ll Consiglio di Stato, l’organo di secondo grado della giustizia amministrativa italiana, ha dichiarato illegittima la proroga fino alla fine del 2024 delle concessioni pubbliche agli stabilimenti balneari, decisa dal governo nel cosiddetto decreto “Milleproroghe”. Già con una sentenza del novembre del 2021 il Consiglio di Stato aveva imposto che le attuali concessioni balneari terminassero in qualsiasi caso il 31 dicembre del 2023, ma il governo di Giorgia Meloni aveva deciso di prorogarle ugualmente di un altro anno.
E ora al Governo non rimarrà che seguire il Milleproroghe e considerare quindi prorogate le concessioni, oppure attenersi alla decisione dei giudici amministrativi e considerarle illegittime. Una situazione che il governo non potrà accettare a lungo, per evitare che il tutto diventi ingestibile.
Difficile per il momento, dicono da palazzo Chigi, pensare ad un ricorso in conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale. La strada fu tentata nel 2018 da un gruppo di parlamentari di Fratelli d’Italia (e tra i firmatari c’era anche Giorgia Meloni) ma la Consulta rispose che un ricorso del genere poteva essere presentato solo dall’intera Camera di appartenenza
La sentenza del Consiglio di Stato interviene su un ricorso presentato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) contro il comune di Manduria, in provincia di Taranto, che aveva prorogato fino al 2033 tutte le concessioni demaniali marittime.
Le norme che hanno disposto la proroga automatica delle concessioni balneari “sono in contrasto” con l’articolo 12 della direttiva europea e, dunque, “non devono essere applicate”. Lo ha scritto il Consiglio di Stato nella sentenza in cui accoglie il ricorso contro la decisione del comune di Manduria di prorogare fino al 2033 le concessioni demaniali marittime.
Nella sentenza si legge che la proroga automatica delle concessioni balneari è in contrasto con le leggi europee e va «disapplicata da qualunque organo dello Stato».