Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Proiettare per sensibilizzare: Dallas Buyers Club al Festival per lo Sviluppo Sostenibile

Proiettare per sensibilizzare: Dallas Buyers Club al Festival per lo Sviluppo Sostenibile

Giovedì 13 ottobre, l’Associazione Farmacia Politica e le associazioni ForJus, Reset Unica, Lila Cagliari e Unica LGBT hanno organizzato la proiezione del film Dallas Buyers Club. A conclusione del film seguirà un dibattito e la distribuzione di materiale informativo contro le malattie sessualmente trasmissibili e preservativi. L’iniziativa si inserisce all’interno del Festival per lo Sviluppo Sostenibile (Sardegna 2030).

Di seguito le dichiarazioni dei referenti delle associazioni organizzatrici:
Fabio Vitiello Presidente Farmacia Politica: per una realtà come Farmacia Politica è motivo di orgoglio poter partecipare, con un’iniziativa, al Festival per lo Sviluppo Sostenibile. Lo è di più trattando una tematica come quella della tutela della salute, in particolare la prevenzione dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili. Per la nostra associazione, questo progetto si pone in perfetta continuità con quanto svolto negli ultimi anni, in particolare al contributo dato alla realizzazione della Campagna Regionale di Sensibilizzazione e al convegno scientifico realizzato all’Università degli Studi di Cagliari intitolato “HIV e Giovani: un problema virale” svolti nel 2019 in collaborazione con Lila Cagliari.
Viola Zuddas di ForJus Avvocati: il progetto che abbiamo presentato si pone l’obiettivo di mettere in risalto l’importanza di contrastare lo stigma che accompagna le persone con HIV e quelle sieropositive per promuoverne l’inclusione nella società attraverso l’impiego degli strumenti giuridici che ne consentano, anzitutto, l’inserimento nel mondo del lavoro.
Sara Capello Coordinatrice Reset Unica: lo stigma sociale che si accompagna alle malattie sessualmente trasmissibili è ancora oggi troppo presente: questo è frutto di una inadeguata o assente educazione sessuale in ambito scolastico e universitario, che si fondi su solide basi psicologiche, mediche e sociali. Se da un lato si pensa alle MST come un argomento lontano da noi, che non ci riguarda, dall’altro la disinformazione su rischi e misure di prevenzione affligge sempre più giovani nel mondo, che si ammalano sempre più di frequente. Un’adeguata campagna di informazione nelle scuole e nelle università sta anche alla base della lotta allo stigma che affligge le persone affette: se una patologia è più conosciuta si prendono le corrette misure per contenerla e si pone un freno alle discriminazioni. Per esempio, le persone in cura per infezione da HIV che mantengono per oltre 6 mesi una carica virale non rilevabile non possono trasmettere l’infezione, ma questo fatto tra i giovani è poco conosciuto.
Brunella Mocci Presidente Lila Cagliari e membro del coordinatore nazionale federazione Lila: l’HIV è sparito e della sua diffusione e persistenza non si ha più notizia. Perché? E come possiamo ribaltare questa falsa percezione? Per LILA Cagliari ogni occasione è buona per ribadire che nell’informazione sul tema HIV e IST vanno divulgati concetti chiari, accessibili a tutti e su solide basi scientifiche e, in un momento storico in cui la scienza viene fortemente contestata, questo diventa un elemento determinante. La storia dell’attivismo sull’HIV di questi decenni racconta di un fenomeno che ha pochi precedenti nella storia delle battaglie per il diritto alla salute e per il rispetto dei diritti umani. La scienza e la corretta informazione non possono che essere i primi antidoti contro una patologia che continua ad essere comunque diffusa e di cui ancora la maggior parte delle persone della popolazione non conosce le corrette vie di trasmissione. Il peso sociale di questo fenomeno è sulle spalle delle persone con HIV che sono costrette al silenzio per lo stigma sociale che tuttora grava su di loro.
Sara Melis Coordinatrice Unica LGBT: l’importanza dell’informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili è qualcosa di cui ancora oggi non si parla abbastanza. Soprattutto in un contesto giovanile in cui operiamo come associazione, ma in generale a causa del fatto che la sfera sessuale è sempre celata dietro un velo di vergogna, le MST sono viste come una colpa di cui ci si deve vergognare, ma allo stesso tempo non si parla chiaramente dei metodi di prevenzione creando un circolo vizioso dove la paura fomenta l’ignoranza e viceversa. Queste iniziative sono vitali nel vero senso della parola, perché l’unico modo per rompere il cerchio è un dialogo chiaro e sincero su questi argomenti.

Ecco il form per iscriversi all’evento: https://forms.gle/i3exgF2jZGTLHSZs9


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi