Lunedì 30 Gennaio, aggiornato alle 22:40

Il Governo dimezza l’incentivo per l’acquisto di arredamento e cucine. Confartigianato Sardegna: “Necessario confermare la misura per dare ossigeno al settore”

Il Governo dimezza l’incentivo per l’acquisto di arredamento e cucine. Confartigianato Sardegna: “Necessario confermare la misura per dare ossigeno al settore”

Il Governo dimezza l’incentivo per l’acquisto di
arredamento e cucine: presentato un emendamento per il ripristino. La
preoccupazione delle 856 imprese sarde e dei rivenditori.
Confartigianato Sardegna: “Necessario confermare la misura per dare
ossigeno al settore”.

Il bonus mobili potrebbe venire dimezzato dall’inizio del prossimo anno.

La Legge di Bilancio 2023, infatti, prevede una pesante riduzione del
tetto di spesa dell’incentivo per l’acquisto di mobili, arredi,
accessori, illuminazione e imbottiti, che passerebbe dagli attuali
10mila euro ai possibili 5mila, condizione che potrebbe danneggiare le
imprese, in primis quelle artigianali, della filiera dell’arredo,
oltre che della distribuzione di mobili e arredamento. Il bonus era
stato già rimodulato dal precedentemente Esecutivo che, dai vecchi
16mila euro lo aveva portato agli correnti 10mila.

Per scongiurare la diminuzione di questo incentivo, Confartigianato
Imprese, insieme ad altre Associazioni di Categoria, hanno inviato una
nota ai capigruppo in Senato e ai Leader di tutti i partiti politici
per chiedere, con una proposta di emendamento, la stabilizzazione
della norma con l’attuale quota di detrazione.

Quello del legno-arredo, è un settore strategico della manifattura
italiana, in cui operano circa 27.800 imprese, più della metà
artigiane con oltre 51.000 addetti. Nell’Isola sono 856 le imprese del
comparto “legno e arredo”, di cui 720 artigiane (l’83,9%), che danno
lavoro e opportunità a 2.156 addetti, di cui 1.563 artigiani (61,3%).

“Favorire l’acquisto di mobili Made in Italy, agevolando un tetto di
spesa adeguato – commentano da Confartigianato Imprese Sardegna – è,
pertanto, una misura fondamentale e imprescindibile, non solo per
consolidare nel medio termine il processo di ripresa e accelerazione
della domanda interna di mobili, ma anche e soprattutto per
indirizzare i consumi e di conseguenza la produzione sulla strada
virtuosa della transazione ecologica in atto”. “Questa è una misura
importante perché sta dando ossigeno al settore del mobile che, come
tutto il comparto, sta soffrendo – continuano gli Artigiani – la
speranza è che gli Italiani continuino ad acquistare mobili di
qualità, rivolgendosi ai nostri artigiani, che sicuramente realizzano
prodotti molto durevoli, più customizzati a misura di cliente e
sicuramente di qualità superiore rispetto al low cost”.

La proposta dell’emendamento va di pari passo con un’azione congiunta
messa in atto dall’Organizzazione Artigiana nei confronti del Governo.
I ministri Adolfo Urso (delle Imprese e del made in Italy) e Giancarlo
Giorgetti (Economia e Finanze) sono stati infatti sensibilizzati con
una missiva sulla necessità della misura, soprattutto nell’attuale
momento di forte contrazione della domanda.

“A fronte di un costo non eccessivo per la finanza pubblica – continua
Confartigianato Imprese Sardegna – la stabilizzazione della detrazione
avrebbe un importante effetto espansivo per le nostre imprese e per il
tessuto di negozi e rivenditori presenti sul territorio, generando un
gettito fiscale complessivo positivo per le casse dello Stato”.

Confartigianato Imprese Sardegna ricorda anche come non esista bonus
mobili senza una ristrutturazione edilizia di un appartamento; non è
necessario prevedere interventi “radicali” ma è sufficiente un
qualsiasi intervento previsto dalle norme come, per esempio, la
semplice apposizione di grate sulle finestre, le porte blindate,
l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas
inerti, il montaggio di vetri antiinfortunistici e l’installazione di
corrimano sulle scale.

La detrazione spetta ai contribuenti persone fisiche che sostengono
spese di recupero edilizio su singole unità immobiliari residenziali
(escluse parti comuni e autorimesse), per i quali è stata richiesta la
detrazione del 50%.

La detrazione è riconosciuta per le spese sostenute per l’acquisto di
mobili utilizzati per l’arredo dell’unità immobiliare oggetto di
ristrutturazione; sono esclusi i piccoli elettrodomestici. Il bonus
può essere applicato anche per l’acquisto di cucine, librerie e pareti
attrezzate, tavoli e sedie, letti, divani e poltrone, armadi e
scarpiere. L’agevolazione trova applicazione anche per i mobili
commissionati su misura a un artigiano, mentre restano esclusi i
mobili usati acquistati da privati, antiquari o rigattieri.

Per fruire dell’agevolazione è necessario che le spese siano pagate
tramite bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del
versamento ovvero “Acquisto di mobili; detrazione del 50% con il
codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione, il numero di
partita IVA o codice fiscale dell’impresa beneficiaria del bonifico”.


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