Lunedì 30 Gennaio, aggiornato alle 21:50

Altro che “palle eoliche”, parliamo di Comunità Energetiche con le Borgate protagoniste. l’Assessore Andrea Montis “tranchant”

Altro che “palle eoliche”, parliamo di Comunità Energetiche con le Borgate protagoniste. l’Assessore Andrea Montis “tranchant”

Mentre ci si contorce in discussioni sterili relative alle “Palle eoliche”, a breve potrebbero aprirsi nuove possibilità di risparmio, per tutti, grazie alla messa a regime delle “Comunità Energetiche”.
Un tema su cui le nostre borgate potrebbero fare da apripista”. Le parole, velatamente critiche, non sono di un cittadino di Alghero qualunque, sono dell’Assessore all’Ambiente e Ecologia,Rapporti con il Parco e Igiene pubblica, Andrea Montis. Una scossa per dare alla collettività, una chiamata ad attivarsi su cose fattibili, da subito, per contenere in maniera tangibile il caro bolletta che sta stritolando il sistema economico e produttivo. Il costo dell’energia in questi mesi schizzato alle stelle, impone serie riflessioni sulle strategie da adottare, dove di fatto il puntare sulla autoproduzione, non solo diventa un obbligo, ma diventa  un obiettivo da perseguire nell’immediato, in tempi ragionevolmente brevi.

Strattona i distratti l’Assessore Andrea Montis, ricordando a molti, compresi quelli che sono concentrati su discussioni sterili sulle “palle”( si proprio, cosi non pale), intese come ragionamenti pesanti e poco produttivi, dimenticando che, in quanto amministratore in carica, esso stesso potrebbe da subito provocare uno shock all’interno della sua Amministrazione, che governa la città. Pretendere che il tema delle “comunità energetiche” diventi centrale all’interno di un percorso nuovo e qualificato che indirizzi verso la transizione ecologica partendo dalle periferie, le Borgate appunto, in una sorta di apripista nella creazione di modelli da esportare, poi, di rimbalzo in altre realtà cittadine.

Non vogliamo in questa circostanza ricordare all’Assessore Montis, che oggi, a forza, si ragiona di comunità energetica, mentre da tempo abbiamo a pochi chilometri da noi, a Borutta per intenderci, un modello da subito copiabile. E non vogliamo neanche ricordare la rivoluzione messa in campo dai comuni di  Benetutti (LEGGI)e Berchidda. Queste sono eccellenze in Sardegna, due piccoli comuni sardi diventati energeticamente autosufficienti, dove il  modello di comunità è innovativo. Il progetto, tutt’ora in corso, prevede di trasformare Berchidda e Benetutti in due smart cities, con approvvigionamento energetico basato su fonti rinnovabili, con relativi sistemi di accumulo e reti intelligenti. Un progetto  un autentico modello  per tutta la Sardegna, che restituisce un  esempio virtuoso da replicare in altre realtà.

Non parliamo di Borutta, un piccolo comune che ha messo in campo strategia per contenere lo spopolamento in corso, attraverso la creazione di una comunità energetica che puntando sulle rinnovabili è oggi autosufficiente per i consumi  pubblici di energia, attraverso una serie di impianti fotovoltaici sparsi nel paese, collocati sui tetti. La circolarità del  produrre, condividere e auto-consumare energia elettrica  da fonti rinnovabili come fotovoltaico ed eolico, sta producendo risparmi certi e sta indirizzando la comunità alla transizione verso classi energetiche di eccellenza, con interessamento persino degli impianti domestici e ad uso privato.

Ora se ne parla, timidamente anche ad Alghero. Sommessamente l’Assessore Andrea Montis cerca di scuotere le Borgate, autentiche comunità naturali, piccole realtà disegnate a misura di progetti che hanno bisogno di gambe per poter partire. Si pensi alla possibilità dell’autosufficienza di una borgata che somma in maniera contigua,  esercizi, uffici pubblci, chiese, scuole, asili e centri di aggregazione. L’autoproduzione di energia porterebbe queste realtà all’autosufficienza per quanto attiene il consumo di energia.

Ma cosa è di fatto una comunità energetica, per puro esempio lo raccogliamo un una descrizione contenuta. Una comunità in grado di produrre, scambiare e consumare energia in modo da essere autosufficiente è una comunità energetica. L’energia prodotta da fonti  rinnovabili viene condivisa e i cittadini sono  parte attiva di un progetto che li identifica non solo come fruitori passivi, ma sono protagonisti attivi e attori centrali del progetto.

Una rivoluzione nel modo di produzione e gestione e scambio di energia, ma non si ha voglia di uscire dalla mediocrità quotidiana che spinge, troppi,  ad attendere che siano altri a risolverci i problemi. Ed è persino oneroso spezzare una lancia verso questi tipi di progetti, ed ha un senso allora, persino il peso politico che si deve dare ad affermazioni ruvide sulle   “Palle eoliche”. Ma la politica, non deve fermarsi alle sole affermazioni, ha il compito, oggi, molto più di ieri di indirizzare.


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