Ieri si è tenuta a Uri la sagra estiva del carciofo. Tutto concentrato in una lunga serata, dove musica, folklore e un ottimo menù, sono stati gli ingredienti che hanno fatto trascorrere una bella serata, completamente avvolti in un clima gradevole e condiviso. Un gioco di squadra che ha visto protagonista la Proloco di Uri con la quale ha collaborato l’Avis, il coro di Uri, il Coro Melodia, la Compagnia Barracellare, la Podistica Sassarese.
Un format proposto dalla Pro loco che ha visto presenti le famiglie, gli amanti dell’arte culinaria, i cercatori di cultura e folklore, un evento anche nella sua edizione estiva ha regalato i suoi prelibati menù, con attività collaterali che hanno interessato adulti e bambini: musica dal vivo, apertura di musei, mostre e siti archeologici, escursioni nel territorio, gara podistica e animazione per i più piccoli. Tutto questo è promozione del territorio, di una comunità, di Uri e delle sue eccellenze.
La cena è diventata ancora più gradevole grazie all’aria frizzante e la musica che ha accompagnato tutti, prima con i Sintonia poi alle 22:30 puntuale sul palco è salito Piero Marras, un gigante della canzone sarda, che non necessita certamente di presentazioni. La piazza era colma, e il cantautore accompagnato dalla sua impeccabile band,ha dato come sempre il meglio della sua produzione artistica.

Bello il siparietto che vi proponiamo quando l’artista elogia il lavoro l’impegno la dedizione della Pro Loco di Uri e dedica ad Angelo Garroni, il suo presidente, una canzone.
Ma non solo, si ferma a parlare del significato della Sagra del carciofo: a Uri oggi – dice Piero Marras – il carciofo diventa anche un momento identitario, lo è a febbraio e Marzo, ma lo è ancora di più ad agosto, che si rinnova. E quando si investe su qualcosa che la terra produce, allora per me diventa una commozione, perché abbiamo il coraggio di investire su noi stessi, quello che sappiamo fare su quello che la terra, se vogliamo bene, produce, grazie alla Pro Loco avermi invitato”. Piero Marras regala pura poesia, invita alla riflessione, alla capacità di un piccolo centro come Uri, di essere protagonista nella sua proposta, nella proposta dei suoi prodotti, misto di cultura e maestria.
E poi la chiusura con Curre a tancare sa janna (corri a chiudere la porta), e ci mette dentro un po’ tutto il suo sentimento di sardo e della sua sardità: i trasporti aerei carenti, la sanità i suoi viaggi della speranza, la lingua sarda, il costo dell’energia, della benzina, prodotta e raffinata da queste parti ma per niente scontata per i sardi.
Ecco anche questo è stata la Sagra del Carciofo Estiva a Uri, dove la serata alla fine è volata via agile e godibile, e le luci si sono spente quando l’orologio volgeva rapidamente all’indomani, e in piazza e per le strade la musica e i profumi diventavano un arrivederci alla prossima edizione.








