Martedì 31 Gennaio, aggiornato alle 23:09

La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio blocca il maxi-taglio degli alberi previsto dal Comune di Cagliari.

La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio blocca il maxi-taglio degli alberi previsto dal Comune di Cagliari.

“La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari ha di fatto fermato – con un parere sospensivo (nota prot. n. 45447 del 29 dicembre 2022) – il taglio di circa 190 alberi previsto dal Comune di Cagliari nei prossimi mesi.

Infatti, una volta esaminato il “Piano di Manutenzione delle Alberature della Città di Cagliari” riferibile all’“intero ambito urbano della città, comprendente … anche contesti di particolare valore paesaggistico e storico culturale nonché identitario per la comunità coinvolta”, ha espresso “diverse criticità sull’efficacia, esaustività e completezza del piano proposto: l’elaborato appare, infatti, maggiormente un lavoro analitico sulla condizione dello stato di salute delle singole alberature esistenti (supportato solo su una parte degli esemplari, da una campagna di diagnosi elaborata su approfondite analisi strumentali)  e incentrato, come appare  per  larga  parte  di  essi,  su  una  stima  a  vista  di  ogni  esemplare ,  senza  che  si  rappresentino dettagliatamente  azioni  di  intervento  sostitutivo  nel  caso  stimato  di  gravità  massima  che  implica  l’eliminazione  dell’esemplare arboreo”.

La Soprintendenza rimarca il fatto che il piano comunale proposto sia “più  o  meno  invasivo  (taglio  di  una  quota consistente di esemplari in un particolare ambito urbano) senza che si proponga un idoneo intervento compensativo in relazione al proposto … taglio di alberature”.

Nel caso concreto “la manutenzione così pianificata” assume “i connotati di un intervento sensibilmente trasformativo di un par un intervento sensibilmente trasformativo di un particolare ambito urbano (viale, piazza, parco) urbano (viale, piazza, parco)”.

Molto nette le considerazioni della Soprintendenza cagliaritana, quasi un vero e proprio manifesto della gestione paesaggistica del patrimonio arboreo in area urbana: 

in considerazione della importanza storica di alcune delle alberature che compongono particolari  contesti urbani della città, della contestuale  contestuale presenza di vincoli paesaggistici nelle aree in oggetto e della incombente, prioritaria necessità di garantire la sicurezza pubblica dal rischio crolli, seppure non sia ammissibile il ricorso ad analisi strumentali eseguite indiscriminatamente  su tutti gli alberi del sistema verde cittadino in assenza di giustificazioni adeguatamente motivate, si ritiene:

 che la sola analisi visuale, Valutazione Speditiva o di livello 1, che consiste in una ispezione visiva di un albero condotta al fine di identificare evidenti difetti e specifiche condizioni stazionali, per sua stessa natura rapida e poco approfondita, non sia un presupposto sufficiente per la eliminazione di uno o più esemplari arborei in contesti di particolare pregio dal punto di vista paesaggistico e/o sui quali gravino vincoli ai sensi del D. Lgs. 42/2004; 

 che la sola Valutazione Ordinaria o di livello 2, che consiste in una ispezione dettagliata, anche con semplici strumenti, dell’albero e della stazione in cui esso vegeta e nella redazione di una relazione tecnica riguardante le informazioni acquisite, pur definendo con maggiore dettaglio le condizioni  vegetative  e fitosanitarie,  anche  avvalendosi  dell’uso  di  strumenti  quali  calibri,  inclinometri  e  relascopi. e pur consentendo la valutazione delle parti accessibili all’occhio, quali il colletto, il tronco e i rami, non sia parimenti sufficiente per valutare la necessità dei citati interventi di eliminazione  di eliminazione in quanto le porzioni dell’albero al di sotto del piano di campagna o quelle in quota, in quanto non visibili, generalmente  sfuggono a questo tipo di valutazione e devono essere sottoposte a valutazione più avanzata; oste a valutazione più avanzata;

Si impone pertanto che: 

 in considerazione della importanza storica delle alberate, della presenza di vincoli paesaggistici nelle aree in oggetto  e  della  necessità  di  garantire  la  sicurezza pubblica,  sia  necessario,  qualora  si  ravvisino  delle  propensioni  al  cedimento,  effettuare  una  effettuare  una  Valutazione  Avanzata  o  di  livello  3, in  grado  di  fornire un’informazione dettagliata, che si avvalga di strumentazione specifica, valutando di volta in volta le tecniche  più  adatte,  tra  le  quali  ispezioni  in  quota, valutazione  di  eventuali  carie  mediante  uso  di  apposita  strumentazione (strumenti penetrometrici e sonici, tomografie), studi dell’apparato radicale mediante scavo in prossimità del colletto, monitoraggi delle variazioni di inclinazione, prove di trazione statica e dinamica e che la suddetta Valutazione venga corredata da una relazione tecnico – agronomica  che attesti la necessità della  eliminazione  degli  esemplari  arborei  come  unica  misura  capace  di  salvaguardare  la  incolumità  di  persone e cose e che comprenda  persone e cose e che comprenda anche la dettagliata rappresentazione delle misure di sostituzione degli esemplari arborei o compensative dell’intervento esemplari arborei o compensative dell’intervento.

Questo per consentire la decisione oggettiva fra abbattimento e conservazione di un albero a causa della sua elevata propensione al cedimento; infatti, essa è possibile solo dopo una Valutazione  Avanzata essa  è  possibile  solo  dopo  una  Valutazione  Avanzata  che  supporti  la effettiva ed efficace valutazione del rischio, per la sua rilevante incidenza sulla sicurezza collettività”.

Pertanto, per la Soprintendenza “il piano dovrà essere corredato, a fronte del dato analitico sulla  condizione di salute del particolare esemplare, da una corrispondente proposta di intervento manutentivo che possa andare  dalla  potatura  controllata  all’intervento  fitosanitario  di  cura  dell’esemplare;  nei  casi,  invece,  di  taglio dell’alberatura per eccessiva criticità sullo stato di salute o o sul rischio crollo, si dovrà ad esso contrapporre la proposta di intervento che contempli l’idonea sostituzione dell’esemplare con uno nuovo”.

Inoltre, “il  Piano  in  generale  dovrebbe  contenere, fatti  salvi  gli  interventi  di  mera  manutenzione  sugli  esemplari giudicati sani, gli indirizzi generali sull’assetto del verde della città:: se da una valutazione analitica dovesse risultare che  un  certo  filare  di  alberi  è  soggetto  a    particolari  sofferenze  dovute  a  concause  relative  all’ambiente,  alla conformazione delle aiuole esistenti, all’eccessiva conformazione delle aiuole esistenti, all’eccessiva impermeabilizzazione del suolo o alla incompatibilità di un certo genere di piante in un particolare contesto, l’intervento di eliminazione/sostituzione dovrebbe contenere, oltre ai dati suddetti su tipo, età e portamento del nuovo esemplare, la possibilità anche dell’eradicazione con pane di terra dell’esemplare ancora recuperabile e la sua  allocazione in un nuovo contesto, più adeguato al benessere della pianta (parco esistente, viale dotato di aiuole compatibili per ampiezza, area libera costituenda un nuovo spazio verde, etc.)”.

La Soprintendenza ha chiesto, quindi, “una revisione del Piano … con la possibilità di introdurre elaborati integrativi che consentano una più approfondita disamina degli interventi sul verde cittadino”, con previsione di adeguate compensazioni nel momento in cui dovessero rendersi necessari tagli di alberi, e ha ricordato che “per ogni intervento sulle alberature che possa incidere sensibilmente su un particolare contesto della Città, si dovrà seguire il procedimento autorizzativo ordinario previsto dal Codice dei nto autorizzativo ordinario previsto dal Codice dei Beni  Culturali, sia per gli ambiti di tutela paesaggistica  che di tutela sul Patrimonio Culturale”.   

Sospesi, in definitiva, gli imponenti interventi di tagli arborei previsti, inibiti i tagli in assenza di autorizzazione paesaggistica.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) esprime il suo plauso per la decisa presa di posizione della Soprintendenza cagliaritana a tutela dei valori ambientali, paesaggistici, storico-culturali del patrimonio arboreo cittadino.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) aveva inoltrato (16 ottobre 2022) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti in relazione al progetto “PON METRO – Città Metropolitane 2014-2020 – Asse 6 – Ripresa verde, digitale e resiliente (REACT  EU  FESR)  –  Azione  6.1.4.  Operazione  CA6.1.4.b.2  –  Realizzazione  di  nuove  aree  verdi,  di  recupero e potenziamento di aree verdi degradate e del patrimonio arboricolo e arbustivo cittadino – Intervento  principale”, recentemente approvato con deliberazione Giunta municipale Cagliari n. 193 del 3 ottobre 2022.

Il progetto complessivo risulta interamente finanziato da fondi comunitari (3,5 milioni di euro) con il programma PON METRO Città metropolitane 2014-2020 (qui i progetti cagliaritani) e tuttora completamente inattuato.

Coinvolti il Ministero della Cultura, il Ministero della Transizione Ecologica, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, informati la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna e i Carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale.

In particolare, nel progetto emergono alcuni interventi comportanti abbattimenti di alberi ad alto fusto:

*  Viale Calamosca, 131 alberi, di cui 53 esemplari di Pino d’Aleppo e Pino domestico classificati in classe di propensione al cedimento D (gravità estrema) e C (gravità moderata), che richiedono interventi di messa in sicurezza, alleggerimento e potatura;

* Viale Diaz (lati della strada e spartitraffico centrale), 118 alberi e 21 cespugli. Dei 118 alberi presenti 7 esemplari di Pino d’Aleppo sono stati classificati in classe di propensione al cedimento D (gravità estrema), destinati al taglio e conseguente sostituzione. Tre alberi risultano essere già abbattuti. I restanti 111 alberi saranno interessati da interventi di alleggerimento e potatura;

* Via Borgo S. Elia, tratto compreso tra viale San Bartolomeo e via Schiavazzi, 89 alberi, con 72 esemplari di Pino d’Aleppo classificati in classe di propensione al cedimento C (gravità moderata) e richiedono interventi di messa in sicurezza;

* Viale Buoncammino, lato destro, su 31 alberi viventi nelle aiuole 8 sono classificati “gravità estrema”, 3 sono già stati tagliati, mentre gli altri richiedono interventi di messa in sicurezza (cavatura e trasporto presso il vivaio comunale con contestuale sostituzione per 6 Jacaranda mimosifolia e sola potatura di alleggerimento per 2 esemplari della stessa specie. In questo caso l’autorizzazione ex art. 21 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. è già stata rilasciata al Comune di Cagliari dalla Soprintendenza A.B.A.P. di Cagliari con nota prot. n. 10393 del 26 marzo 2021, con il taglio di alcuni esemplari di Pino d’Aleppo già effettuato in data 7 settembre 2020, mai sanzionato, per quanto si è a conoscenza.

Il Viale Buoncammino, il Viale Calamosca, il Viale Diaz, la Via Borgo S. Elia appaiono, inoltre tutelati con vincolo storico-culturale (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre il Viale Buoncammino e il Viale Calamosca sono tutelati anche con vincolo paesaggistico (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), quindi qualsiasi intervento dev’essere preceduto dalle specifiche vincolanti autorizzazioni, in carenza sono previste sanzioni penali e amministrative e possono essere integrati estremi di danno al patrimonio pubblico.

Non si può tralasciare, inoltre, il fatto che le verifiche appropriate sullo stato di salute e la stabilità degli alberi non possono limitarsi alla metodologia V.T.A. (Visual Tree Assessment), ma ad essa deve seguire una successiva analisi più approfondita, per esempio mediante la tomografia ultrasonica tri-dimensionale, che consenta di verificare nel concreto eventuali lesioni e statica.

Ora, nero su bianco, è anche la Soprintendenza a chiederlo.

Così come le necessarie e preventive valutazioni ed eventuali autorizzazioni paesaggistiche e culturali, come la legge prevede.

Il rinvio a giudizio davanti al Tribunale di Cagliari (udienza 19 aprile 2023) di quattro funzionari pubblici e di società di gestione del verde pubblico per il taglio di alcuni Pini d’Aleppo in Viale Buoncammino (settembre 2020) in assenza di autorizzazione paesaggistica dovrebbe far riflettere.

Saranno sicuramente positivi, validi e lodevoli, una volta realizzati, i nuovi interventi di forestazione urbana di Monte Urpinu-Via dei Conversi (6.400 piante, 6 ettari) e di Via San Paolo (7 mila piante su 4.7 ettari), con i finanziamenti del Ministero della Transizione Ecologica (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), ma non può essere eliminato con leggerezza il patrimonio arboreo della città storica.

Il GrIG auspica un’adeguata valutazione degli interventi sul patrimonio arboreo e il più scrupoloso rispetto della legalità, necessario per la tutela dei nostri beni ambientali e culturali”, chiude la nota p. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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