Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Confartigianato Sardegna chiede alla Giunta 50milioni di euro per l’“efficientamento energetico aziendale”

Confartigianato Sardegna chiede alla Giunta 50milioni di euro per l’“efficientamento energetico aziendale”

CARO ENERGIA – Confartigianato Sardegna chiede alla Giunta 50milioni
di euro per l’“efficientamento energetico aziendale”. La proposta
questa mattina durante i lavori della 66esima Assemblea Regionale
dell’Associazione Artigiana. L’Assessore regionale Saiu (Lavori
Pubblici): “Questione energetica prioritaria: le rinnovabili sarde
devono influire positivamente sulle bollette di famiglie e imprese”.
Gli artigiani chiedono anche 25milioni per rifinanziare la “legge
artigiana 949”. Presentati i dati sul “caro bolletta”: in crisi 1
impresa su 6.

50milioni contro il caro bollette e 25milioni per la Legge 949, la
“legge artigiana”.
Sono queste le richieste che Confartigianato Imprese Sardegna ha
proposto alla Giunta Regionale, presentandole agli artigiani sardi
riuniti durante i lavori della 66esima Assemblea Regionale di
Confartigianato Imprese Sardegna, svoltasi a Fonni (NU) questa
mattina, alla presenza delle Istituzioni e della Politica, dal titolo
“Le imprese Artigiane nell’Età del chilowatt-oro. Nuove sfide e
modelli energetici sostenibili”.

Gli artigiani provenienti da tutta la Sardegna si sono quindi,
confrontati sulla crisi dell’energia e sugli interventi nella prossima
Manovra Finanziaria Regionale, con la Sindaca di Fonni, Daniela
Falconi, la Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria
Amelia Lai, il Docente di Economia e Gestione delle Imprese
dell’Università di Verona, Federico Testa e l’Assessore Regionale ai
Lavori Pubblici, Pierluigi Saiu.

Con questa iniziativa, l’Associazione Artigiana, ha voluto richiamare
l’attenzione delle Istituzioni sullo sviluppo delle oltre 35mila
realtà che rappresentano più del 20% della forza produttiva isolana,
presentando anche i dati del caro bollette del 2022 per le micro e
piccole imprese della Sardegna, situazione che ha fatto registrare un
aggravio di 493milioni di euro, determinando un aumento del +147,1%
sullo scorso anno, quarto maggior incremento in tutta Italia, contro
una media nazionale del +135%. Questa impennata dei costi è andata a
gravare per il 6,1% del valore aggiunto prodotto. E ancora l’incidenza
media delle bollette di gas ed elettricità nei bilanci delle imprese è
passata dal 15,8% al 28,1%, di fatto raddoppiata. Significa che
mediamente l’energia è diventata una delle spese più importanti per le
imprese artigiane sarde.

Lo sanno bene le imprese artigiane della Sardegna, con oltre il 24%
degli occupati delle attività produttive isolane, che rischiano una
pesantissima frenata produttiva se non una fermata definitiva. I
settori più colpiti nell’Isola sono quelli della panificazione,
alimentare, lavorazione legno e autoriparazione così come nel resto
d’Italia lo sono quelli di vetro, ceramica, cemento, carta,
metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica. Un impatto senza
precedenti sulle piccole attività sarde che, senza azioni concrete,
rischia di ingigantirsi.

Per queste ragioni, nell’Isola i rincari energetici stanno mettendo in
forte crisi 1 azienda su 6, determinando una crisi di liquidità che
rischia di mettere fuori mercato una consistente fetta di micro,
piccole e medie imprese sarde. Su questi argomenti le imprese chiedono
di essere sostenute negli investimenti in energie rinnovabili,
Comunità Energetiche e autoproduzione nonché con le proroghe al
credito d’imposta per abbattere i costi di elettricità e gas.

“La crisi energetica che sta colpendo anche le imprese sarde sta
ricadendo su tutta l’economia regionale – ha affermato Maria Amelia
Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, nel discorso di
apertura dell’Assemblea – purtroppo l’intervento dello Stato con il
credito d’imposta non è stato risolutivo e, nella maggior parte dei
casi, non è riuscito neanche a mitigare una situazione devastante”.
“Per combattere lo tsunami energetico che si sta abbattendo su imprese
e famiglie sarà fondamentale ottimizzare il consumo di energia
attraverso interventi comportamentali e, soprattutto, con le nuove
tecnologie – ha continuato la Presidente Lai – la transizione verso le
energie rinnovabili e le tecnologie a basse emissioni di carbonio è
una delle scelte decisive che la nostra Regione, così come tutto il
nostro Paese, deve fare. Dobbiamo compiere scelte lungimiranti,
coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a
disposizione. Per questo l’energia rinnovabile rappresenta, a oggi,
uno dei pochi alleati considerata la scarsa disponibilità di risorse
fossili del nostro Paese”. “Se non si inverte la rotta del caro
energia – ha sottolineato – tante attività artigiane non saranno più
in condizioni di lavorare e si troveranno a dover chiudere
definitivamente con danni irreparabili al sistema economico e sociale
regionale”.

Prova ne è l’incremento percentuale a tripla cifra del costo delle
bollette delle micro, piccole e medie imprese. A livello territoriale,
infatti, per queste il conto la è cresciuto del +127,7% nella
provincia di Sassari-Olbia, con un sovraccosto di +158milioni di euro
rispetto al 2021. Segue Cagliari con +122,3% e +148milioni di euro. Il
Sud Sardegna ha rilevato un aggravio in bolletta di 85 milioni di
euro, Nuoro-Ogliastra di 61 milioni e Oristano di 42 milioni. Questo
deragliamento dei prezzi dell’energia, sta comportando una erosione
del valore aggiunto delle micro-piccole-medie imprese del 6,1%. I dati
dicono anche che, per ogni sardo, la bolletta, nell’ultimo anno, è
aumentata in media del 59,1%, quasi 2.212 euro per ogni cittadino.

Ma è forte anche la resilienza energetica delle imprese. Sempre
secondo un sondaggio di Confartigianato, la maggior parte delle
imprese ovvierà al caro energia con un minor uso dell’illuminazione,
del riscaldamento e dell’aria condizionata.

In ogni caso, a questa problematica sono interessate tutte le 35mila
imprese artigiane della Sardegna, insieme a più di 90mila dipendenti,
che quotidianamente stanno vivendo una crisi senza precedenti legata
alla folle corsa dei prezzi di gas ed elettricità. Situazione che
rischia di cancellare migliaia di attività produttive e far perdere
decine di migliaia di posti di lavoro, frenando pesantemente
l’economia produttiva isolana.

Ed è per questo che Confartigianato Imprese Sardegna, sulla prossima
Manovra Finanziaria regionale, alla Giunta Regionale ha proposto un
intervento di 50 milioni di euro sull’efficientamento energetico
aziendale per sostenere le imprese nell’istallazione di impianti di
produzione di energia da fonti rinnovabili e per intervenire sulla
transizione ecologica e sull’abbattimento dei consumi e dei costi. Lo
strumento dell’“efficientamento energetico aziendale” prevede una
agevolazione in conto capitale al 50% (estendibile al 70% per imprese
giovanili e femminili) a copertura di un piano energetico aziendale
complessivo che tenda in primis a una riduzione dei consumi. Per
Confartigianato Sardegna, infatti, in primis alle attività produttive
occorre una accurata diagnosi e un approfondito check up energetico
redatto da professionista abilitato/energy manager che individui i
consumi comprimibili e le relative azioni di risparmio, e quelli
invece fissi e costanti. Avvalendosi del supporto di un professionista
del settore, l’azienda potrà individuare eventuali criticità nei
consumi energetici e spazi per una migliore ottimizzazione degli
stessi, così da adottare il modello di gestione energetica più
adeguato alla propria realtà.

Successivamente, è necessario l’ammodernamento o sostituzione impianti
delle e delle e reti (es sostituzione dei corpi illuminanti vecchi con
quelli a basso consumo etc), l’installazione di nuovi impianti di
produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare
termico, sistemi a pompa di calore etc.) che vadano nella direzione
dell’autoproduzione ed autoconsumo e, infine, la semplificazione delle
procedure autorizzative (qualora necessarie). Una esperienza simile,
che ha avuto riscontri positivi, è stata recentemente introdotta per
il comparto agricolo con la misura cosiddetta “Agrifotovoltaico” a
valere sul PNRR. Azioni virtuose, insomma, all’insegna
dell’efficientamento energetico come cultura aziendale, nella
consapevolezza del grandissimo valore ambientale e sociale prodotto
dall’impresa.

La presenza dell’Assessore Saiu, è stata l’occasione per ribadire
anche l’importanza della richiesta di rifinanziamento della Legge
Regionale 949, la cosiddetta “legge artigiana”, con una dotazione
annua per il prossimo triennio di 25milioni di euro.

Per Confartigianato Sardegna, il rifinanziamento della norma, da tre
anni a questa parte ha sortito l’effetto di un importante stimolo agli
investimenti. Numerosissimi sono stati gli artigiani che, nonostante
il periodo di estrema difficoltà contingente legata prima
all’emergenza sanitaria e successivamente alla crisi generalizzata,
hanno manifestato (e continuano a manifestare) interesse verso la
misura e nella maggior parte dei casi tradotto l’interesse in
investimento vero e proprio ad indubbio beneficio dell’intero sistema
economico isolano.

“Riteniamo a tal proposito fondamentale sostenere questa tendenza con
l’ulteriore copertura finanziaria anche per gli anni a venire – ha
aggiunto la Presidente Lai – la richiesta è, in buona sostanza, quella
di rendere questo incentivo strutturale anche per dare modo alle
stesse imprese di programmare nel tempo gli investimenti”.

L’Associazione ha voluto, inoltre, ricordare anche come altrettanta
attenzione dovrà, in parallelo, essere posta sulla gestione della
misura, dell’istruttoria e dei pagamenti delle istanze. “Non
nascondiamo, infatti, una certa preoccupazione legata al cambio delle
modalità operative che mettono in capo alla Regione l’atto finale
della liquidazione del contributo – ha continuato la Presidente – con
la precedente formulazione infatti era noto l’apprezzamento generale
per la tempistica davvero ristretta tra approvazione delle domande e
liquidazione di quanto spettante. Ad oggi non pare riscontrarsi
medesima celerità, e i tempi d’attesa si sono allungati di molto
costituendo di fatto una forte criticità delle imprese che nel
frattempo hanno anticipato i costi dell’intero investimento”.

Infine, l’Associazione Artigiana ha plaudito alla promozione, da parte
dell’Assessorato all’Industria, all’istituzione e rifinanziamento
delle comunità energetiche da fonti rinnovabili. Su queste la
Presidente Lai vede solo opportunità: “in primis quelle di favorire la
diffusione di nuove tecnologie e di modelli di produzione energetica
distribuiti e collaborativi, rendendo protagoniste le imprese e le
persone. Inoltre, significa aumentare l’efficienza energetica e quindi
contribuire a combattere la povertà energetica, accelerando la
transizione energetica ed ecologica attraverso una maggiore diffusione
delle fonti rinnovabili. Queste sono un fondamentale strumento di
autoconsumo diffuso e di smart energy community”.

Per l’Assessore Regionale dei Lavori Pubblici, Pierluigi Saiu “la
questione energetica sarda è sempre ben presente nell’Agenda della
Giunta Regionale. Infatti, il tema delle rinnovabili e dell’autonomia
energetica, che da parecchi anni si sta articolando sui tavoli
regionali e nazionali, in questo periodo è diventato prioritario.
L’Isola, come tutti sappiamo, ospita una quantità importante di
impianti per la produzione di energie rinnovabili senza che però
queste riescano a influire positivamente sui costi delle bollette di
famiglie e imprese sarde. Questo sistema per noi è da cambiare:
attraverso iniziative sui gestori elettrici e sull’incentivazione
delle comunità energetiche. Queste ultime, infatti, sono frontiere
energetiche da raggiungere e supportare, come già ha fatto la Giunta,
mettendo 10 milioni di euro, il Consiglio con l’Assestamento e come
verrà fatto con la prossima Finanziaria”


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