Sabato 13 Aprile, aggiornato alle 23:52

La richiesta di aiuto di una donna di Alghero: operata di tumore vivo ora con il dolore cronico, spesi per curarmi già 30 mila euro

La richiesta di aiuto di una donna di Alghero: operata di tumore vivo ora con il dolore cronico, spesi per curarmi già 30 mila euro

“Vi prego di  diffondere la mia storia, mi  sto’ rivolgendo a chiunque possa darmi una mano in qualche modo.
Io non voglio soldi da parte del servizi sociali, ho bisogno di aiuto per fare in tempi brevi le mie visite, perché non sto’ bene,  poi per concludere la mia pratica di aggravamento per vedermi riconosciuta la mia invalidità. La visita già fatta in commissione,  con  un medico legale da me pagato, non vorrei perdere anche i soldi per cui ho pagato il medico legale. Queste visite oltre alla salute, mi sono necessarie anche per concludere il mio iter per la mia invalidità in stato di aggravamento.
Sono disperata non ho più soldi, in questi 7 anni ho affrontato tutto da sola, con le mie forze anche economiche……ora ho diritto alla mia pensione essendo in stato di aggravamento
Una storia recapitata in redazione, come altre, ma con particolari che invitano alla cautela e alla riflessione perché M.M. (queste sono le  iniziali del  nome della donna), allega con un link con le dichiarazioni rilasciate a un giornale on line di Cagliari (Castedduonline.it).

Una storia fatta di percorso doloroso, un intervento chirurgico, fuori regione, in conseguenza di un tumore uterino. “I medici mi avevano scoperto una massa anomala, un lemiosarcoma uterino molto aggressivo. Avevo subito un dimagrimento repentino nel volgere di un mese  mezzo. L’Operazione fu eseguita con esito positivo, ma arrivarono altri problemi, sotto forma di dolori . Dolori lombo sacrali, dolori pelvici, fibriomalgia accutizzata e difficoltà persino nel deambulare.

La donna ha dovuto assumere per contenere il dolore farmaci specifici, “pesanti”, per alcuni anni, poi l’interruzione delle assunzioni e il ritorno dei dolori lancinanti. Fra viste specialiste, viaggi fuori regione  e farmaci costosi,  la donna afferma di aver speso oltre 30 mila euro. Di rimborsi non se ne parla. Si lamenta per il CUP, dove non si trova una vista possibile al bisogno, e i tempi di attesa, nel migliore ipotesi è di tanti mesi. Percepisce un reddito di cittadinanza e una assegno di disoccupazione, ma l’affitto della casa erode in maniera decisiva le sue risorse disponibili. Ora non ce la fa più, vuole essere seguita e curata dal Servizio sanitario Regionale, perché se da Alghero ci si deve recare nel capo di sotto per una visita urologica, si comprende che il calvario è doppio per queste persone. Non solo il suo stato di salute è peggiorato, non può lavorare, ha fatto domanda per il riconoscimento dell’aggravamento di invalidità, ma pare che ci sia bisogno di documentazione aggiuntiva e altre visite specialistiche. Ma non ce la fa a far fronte ad altre spese, chiede che le sue visite vengano effettuate nelle strutture pubbliche con l’esenzione del ticket.

Una situazione davvero al limite,  la donna chiede aiuto in un momento di particolare malessere. E il suo grido di aiuto è finalizzato ad avere riconosciuto il diritto ad essere visitata, seguita e presa in carico, dal Servizio Sanitario Regionale. Una storia fatta di quotidianità vissuta con il dolore cronico , quello che non passa, invalidante, quello che deprime. La donna di Alghero si lamenta perché non ce la fa più. Chiede aiuto in maniera garbata, ammette di avere le esenzioni, dovute. e ancora come malata oncologica, ma si lamenta: dove sono per noi le corsie riservate? Le foto sul suo profilo Fb  ci restituiscono l’immagine di una persona curata, e vuole continuare a esserlo e a vivere la vita che non si può spegnere  a 50 anni, per il dolore che si patisce. E l’auspicio è che le istituzioni sanitarie la prendano in carico e la aiutino in un percorso di cura,  che è certo  è nella possibilità della nostra Asl. Ne siamo certi. Perchè la nostra comunità è sempre stata attenta ai bisogni altrui, e sovente  si è dato aiuto anche  senza il clamore della cronaca, e anche stavolta per MM si aprirà una porta.

 


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