Lunedì 30 Gennaio, aggiornato alle 22:40

VIDEO – Gli F-35B, velivoli di 5ª generazione, in volo su Alghero per una attività addestrativa

VIDEO – Gli F-35B, velivoli di 5ª generazione, in volo su Alghero per una attività addestrativa

L’evento addestrativo di Alghero segue una serie di attività svolte in ambito capacità Air Expeditionary che l’Aeronautica Militare ha svolto sia in piena autonomia che in collaborazione con altre Forze Armate e altre Nazioni. Tra queste, l’evento addestrativo svolto con la portaerei CAVOUR e la HMS Queen Elizabeth lo scorso novembre e quello con assetti della Marina Militare a Pantelleria nel gennaio 2022.
L’attività presso il Distaccamento Aeroportuale di Alghero rappresenta un ulteriore tassello operativo con l’obiettivo di proseguire e ampliare l’addestramento e la specializzazione, nonché migliorare l’interoperabilità e la capacità air-expeditionary (segmento “land based”) nell’impiego dei velivoli di 5ª generazione F-35B.
L’evento di Alghero conferma la capacità dell’Aeronautica Militare e della Difesa di impiegare l’assetto F35B da terra, in situazioni operative ove non dovessero essere disponibili piste di atterraggio idonee per velivoli convenzionali.
L’evento prevede, nell’ambito della capacità air expeditionary dell’Aeronautica Militare, l’utilizzo di una base austera (segmento capacitivo land-based) – in questo caso riprodotta presso il Distaccamento Aeroportuale di Alghero – dove gli assetti F-35B , dopo essere atterrati sfruttando le caratteristiche STOVL (Short Take Off and Vertical Landing), effettueranno un’attività di rifornimento a terra a motori accesi, in gergo tecnico “hot-pit” (i velivoli AM simuleranno inoltre le operazioni di rischieramento rapido verso una Forward Operating Base (FOB) in una zona di operazioni ad alto rischio). L’attività, che sarà svolta insieme ad un velivolo KC-130J sempre dell’Aeronautica Militare, vedrà l’utilizzo operativo del sistema ALARP (Air Landed Aircraft Refuelling Point) operato dal personale del 3° Stormo di Villafranca (VR).
Per i velivoli lo scenario prevede, dopo l’atterraggio STOVL, un’attività esercitativa con la simulazione di una Offensive Counter Air (OCA), in cui è pianificato che due F35A e due F35B siano contrapposti a due F-2000 e al sistema di difesa aerea del PISQ, a protezione dello Spazio Aereo dell’area contesa.
L’esercitazione, organizzata e coordinata dal Comando della Squadra Aerea, si avvarrà del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) in qualità sia di Tactical Controller che di Tasking Unit, con l’obiettivo di riprodurre uno scenario operativo, in cui si svolgono operazioni aeree e di supporto logistico con assetti di 5ª generazione.

 

 

Gli obiettivi dell’esercitazione sono:

  • aumentare il raggio d’azione per la proiezione del potere aerospaziale, sfruttando le caratteristiche STOVL del velivolo attraverso il rifornimento hot-pit su piste remote tramite il sistema ALARP, con il supporto del personale Combat Logistic.
  • ridurre i tempi di intervento in una zona d’operazioni altamente contesa;
  • consolidare il livello di cooperazione nel campo logistico ed expeditionary del S.d.A. F-35;

 

Capacità di proiezione rapida in zone di operazioni

Lo scopo addestrativo dell’AM è quello di esprimere la capacità air expeditionary dimostrando come le caratteristiche STOVL del sistema d’arma F-35B possano ampliare in maniera sensibile le possibilità della Difesa di proiettare il Potere Aerospaziale per operare in modo ancor più capillare e in profondità in tutte le possibili aree di interesse

 

In molti teatri operativi, infatti, non sono presenti piste idonee alle operazioni di velivoli a decollo convenzionale – di ridotte dimensioni (cosiddette ‘austere base’) perché nate per esigenze di altra natura o perché parzialmente danneggiate/inagibili (quindi parzialmente chiuse) – con la conseguente necessità di rischierare i velivoli su basi spesso lontane dal teatro di operazioni vero e proprio, con un incremento di costi (impiego di aerocisterne) e rischi operativi dovuti all’aumento delle distanze da coprire in volo (come avvenne per l’intervento nella Guerra del Golfo nel 1991). Avere a disposizione, invece, caratteristiche di decollo corto e atterraggio verticale offre all’F-35B in seno all’Aeronautica Militare enorme flessibilità e agilità di impiego, consentendone il posizionamento in prossimità delle aree di crisi sin dalle prime fasi della conflittualità – riducendo i tempi di build-up delle Forze e, anzi, anticipando la raccolta informativa – grazie alla catena di Processing, Exploitation and Distribution (PED) di Forza Armata – propedeutica all’immissione in teatro del pacchetto più grande di Forze Aerospaziali.

La capacità air expeditionary F-35B (letteralmente la capacità di “proiettare le proprie Forze attraverso l’atmosfera”) si lega quindi in maniera logica e naturale alle caratteristiche distintive del Potere Aerospaziale dell’Aeronautica Militare (quota, velocità, raggio d’azione, ubiquità e persistenza) e rientra nel concetto più ampio di Capacità Nazionale di Proiezione Rapida dall’Aerospazio (declinazione italiana del pilastro dottrinale denominato Air Mobility), capacità che da anni si avvale di uomini e mezzi appartenenti alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, al 14° Stormo di Pratica di Mare, al 3° Stormo di Villafranca, al Reparto Mobile di Comando e Controllo di Bari e a tanti altri attori secondo esigenza. Tale capacità esalta più di altre il ruolo strategico del Potere Aerospaziale, che riduce tempi e costi di un’operazione sfruttando l’ubiquità dell’atmosfera (e presto dello Spazio) e l’assenza di confini fisici.

 

Expeditionary Land based

In molti teatri operativi, non sono presenti piste idonee alle operazioni di velivoli a decollo convenzionale ma piuttosto le cosiddette base/austere. Esse sono di solito prive di una capacità di supporto logistico o solo minimale (in gergo sono chiamate “austere base”) e si trovano di massima lontane da FSB/FLB. Altre volte sono di ridotte dimensioni perché nate per esigenze di altra natura o perché parzialmente danneggiate/inagibili (quindi parzialmente chiuse). Per evitare di rischierare i velivoli su Basi spesso lontane dal teatro di operazioni vero e proprio, con un incremento di costi (impiego di aerocisterne) e rischi operativi dovuti all’aumento delle distanze da coprire in volo, vengono sfruttate queste basi austere, idealmente in prossimità delle aree d’operazione per aumentare la flessibilità nell’utilizzo del sistema d’arma e ridurre notevolmente i tempi d’intervento.

Avere a disposizione caratteristiche di decollo corto e atterraggio verticale offre all’F-35B enorme flessibilità e agilità di impiego, consentendone il posizionamento in prossimità delle aree di crisi sin dalle prime fasi della conflittualità – riducendo i tempi di build-up delle Forze e, anzi, anticipando la raccolta informativa – grazie alla catena di Processing, Exploitation and Distribution – propedeutica all’immissione in teatro del pacchetto più grande di Forze Aerospaziali.

La capacità air expeditionary F-35B (letteralmente la capacità di “proiettare le proprie Forze attraverso l’atmosfera”) si lega quindi in maniera logica e naturale alle caratteristiche distintive del Potere Aerospaziale dell’Aeronautica Militare (quota, velocità, raggio d’azione, ubiquità e persistenza) e rientra nel concetto più ampio di Capacità Nazionale di Proiezione Rapida dall’Aerospazio (declinazione italiana del pilastro dottrinale denominato Air Mobility), capacità che da anni si avvale di uomini e mezzi appartenenti alla 46^ Brigata Aerea di Pisa, al 14° Stormo di Pratica di Mare, al 3^ Stormo di Villafranca, al Reparto Mobile di Comando e Controllo di Bari e a tanti altri secondo esigenza. Tale capacità esalta più di altre il ruolo strategico del Potere Aerospaziale, che riduce tempi e costi di un’operazione sfruttando l’ubiquità dell’atmosfera (e presto dello Spazio) e l’assenza di confini fisici.

Expeditionary Sea based

La portaerei italiana, recentemente certificata per le operazioni con velivoli F-35B a valle di un percorso di adeguamento agli standard JSF e una campagna Ready For Operations (RFO) condotta negli USA per la certificazione del binomio F-35B/Nave, rappresenta la massima espressione nazionale di capacità expeditionary sea based per le operazioni condotte dal mare e sul mare, nonché per la protezione della flotta nazionale. Il GRUPAER, con sede presso la base aerea di Grottaglie (TA), contribuisce con i propri velivoli ad assicurare il sistema d’arma principale della portaerei, la componente aerotattica. Un sistema d’arma che oggi, dopo una solida esperienza basata su 30 anni di attività con l’AV-8B Harrier, ha iniziato la delicata transizione dalla linea legacy alla nuova capacità di 5a generazione basata sul velivolo F-35B. La Marina Militare sta continuando con priorità il processo per il raggiungimento della capacità operativa iniziale (IOC) della Portaerei sul velivolo F-35B, per assicurare una regolare transizione dalla linea legacy AV-8B ai nuovi caccia di 5a generazione, ricercando in futuro sempre maggiori interazioni addestrative e operative a livello sia nazionale, sia internazionale con i Gruppi Portaerei delle Marine


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