Domenica 23 Giugno, aggiornato alle 11:14

Partito Democratico: tavolo della Transizione Energetica del Nord Sardegna

Partito Democratico:  tavolo  della Transizione Energetica del Nord Sardegna

“Il Territorio del sassarese, la città di Sassari e l’intera Sardegna si trovano ad affrontare il tema delicatissimo della Transizione Energetica, in particolare del Nord Sardegna.

Tra le questioni aperte, il Partito Democratico sta affrontando con la massima attenzione le vicende legate al Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC) che fissa al 2025 il phase out dal carbone.

 

Per affrontare l’emergenza il PD ha attivato un Tavolo con i Consiglieri del PD del Comune di Sassari, Fabio Pinna, Giuseppe Masala, Giuseppe Mascia, Carla Fundoni, le Segreterie PD provinciale e cittadina, il Consigliere regionale Gianfranco Ganau e il Parlamentare Silvio Lai. Sono state valutate con preoccupazione le difficoltà a conseguire l’obiettivo del phase out per l’uso del Carbone al 2025, soprattutto a causa dei ritardi dovuti alla mancata condivisione degli scenari energetici ( DPCM Sardegna) da parte della Regione Autonoma della Sardegna

 

Se si avverasse tale scenario, con il ritardato avvio del phase out nell’Isola – rinviato al 2025 per completare il processo nel 2028, spostando così al 2030 gli obiettivi identificati dal PNIEC – si rischia di vedere la messa in chiusura dell’impianto di Fiume Santo che, anche a causa delle recenti tensioni geopolitiche, potrebbe vedere diventare irreversibile un processo di graduale spegnimento che, senza alternative e nel giro di pochi anni, provocherebbe danni irreparabili dal punto di vista economico e sociale nel territorio del Nord Sardegna ed in tutta la Regione.

Tali danni, stimiamo, possano facilmente essere identificati in questa sequenza a dir poco drammatica:

  1. PESANTE CRISI OCCUPAZIONALE, con circa 400 posti di lavoro a rischio, fra diretti ed indotto;
  2. PERDITA di circa 30 milioni di euro di buste paga circolanti nel territorio del Sassarese e area vasta, con ripercussioni in tutto il sistema produttivo locale, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese (commercio e servizi) già piegate dalla crisi degli ultimi anni;
  3. AUMENTO del carico sul sistema di assistenza sociale, prevalentemente garantito dalle casse dei Comuni e della Regione, quale conseguenza delle prime due dirette cause;

 

Va infine sottolineato che EP Produzione, gestore della Centrale Termoelettrica di Fiume Santo, nel marzo 2023 ha presentato pubblicamente il progetto denominato “Fiume Santo Energy Park” con il quale, in unico spazio, condenserà un mix energetico “integrato” ed “equilibrato” ritenuto capace di contribuire alla transizione energetica regionale e nazionale basata su impianti e tecnologie adeguate ai tempi e con un dichiarato orizzonte temporale di utilità di almeno 20 – 30 anni. Tale progetto, per sommi capi, prevede:

  1. fino a 1’000 MW di Energia Rinnovabile e Circolare (fotovoltaico off-shore ed on-shore – Batterie di accumulo – Idrogeno – Biomasse) ed a Basso Impatto Ambientale ( Gas Naturale); (attualmente la Centrale di FS ha una produzione massima di 600 MW)
  2. fino a 1 Miliardo di euro di investimenti con circa 600 posti di lavoro qualificati per accompagnare la realizzazione dell’Energy Park e fino a 300 addetti a tempo indeterminato per assicurare il funzionamento degli impianti;
  3. Nessun nuovo utilizzo di suolo, essendo prevista la realizzazione del Parco Energetico all’interno dell’attuale Centrale di FS, prevalentemente nelle aree degli ex gruppi 1 e 2 e marginalmente nelle aree dei gruppi 3 e 4;

 

Gli approfondimenti in argomento, realizzati anche con il necessario confronto con le Organizzazioni sindacali territoriali, sono stati oggetto di mozioni e interrogazioni da parte dei rappresentanti del Partito Democratico nei vari livelli di governo locale, regionale e nazionale.

Le mozioni e le interrogazioni sono volte a sollecitare l’immediata apertura del confronto con EP Produzione, attuale proprietario della Centrale di Fiume Santo, per:

  1. valutare quali siano gli scenari reali dell’attuale produzione in un’ottica che veda salvaguardato l’attuale livello occupazionale e quello economico del territorio nel prossimo futuro;
  2. valutare fattibilità tecnico-amministrativa, crono programma e reali ricadute occupazionali ed economiche, con riguardo ai prossimi 20-30 anni, del progetto “Fiume Santo Energy Park” presentato da EP nel marzo 2023;
  3. c. Intraprendere nei confronti della Regione Autonoma della Sardegna ogni azione necessaria affinché:
  4. d. Vengano superate le questioni contenute nel ricorso della RAS contro il Decreto Energia del Governo e si chiuda un positivo accorto Governo-Regione, in assenza del quale ogni possibilità di investimento indirizzato verso il phase – out dal carbone restano drammaticamente fermi.
  5. si apra immediatamente un tavolo coordinato dalla R.A.S che affronti il tema del processo di phase-out dal carbone, considerando strategiche per il nostro territorio le finalità del progetto “Fiume Santo Energy Park”;
  6. Ampliare il coinvolgimento nella vertenza tutti gli Enti Locali del Nord Ovest della Sardegna, anche attraverso la Rete Metropolitana Nord Sardegna, le forze Sindacali e le associazioni di categoria imprenditoriali e commerciali del territorio sassarese.

 

L’opera di sensibilizzazione dei cittadini, del confronto con le forze sindacali, le associazioni di categoria, le istituzioni e di tutte le forze politiche del territorio, congiuntamente all’azione politica ora promossa dal PD a tutti i livelli del governo locale, regionale e nazionale, proseguirà con l’ampliamento della rete di condivisione e di vertenza nel territorio.

Conclude la nota a firma dei consiglieri comunali del Gruppo del Partito Democratico Fabio Pinna, Giuseppe Ma sala, Giuseppe Mascia, Carla Fundoni Il capogruppo PD in Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, il Parlamentare PD, Silvio Lai.


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