonio Tajani che si è espresso in maniera inequivocabile.

Non si riesce a capire, di conseguenza,  perché ad Alghero questo schema sia saltato. C’è voluto un caso, tutto politico di non voto in Consiglio Comunale per  stanziamenti di 150mila euro da destinare ad un progetto del comparto turistico e di 50mila euro al Parco di Porto Conte. Nel primo caso, le risorse sono state dirottate alla videosorveglianza, con voto di Forza Italia  e Udc ( partiti di maggioranza) e dell’opposizione insieme,  nel secondo caso allo sportello di prevenzione del conflitto familiare. Ma le ire del Sindaco s sono abbattute su Forza Italia, miracolando l’Udc al quale d togliere c’era ben poco da togliere, e la revoca di due Assessori è stata una deflagrazione, tutta interna alla maggioranza.

Che sia tutta speculazione politica è indubbio, è un attacco concentrico su Forza Italia, per tentare di depotenziarla in vista delle prossime elezioni, ma ironia del caso proprio le prossime date, potrebbero giocare a favore degli azzurri, per mostrare agli occhi degli elettori algheresi i reali motivi che stanno portando dentro il centrodestra Algherese, una lotta fratricida, che non è foriera di grandi risultati nelle future alleanze.

E’ più una lotta fra uomini, più che battaglia fra idee e partiti. C’è una battaglia non dichiarata ma in corso, sulla egemonia del centro destra algherese per i prossimi 10 anni.

E allora si deve attendere ancora poco fino al 15 gennaio quando verranno depositate le liste dei candidati e si capirà in maniera inequivocabile dove anche ad Alghero, troveranno collocazione politica molti,  di quelli che oggi sono concentrati solo a dar battaglia a un solo partito della coalizione del cdx, Forza Italia. E stupisce in maniera sospetta come persino l’Udc da tempo nel mirino della maggioranza, e a rischio cacciata,  sia tonata a sorridere, e verso di lei il ramoscello dell’ulivo in mano, perché è il partito che garantisce i numeri vitali alla sopravvivenza della maggioranza.


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