Venerdì 27 Gennaio, aggiornato alle 22:50

Il Pino caduto a Punta Giglio, il WWF, la LIPU e il GRiG “preoccupati” già nel 2021 recapitarono al Parco di Porto Conte un dossier fotografico

Il Pino caduto a Punta Giglio, il WWF, la LIPU e il GRiG “preoccupati” già nel 2021 recapitarono al Parco di Porto Conte un dossier fotografico

“ Il comprensorio di Punta Giglio, dal punto di visto della geomorfologia, è un comprensorio calcareo sovrastato da vegetazione spontanea mediterranea, in quest’area inserita nel Parco regionale di Porto Conte, vi sono anche delle aree pinetate impiantante dall’uomo.
In particolare, nella località denominata “Bramassa”, si riscontra, oltre all’area pinetata, il “bosco autoctono”. Un cartello informa: “il leccio, in questo sito si rinviene maggiormente negli impluvi freschi con suoli drenati. Il sito indicato costituisce uno dei nuclei di lecceta più antichi del Parco, e senz’altro il più esteso, sebbene si trovi a poca distanza dal mare”.
Il dossier fotografico documenta le precarie condizioni dell’area pinetata che circoscrive, in parte, il bosco autoctono destando grande preoccupazione, anche in termini di prevenzione degli incendi. Infatti si riscontrano pini spezzati, altri rovesciati con le radici fuori dal terreno, tronchi e ramaglie secche sparse. Una situazione preoccupante che necessita di urgenti interventi di gestione forestale, necessari in qualsiasi parte del territorio, ed in particolare, in un’area parco quale è quella regionale di Porto Conte” Queste righe a rileggerla oggi assumono più valore. Un monito, e un presagio insieme. Lo scrivevano al’ente parco di Porto Conte le Associazioni ambientalista WWF, LIPU e GrIG (LEGGI). Era il 17 Aprile del 2021, e le tre associazioni recapitarono all’ente un autentico dossier fotografico. Chiedevano “ di verificare la situazione documentata nel dossier fotografico allegato, al fine di accertare l’eventuale necessità e urgenza di un’ordinanza sindacale ai sensi dell’art. 54, comma    comma4°, del decreto legislativo n. 267/2000 dove il Sindaco  quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti,  nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana.

Ieri la caduta di un pino, sulla stradina sterrata che conduce alla sommità di Punta Giglio chiama tutti gli attori ad assunzioni di responsabilità non più procrastinabili.

Si apprende oggi che la caduta del pino sulla stradina sterrata è avvenuto poco dopo il transito di un pulmino adibito al trasporto di visitatori. Che sul posto sono transitati quasi in contemporanea ciclisti amatori, che persino chi camminava, trovandosi la strada ostruita ha proseguito comunque, dando notizia dell’accaduto. Quanto avvenuto successivamente ad ora non è dato sapere. Chi ha rimosso il pino ad esempio, se il privato,  poteva farlo in quanto la stradina, fa parte della concessione assegnata ai gestori del MAPS, quindi hanno rimosso il pericolo. Ma altri asseriscono che il pino non potesse essere rimosso, è ciò poteva avvenire solo dopo la presa visione di autorità deputate a ciò.

Insomma la caduta di un pino, di per se fatto assolutamente naturale, avvenuto in un’area molto sensibile e attenzionata oltremisura, rimette a fuoco il problema. C’è necessità di un piano gigantesco di bonifica e sgombero dei pini sechi caduti e in procinto di cadere. La chiamata di tutti i possessori delle aree, compresi i gestori, oggi più che mai, ci sembra un passo dovuto. Si immagini cosa sarebbe potuto succedere a un ignaro passante se il fusto e i rami secchi,  lo avesse investito in pieno? Il WWF, LIPU e GrIG lo hanno segnalato da tempo, ieri un terribile avviso.

la foto documenta il pino caduto ieri sulla strada che conduce alla sommità del promontorio di Punta Giglio.

 


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