Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 14:45

In troppi casi le morti improvvise vengono liquidate con una diagnosi di arresto cardiaco

In troppi casi le morti improvvise vengono liquidate con una diagnosi di arresto cardiaco

 

 

Responsabilità professionale nell’urgenza, invalidità civile e morti improvvise, questi i temi discussi nella IV Giornata di Medicina Legale che si è svolta a Sassari, sabato 24 settembre nella sala conferenze del Cine teatro Astra.  Il corso di aggiornamento è stato organizzato dall’Ordine  dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Sassari, responsabile scientifico il dott. Salvatore Lorenzoni.

L’ECM (Educazione Continua in Medicina), ha affrontato le criticità del servizio sanitario nazionale, i problemi presenti e le prospettive future.

La giornata è stata aperta dai saluti del presidente dell’Ordine, dott. Nicola Addis che ha anche moderato la sessione riservata all’invalidità con le relazioni della dott.ssa Angela Seddaiu,  e del dott. Francesco Serra nelle quali è stata evidenziata l’importanza della chiarezza nella documentazione, fin dai primi passaggi curati dal medico di famiglia per l’ottenimento dei benefici di legge.

La seconda sessione sulla “Responsabilità professionale nell’urgenza“, moderata dal preside della facoltà di Medicina dell’Università di Sassari, prof. Giovanni Sotgiu ha visto tra i relatori il dott, Paolo Piras, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Sassari, il Professore Ordinario  di Medicina Legale, all’Università di Ferrara, Francesco Maria Avato, e del dott. Riccardo Zoia, Professore ordinario, del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, all’Università di Milano. I due importanti relatori hanno posto l’accento sulla centralità dell’autonomia del medico e sulla sua professionalità che spesso si scontra con l’organizzazione della struttura sanitaria, e anche in questa materia è stata evidenziata la necessità di chiarezza nella documentazione e nella comunicazione al paziente anche quando i rischi  non sono apparentemente elevati.

Nella terza sessione sulla morte improvvisa la relazione della dott.ssa Paola Berne Suarez dell’Aou di Sassari ha richiamato l’attenzione sulla necessità di indagini genetiche in caso di morti inspiegabili per salvare la vita ad altre persone potenzialmente  a rischio. Un’ampia casistica sulle morti improvvise nel territorio sassarese è stata illustrata dal dott. Salvatore Lorenzoni, medico legale e vice presidente dell’Ordine dei medici, in cui molte morti improvvise sono state spiegate dalle autopsie.

Nel dibattito conclusivo il dott. Zoia ha però ribadito che in troppi casi le morti improvvise vengono liquidate con una diagnosi di arresto cardiaco, senza alcuna autopsia, e questo è un falso ideologico. Nel 22% per cento dei casi di morti improvvise, non verificate con autopsia,  è stato appurato che c’è sempre qualcosa di illecito alla base della morte. Ma in Italia nel 91 per cento dei casi è la magistratura e non un medico che, in mancanza di evidenti cause violente, decide se procedere all’esame autoptico. Una prassi che  va a discapito della conoscenza sanitaria, delle indagini genetiche e della vera causa della morte e quindi anche di eventuali responsabilità penali. 


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