Lunedì 17 Giugno, aggiornato alle 9:16

Aeroporto: l’esultanza di una privatizzazione al buio è durata il tempo di un annuncio. Trattato come aeroporto stagionale

Aeroporto:  l’esultanza di una privatizzazione al buio è durata il tempo di un annuncio. Trattato come aeroporto stagionale

“Come da diversi anni succede è calato il gelo sulla Sardegna e in particolare su Alghero” , inizia così la nota del Parito NOI CON ALGHERO che prosegue :
“Non si tratta certo di temperature, vista l’attuale splendida situazione climatica estiva; ma bensì del sistema dei trasporti della Sardegna ed in particolare del nostro aeroporto.
Nel 2016 gli esponenti politici che allora governavano a tutti i livelli, avevano esultato per l’avvento della privatizzazione al buio del nostro aeroporto, facendoci credere che questa sarebbe stata la soluzione ottimale per un nuovo slancio dei trasporti aerei, senza dover ricorrere all’utilizzo di soldi pubblici per garantire le rotte da e per la Sardegna.
Questa “chimera” è durata giusto il tempo di un annuncio, ma la realtà dei fatti ci parla di una situazione in cui non solo non sono mai partite in maniera incisiva le programmazioni, soprattutto per la stagione invernale; ma si è ovviamente ripresentata subito la necessità di ricorrere a fondi pubblici, attraverso il sistema di finanziamento del co-marketing.
Oggi, addirittura , si chiede al sistema delle imprese di intervenire economicamente affinché si possano garantire le rotte aeree. Questa è la dimostrazione palese che , forse è anche vero che le infrastrutture aeroportuali della nostra isola hanno difficoltà a “tenersi in piedi” esclusivamente pensando ai meri equilibri di bilancio di un’azienda; ma è altrettanto vero che, per chi vive una situazione di isolamento geografico, come la Sardegna, i trasporti debbano essere considerati alla stregua di altri settori fondamentali ed importanti per la società, come ad esempio la sanità, dove quindi diventa prevalente l’obiettivo di fornire un servizio al cittadino, e ogni euro pubblico speso non deve essere considerato uno spreco, ma piuttosto un servizio primario per il cittadino.
Dal 1 novembre, fino all’inizio della stagione estiva prossima, al di la di una minima ed ordinaria programmazione sui voli nazionali, l’aeroporto di Alghero viene tagliato fuori, praticamente, da qualsiasi programmazione con scali internazionali, che avrebbero permesso da una parte di attirare flussi esteri anche in bassa stagione; dall’altra di poter permettere ai tanti sardi che per motivi di svago, ma anche di lavoro e studio, si muovono ormai in tutta Europa, di poter godere dei collegamenti.
Noi crediamo che ci sia da considerare ed approfondire il problema del sistema aeroportuale sardo nel suo complesso, che, viste le ataviche carenze dei collegamenti interni su ferro e gomma nella nostra regione, non possa che prevedere l’implementazione di rotte internazionali durante tutto l’anno, anche negli scali, come quello di riferimento del Nord-ovest della Sardegna, che viene invece trattato maldestramente come aeroporto stagionale.
In questo ragionamento non si può ovviamente non rimarcare l’immediata necessità di dare stabilità definitiva ad una vera e propria continuità territoriale almeno con le tratte basilari di Roma e Milano, che preveda tariffe giuste e fisse non solo per i residenti sardi, ma per chiunque voglia raggiungere con facilità la nostra isola.
Visto che la giunta Solinas, fino ad oggi ha notevolmente trascurato questo tema, speriamo almeno che entro la fine della legislatura si possano dare maggiori risposte ai sardi” conclude la nota di Noi con Alghero .


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