Giovedì 20 Giugno, aggiornato alle 18:04

Il divo Tafferugli

Il divo Tafferugli

di Pere Lluís Alvau
Negli anni dal 1965 al 1972 si svolse ad Alghero il Meeting Internazionale del Cinema Italiano, una manifestazione che ha lasciato un alone di ricordi e di rimpianti che prude le menti nostalgiche di chi ha vissuto quegli anni da protagonista o spettatore di una realtà sia turistica che politica più temeraria ed intraprendente, ma allo stesso tempo, forse, più spontanea e più schietta di quella di oggi.
Il “Meeting” ha lasciato una scia che talvolta ha sconfinato ed ancor oggi continua a sconfinare con progetti turistici che non rientravano nello spirito della manifestazione, un senso di colpa generalizzato per la sua mancata continuità spesso rimbalzato su personaggi politici di quel periodo  ed enti locali e regionali che a detta dei “piagnoni” del poi non si sarebbero impegnati a sufficienza per la prosecuzione cadenzata negli anni successivi.
Certo è che il “Meeting” dopo i primi tre o quattro anni iniziali esaurì la sua parabola ascendente ed i suoi sostenitori istituzionali dovettero escogitare manifestazioni collaterali per sostenerlo e mantenerlo a galla. Venne così promosso il premio “Un volto per il cinema europeo” che tra le vincitrici – perché di un premio al femminile si trattava – non si à mai annoverata alcuna fisionomia ed ancor meno alcun nome che abbia avuto altra menzione al di là del giorno della premiazione.
Altra manifestazione collegata al “Meeting” era il concorso “Lady Italia” e “Lady Europa” che offriva un palcoscenico televisivo e da cinegiornale non tanto ad Alghero quanto a numerosi attori già famosi ed altri emergenti.
La stampa locale ed i cinegiornali, come detto, davano risalto più alla presenza degli ospiti e dei presentatori alle varie manifestazioni che all’essenza alquanto effimera degli avvenimenti, soprattutto se paragonati ad iniziative similari ma ben più blasonate ed accreditate nel tempo, come il “Taormina film festival”, il “Festival dei Due Mondi di Spoleto”, il nascente “Giffoni film festival” e particolarmente la “Mostra del Cinema di Venezia”, solo per rimanere in Italia.
Ciò non toglie che nelle settimane in cui si svolgevano le manifestazioni i nomi di attori, attrici, registi, presentatori e protagonisti dello spettacolo in genere presenti ad Alghero occupassero i titoli a piena pagina dei quotidiani locali e regionali e talvolta – con minor slancio e rumore – anche qualche pagina patinata  di riviste settimanali corredate, in questo caso, da fotografie a colori anche della città.
Per motivi contingenti non tutti potevano assistere alle proiezioni dei film ed alle manifestazioni di premiazione e quindi ci si affidava il più delle volte alle notizie riportate dalla stampa sulla presenza dei “vip” di allora.
“Hai letto, ieri hanno premiato Nino Manfredi”; “C’era anche Monica Vitti!” ed ancora “Ha un bel sorriso quel giovane che sta facendo carriera, come si chiama? Enrico Montesano”. “Ieri in via Carlo Alberto ho incontrato Walter Chiari”; “Mike Bongiorno incorona lady Europa”; Altri erano interessati a “Barbara Bouchet incoronata reginetta ad Alghero” oppure “Mal col suo fascino fa sognare le ragazze algheresi”; i più impegnati “Al cinegiornale ho visto Lello Bersani e Carlo Mazzarella intervistavano Alberto Lattuada”; gli interessati ad aspetti immobiliari “Daniele Piombi sempre più di casa ad Alghero”.
“Al Meeting ieri c’era anche Tafferugli”. Chi? “Si, si. Tafferugli al Meeting. C’era scritto proprio così, in grande, in prima pagina su La Nuova Sardegna!”
Era questa la conclusione a cui era andato incontro un signore molto conosciuto per la sue doti di gentilezza, educazione, bontà e finanche di sana ingenuità nel mondo degli studenti che frequentavano o avevano frequentato il Liceo-Ginnasio Manno.
Qualche giorno prima –  eravamo nel 1967 – un gruppo di studenti universitari, precursori del nascente mondo della contestazione giovanile, aveva organizzato una manifestazione di protesta in Piazza Sulis sul metodo selettivo d’invito in cui venivano gestiti gli ingressi alle proiezioni dei film. Ne era nata una sassaiola indirizzata alle forze di polizia che cercavano di garantire l’incolumità degli invitati e dei convenuti alla sala cinematografica.
Da qui il titolo sul quotidiano “TAFFERUGLI AL MEETING” che il buon Celestino (nome di fantasia per celebrare il candore del protagonista) confuse con un non mai identificato divo del cinema.
Pere Lluís Alvau

 


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