Venerdì 27 Gennaio, aggiornato alle 22:50

Andrea Delogu si toglie due sassolini: le polemiche su Fb non mi interessano. Il Palacongressi, perchè no?

Andrea Delogu si toglie due sassolini: le polemiche su Fb non mi interessano. Il Palacongressi, perchè no?

Andrea Delogu Presidente della Fondazione Alghero, chiamato in causa dalle polemiche sui social che investono la gestione degli eventi per San Michele patrono di Alghero, davvero non ci sta ad essere additato come il colpevole di chissà quali misfatti. La sospensione dei concerti previsti, causa i nubifragi previsti (e in atto ), vorrebbe dire tutto quello che pensa, specie verso chi lo addita di incapacità. Chiaro che si riferisce all’attacco subito da parte di Giuseppe Iurato e Franco Calvia, il primo organizzatore di eventi, il secondo nella duplice veste di uomo impegnato in politica e artista.

Afferma Delogu: “Chi fa l’impresario faccia pure, investa, chieda l’autorizzazione per avere lo spazio, piazzi il suo teatro tenda,  realizzi quello che a suo dire si paga da solo, e la Fondazione farà la sua parte, pagherebbe quello che gli deve pagare“.

Cerca di mantenere il corretto aplomb Andrea  Delogu per evitare di dare ulteriore fuoco a un contesto già sufficientemente caldo. Su Franco Calvia non si sofferma, dice solo che ha una “mentalità retrò stile anni 80“, perchè Calvia è impegnato in politica, e con lui si dovrebbe aprire un discorso tutto politico, riguardante aspirazioni e risultati conseguiti  ultimamente da candidato nelle liste del Psd’Az.

Concorda sul fatto che ad Alghero manchi uno spazio attrezzato al chiuso per grandi eventi, e prova ad analizzare la situazioni attuale, alla luce di un nostro intervento che rilancia il ruolo del Palacongressi, da adibire a spazio musicale a artistico in genere (LEGGI).

 

Afferma Andrea Delogu: “Trasferire a chi amministra oggi, una problematica che risale alla notte dei tempi, anche quando Calvia è stato consigliere comunale, seppur per poco tempo, è un’assurdità. Diciamo che io sono completamente d’accordo per il Palacongressi, se si riuscisse a evitare ulteriore sperpero di denari, e tentare di  isolare una parte dello stesso. Ne ho persino parlato  con gli organizzatori- afferma Delogu –  per avere a disposizione un teatro da 700 + 300 , quindi 1000 posti, ma quanto costa questa operazione? Quali sono questi tempi? Questo è il problema, perché purtroppo  il palacongressi nasce con modalità di costruzione dell’impiantistica oramai superata, dove c’è un  impianto di condizionamento unico, di riscaldamento unico, un impianto elettrico unico ecc…,  Per cui si potrebbe pensare di isolare una parte, cioè metterlo in sicurezza e poi fare tutto il resto. Poi si capisce ognuno  inventa quello che vuole, fa  polemica,  su Facebook poi sono tutti bravi.  Però indubbio,  questo è lo spazio che serve, non basta  un teatro dove ci sono solo 250 posti  sedere.

“Non abbiamo avuto  l’anfiteatro per 10 anni – afferma Andrea Delogu –   ora  l’abbiamo recuperato, abbiamo  la fortuna di vivere in una città nella  quale piove solo 10 giorni all’anno e non 100, e oggi paghiamo le conseguenze di non avere disponibile una strutture come quella.   Ma avremo la possibilità di valorizzare questo posto , lo stiamo facendo con grande impegno, almeno da questo punto di vista penso che nessuno possa dire il contrario. Avere il Palazzo dei Congressi fruibile come sostenete voi, sarebbe bello, ma quanti denari ci vogliono? Possibile nell’immaginario della politica? Come dire adesso abbiamo fatto la parte  all’aperto possiamo fare la parte al chiuso,   facendo un nuovo impianto completamente separato, se del caso  spendere meglio i denari e  spenderli bene.

Ma non mi voglio mischiare alle polemiche sui social – afferma Delogu – non rispondo mai e non scrivo,  perché ritengo che determinate affermazioni non meritano una  risposta, e non la merita Iurato piuttosto che Calvia.

Secondo me – puntualizza Andrea Delogu – con quell’altro milione quattro disponibili per il Palacongressi  qualcosa si può fare, per poterlo destinare diversamente e valutare il costo di investimento. Avendolo vissuto  quel teatro proverei a valorizzarlo, a riprenderlo in mano, perché il fatto che ti dia la possibilità del doppio set di 700+ 300 posti sarebbe un valore aggiunto che ci permetterebbe tante cose.  Spesso tanti spettacoli  teatrali non riusciamo a portarli qui, oppure dobbiamo portarli palesemente in perdita, e dobbiamo contribuire al costo. Se  tu porti un evento artistico che ti garantisce la vendita di  700 biglietti,  come avvenuto con  Angelo Duro quest’estate,  praticamente non ci è costato un euro, perché  con i 700 biglietti venduti  ci siamo pagati il service, le  spese di viaggio e la trasferta. Ma  se  portiamo uno come Valerio  Lundini, altro artista da sold out, e lo portiamo al teatro Civico, diventa un evento del capodanno in cui dobbiamo aggiungere almeno il 40 – 50% delle spese”, conclude Andrea Delogu.

Come si vede il Presidente della Fondazione Alghero anche per il Palacongressi avrebbe una idea, la parte interna da 1000 posti a sedere sarebbe una manna, ma i dubbi riguardano i tempi e l’idea che la politica ha sullo stabile. Il Palacongressi è di proprietà della Regione, e il Comune di Alghero è assegnatario del bene, ma pensare un futuro diverso per questa struttura è doveroso, non provarci è un delitto, e questo la politica non lo può ignorare.

 

 


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi