Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 14:45

CdQ di Fertilia-Arenosu si ribella: no al Piano del Parco in Commissione senza coinvolgimento delle comunità dell’agro

CdQ di Fertilia-Arenosu si ribella: no al Piano del Parco in Commissione senza coinvolgimento delle comunità dell’agro

 

“Leggendo un articolo apparso su stampa locale (Algherolive.it) abbiamo appreso che martedì 4 Ottobre, nella Casa Comunale in Piazza Porta Terra, si riunirà una Commissione Consiliare che vedrà all’ordine del giorno un solo punto: il Piano del Parco.

Le parole della settimana scorsa “Un impegno per chiedere con forza il coinvolgimento del territorio nelle iniziative che lo riguardano, affinché possano essere fornite rassicurazioni dal punto di vista ambientale […]” e “[…] non ci vanno bene queste modalità di intervento e che, piaccia o non piaccia, bisogna fare i conti con le comunità locali e con le loro esigenze di sviluppo e tutela dei beni ambientali “, sembrano già dimenticate. Forse perché allora si parlava di Parco Eolico e delle possibili “forme di compensazione ambientali ed economiche a beneficio del territorio”.

Questa volta, però, per il Piano del Parco, non ci sono in previsione “compensazioni”, ma le linee guida del Piano del Parco interferiranno con le scelte del PUC del nostro Comune, e gli interessi in gioco sono molto importanti. E quindi? Dov’è finita tutta l’indignazione per il mancato coinvolgimento delle comunità locali? Come mai si accetta passivamente che il Presidente dell’Ente Parco, Raimondo Tilloca, convochi lo stesso giorno, il 4 ottobre, un’Assemblea, prevista poi in seconda convocazione il giorno successivo mercoledì 5 Ottobre? Abbiamo (…hanno…) già deciso tutto? Come possono essere certi che il tema all’ordine del giorno possa essere trattato dalla Commissione Consiliare, nel suo complesso, in poche ore? Troppe le domande e poche le certezze.

Si legge invece molta arroganza e poca coerenza.

Non vogliamo, per ora, entrare nel merito delle linee guida proposte, ma vogliamo sottolineare che già nella premessa si legge “[…] Tali strumenti devono essere necessariamente coordinati tra loro, secondo un processo di formazione e compartecipazione tra l’Ente parco, l’Amministrazione comunale di Alghero e la comunità di tutti coloro che presentano interessi legati al territorio.”

Parole vuote, di fatto, e, ad oggi, una presa in giro offensiva per le Comunità locali.

Eppure quanto si legge nelle Linee di Indirizzo suscita un altissimo interesse per le possibili positive ricadute sul territorio, naturalmente purché il tutto avvenga tramite Processi Partecipati e Condivisi.

Non si può infatti imporre la definizione di un nuovo modello di sviluppo, di consolidamento e crescita del sistema produttivo territoriale senza che questo sia accettato dalle Comunità che, sottolineo, sono le uniche vere creatrici di reddito.

È altrettanto intollerabile dover accettare che ci vengano imposte, senza possibilità di interferenza, una nuova “gestione e un governo dei processi ambientali e produttivi e delle loro interrelazioni, funzione di un processo pianificatorio legato alle esigenze degli usi della città urbana e delle attività produttive”, basato su modelli calati dall’alto, autoreferenziali e impositivi, che negano qualsiasi partecipazione delle Comunità interessate.

Eppure, quando l’Ente Parco e l’Amministrazione Comunale parlano di “Area vasta” e “Area contigua” stanno parlando di persone, Comunità, piccoli e medi imprenditori locali, tutti esclusi dalla costruzione del loro futuro.

Per la definizione del perimetro dell’area vasta, si sta addirittura pensando di prendere a riferimento un’area che, guarda caso, coincide con quella che era stata già oggetto di studio per il “Contratto di Laguna” (naufragato miseramente, per volontà politica). Unica differenza col Contratto di Laguna è che, in quello, ogni tavolo, ogni progetto e ogni iniziativa erano previste in un processo condiviso e partecipato. Qui, se andrà bene, dovremo considerarci fortunati se verremo informati per tempo di cosa ci spetterà.

Sarebbe stata una grande prima occasione per poter lavorare, tutti insieme, sugli Indirizzi gestionali e per quelli volti allo sviluppo socio-economico. Invece si parla di “[…]ricostruzione di un nuovo “patto città-campagna” finalizzato alla restituzione alla città di Alghero della “sua campagna”, dei suoi orti, delle sue borgate, delle sue aree protette; alla restituzione al contesto “extra-urbano” (la città fuori le mura) del ruolo di luogo ideale della produzione primaria, soprattutto quella per la quale il territorio di Alghero è sempre stato vocato (agricoltura, pastorizia, allevamento, pesca, selvicoltura) per conquistare una propria sovranità alimentare funzionale ad un turismo fortemente radicato; alla creazione di forme nuove e alternative di organizzazione e fruizione sostenibile del territorio”, come se fossimo inesistenti.

Per questo diciamo NO!

Per questo chiediamo che venga rinviata la Commissione Consiliare, che siano organizzati incontri informativi presso le borgate e che, da subito, delegazioni dei Comitati,rappresentanti delle Comunità dell’agro e dei produttori locali, siano concretamente coinvolte nei processi decisionali e progettuali”, chiude la nota del CdQ Fertilia-Arenosu a firma del Presidente architetto Luca Rondoni

 


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