Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 22:50

Aritzo. Il canto popolare in Sardegna. Tradizione e innovazione a confronto.Due gli appuntamenti

Aritzo. Il canto popolare in Sardegna. Tradizione e innovazione a confronto.Due gli appuntamenti

La voce delle formazioni di canto a tenore e delle corali polifoniche rimbomberà per i vicoli di Aritzo il 10 e 17 dicembre in occasione di due imperdibili appuntamenti proposti dal Comune e dalla Pro Loco nell’ambito delle manifestazioni promosse mediante i finanziamenti previsti dalla Legge regionale 7.

“Il canto popolare in Sardegna, tradizione e innovazione a confronto” sarà il tema degli appuntamenti che avranno come direttore artistico il maestro Michele Turnu, direttore del Coro Bachis Sulis di Aritzo, parte attiva nell’organizzazione.

Il 10 dicembre, alle ore 19, si terrà un concerto presso l’Auditorium ITC. La serata, presentata da Lucia Cossu, vedrà sul palco i tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti, Su Remediu di Orosei, Santa Ruche di Oniferi, e il Manuela Mameli duo.

La giornata di sabato 17 dicembre sarà dedicata allo spettacolo e al confronto. Alle 15.30, presso l’aula consiliare del Comune di Aritzo, si terrà un convegno che vedrà come relatori gli etnomusicologi Roberto Milleddu e Gigi Oliva e il compositore Emilio Capalbo.

Alle 18.30, presso la chiesa di San Michele Arcangelo, si esibiranno i cori Bachis Sulis e Sinfonie d’Altura di Aritzo, diretti entrambi dal maestro Michele Turno, Santa Cecilia di Arborea (diretto dal maestro Riccardo Zinzula), il trio A.Ma.Me di Arborea e il Coro di Bosa diretto dal maestro Gigi Oliva. Il concerto sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Sardegna Live.

“Sono sempre di più i cori polifonici maschili, femminili e misti che si affacciano sulla scena isolana – commenta Michele Turnu -. Questi, in genere, si ispirano alle melodie popolari più note rese celebri dalle formazioni di canto a tenore. Io stesso, da compositore, prendo spunto da forme musicali come il duru duru o i muttos rielaborandole e adattandole a organici più grossi rispetto ai tenores come quelli dei cori maschili”.

“Cambia dunque la forma armonica, ma rimane la matrice tradizionale – spiega ancora Turnu -. Nel proporre l’evento di Aritzo abbiamo voluto ripercorrere questa linea evolutiva ritenendo che il movimento della coralità polifonica nasce e si sviluppa seguendo un filo conduttore individuabile nel canto a tenore stesso. Anche oggi che molte corali compiono interessanti evoluzioni pop”.

“Penso sia uno spunto di riflessione importante, del quale si parlerà anche in occasione del convegno. Non ho nulla contro l’evoluzione, anzi, credo che sia necessaria. Ammiro molto le formazioni capaci di creare vesti musicali nuove per la melodia tradizionale percorrendo la strada della sperimentazione”.


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