Venerdì 12 Aprile, aggiornato alle 23:52

Le Domus de Janas patrimonio dell’Unesco, il progetto con Alghero capofila è inserito nella Tentative Lists, oggi presentazione dell’immagine coordinata

Le Domus de Janas patrimonio dell’Unesco, il progetto con Alghero capofila è inserito nella Tentative Lists, oggi presentazione dell’immagine coordinata

Le Domus de Janas patrimonio dell’Unesco, il progetto con Alghero capofila è inserito nella Tentative Lists

Un percorso che mette insieme 35 siti, da Alghero a Villanova Monteleone, Ossi, Cheremule, a Mamoiada, Goni, Ardauli, Benetutti,  Sedilo, ed altri ancora.  La proposta denominata “Arte e architettura nella Preistoria della Sardegna. Le domus de janas / Art and Architecture in the Prehistory of Sardinia. The domus de janas”  si avvale della collaborazione del Comitato Scientifico, di cui fanno parte il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari ed il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, l’ Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, e il CeSim – Centro Studi identità e Memoria.

Oggi è stato presentata presso la Sala Conferenze della Tenuta vitivinicola Sella&Mosca la nuova immagine coordinata del progetto di riconoscimento UNESCO realizzata dall’agenzia “Mouseadv | graphic design & websolutions”. Presente in sala  il Sindaco di Alghero Mario Conoci, l’Assessore alla Cultura Alessandro Cocco, il Direttore della Cantina della Sella& Mosca Giovanni Pinna , numerosi amministratori dei Comuni aderenti, la Presidente del Cesim Giuseppa Tanda, l’ex Assessore Marco Di Gangi fra i primi che seguirono questo progetto che ora comincia a prendere il largo. Il logo presentato è il risultato di un ricercato lavoro e studio effettuato dall’agenzia di Alghero “Mouseadv | graphic design & websolutions, dove le protomi taurine sono state stilizzate. Un vero e proprio manuale del brand esposto ai presenti, con una fase descrittiva avvenuta in maniera esaustiva dall’Assessore Alessandro Cocco. Questo brand sarà veicolato attraverso il merchandising, con un’insieme di attività dirette a promuovere un marchio abbinato a un tema inequivocabile che riconduce alle Domus de Janas. Spazio anche alla presentazione della Mostra “Sinnos”arti e riti delle genti  prenuragiche , mostra fotografica curata da Toto Porcu, seguita nella parte video , traduzione e nell’allestimento, dalla RM management di Alghero.

La percezione ricevuta oggi durante la Conferenza è che la rete dei Comuni della Sardegna è in piena corsa  verso il riconoscimento Unesco delle Domus de Janas. L’opera della sepoltura dei sardi che ha attraversato millenni, elemento significativo del patrimonio culturale della Sardegna, merita il riconoscimento:  c’è già il parere favorevole da parte del Ministero della Cultura, espresso ad aprile scorso, e c’è anche l’importante tassello dell’inserimento nella Tentative lists UNESCO dei 35 siti rappresentativi del patrimonio artistico e architettonico della Sardegna prenuragica.

Un ambizioso progetto finanziato con un milione di Euro dalla Regione Sardegna che vede Alghero capofila del programma del  Centro Studi Identità e Memoria (CeSim/APS) e della Rete dei Comuni delle Domus de Janas. Le Domus rappresentano un elemento identitario forte da valorizzare nel mondo, attraverso un percorso e un ambizioso progetto del quale Alghero è capofila con orgoglio”, così il Sindaco Mario Conoci oggi, nella presentazione dell’appuntamento che segna un punto basilare nel procedimento che coinvolge i Comuni sardi.  Le necropoli Domus de Janas di Anghelu Ruju e Santu Pedru fanno parte del progetto. “I nostri siti gestiti dalla Fondazione Alghero sono protagonisti  di questa sfida altamente competitiva – aggiunge l’Assessore alla Cultura Alessandro Cocco – e il percorso verso il riconoscimento Unesco è uno stimolo a creare tutte le condizioni affinché questa ricchezza sia valorizzata pienamente”. “Occorre procedere insieme, con lucidità e condivisione di intenti per raggiungere l’obiettivo di inserire  nei beni dell’Umanità le manifestazioni straordinarie dell’arte e dell’architettura di comunità dei nostri antenati che vissero in Sardegna tra 7 mila e 5 mila anni fa”.

 


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi