Lunedì 5 Giugno, aggiornato alle 23:35

L’Opposizione ( senza il PD) prende le distanze dal PAI, esce dall’aula al momento del voto

L’Opposizione ( senza il PD) prende le distanze dal PAI, esce dall’aula al momento del voto

SUL PAI L’AMMINISTRAZIONE PERSEVERA NEL NON VOLER TENER CONTO DELLE OSSERVAZIONI CHE L’OPPOSIZIONE GIÀ NEL MESE DI LUGLIO HA RILEVATO E FATTO METTERE A VERBALE.

“ll progetto di variante poggia su una cartografia che il Consiglio non conosce se non per la segnalazione da noi fatta nella seduta del 11 luglio 2022, ma l’Assessore Piras e il Sindaco Conoci continuano a fare orecchie da mercante.

Andando con ordine, ricordiamo che il 31 dicembre del 2019 il Consiglio votò la presa d’atto del Piano di assetto idrogrologico, con il convinto sostegno dell’opposizione. Un atto di totale continuità amministrativa, propedeutico alla adozione di ogni altro strumento di pianificazione.

La Regione successivamente ne deliberò l’approvazione e la conseguente entrata in vigore con delibera del 16 giugno 2020. Ma analizzando le carte si scoprì che la Regione non aveva approvato quanto passato in Consiglio, ma un’altra tavola, inviata dall’Amministrazione in data 12 giugno 2020 e che prese direttamente la via di Cagliari all’insaputa del consiglio.

La Regione quindi approvò ed ecco che la situazione si aggravò ulteriormente: l’atto che non solo non era stato portato all’attenzione del Consiglio prima di andare a Cagliari, non venne reso pubblico. Per ben due anni, e fino a quanto emerso nella seduta del luglio 2022, qualunque cittadino avesse voluto consultare le carte avrebbe trovato solo quelle passate in Consiglio e non quelle vigenti!

La tavola variata riguardava il canale di San Giovanni e dalle foto agli atti si può ben vedere che non si tratta di cambiamenti “irrilevanti” ma di uno stravolgimento delle zone di pericolosità idraulica dell’area.

Un atto di una gravità estrema che preoccupa per l’approccio alla pubblica amministrazione: quale è il senso di votare in Consiglio se poi modifiche così sostanziali possono essere apportate all’insaputa dello stesso? Perché la sostituzione delle Carte senza alcuna pubblicità e senza passare in consiglio?

È evidente che siamo favorevoli al piano e lo abbiamo dimostrato con il voto sulla presa d’atto il 31 dicembre del 2019, ma come a luglio scorso con non poca amarezza, anche ieri non abbiamo partecipato alla votazione per prendere le distanze da una situazione di mancata trasparenza, aggravata dall’arroganza dell’Amministrazione che non ha neanche inviato all’ADIS il verbale della seduta del luglio scorso contenente i rilievi mossi dall’opposizione e dei quali evidentemente la Regione non è a conoscenza.

Il PAI è a tutti gli effetti un atto di pianificazione urbanistica e quindi a maggior ragione la variazione di una carta di pianificazione, quale è una cartografia che individua la modifica di aree a vincolo idrogeologico, deve necessariamente fare tutti i passaggi in Consiglio.
La variante proposta ieri in aula, a seguito delle integrazioni richieste dall’ADIS, si basa, a nostro giudizio, su un procedimento amministrativo viziato da un errore sostanziale e che conferma, peraltro che, per modifiche di questa portata occorre una deliberazione del Consiglio comunale.

Non un voto contrario, pertanto, da parte nostra ma una presa di distanza, simboleggiata con l’uscita dall’aula al momento del voto, da una situazione di mancata trasparenza e dal modo di fare di una amministrazione che di trasparente ha solo la conflittualità sempre più evidente e palese agli occhi di tutti” conclude la nota a firma di

Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Maria Antonietta Alivesi
Giuseppina Di Maio
Valdo Di Nolfo


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