Lunedì 30 Gennaio, aggiornato alle 21:35

Pesca di frodo in AMP, GRiG interessa la Procura della Repubblica

Pesca di frodo in AMP, GRiG interessa la Procura della Repubblica

algherese.

“Due ragazzotti han pensato bene di fare un bel safari di pesca subacquea nelle acque di Capo Caccia (Alghero), poi hanno venduto una parte del pescato (almeno tre grandi Cernie) a un noto ristoratore algherese e, dopo una lauta cena, han pensato di proseguire con la simpatica vacanza e nuove avventure nell’Isola del Mediterraneo occidentale.

Sono stati così geniali da aver realizzato un bel video sulla piattaforma social Tik Tok e, vista la grandezza dell’impresa, l’hanno inviato anche alla pagina Facebook “Roba da Apneisti Spearfishing & Freediving”.

Un’autodenuncia, insomma.

Infatti,  l’area marina di Porto Conte – Capo Caccia rientra nella zona di protezione speciale – ZPS ITB013044 e nel sito di importanza comunitaria – SIC ITB010042 “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” ai sensi delle direttive n. 09/147/CE sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica e n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora.   Rientra, infine, nel parco naturale regionale “Porto Conte” e nell’area marina protetta “Capo Caccia / Isola Piana”.

La pesca sportiva nelle aree marine protette è vietata e sanzionata penalmente (artt. 19, comma 3°, lettera a, e 30, comma 1°, della legge n. 394/1991 e s.m.i.), potrebbe integrare gli estremi del reato di furto aggravato ai danni dello Stato (art. 625 cod. pen.), nonché la violazione della disciplina regionale e regolamentare istitutiva e gestionale dell’A.M.P., mentre l’acquisto di proventi da reato può integrare gli estremi di cui all’art. 648 cod. pen. (ricettazione), oltre alle sanzioni inerenti gli aspetti commerciali e igienico-sanitari. 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, pertanto, provveduto a inoltrare (28 agosto 2022) specifica segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, alla Guardia costiera, al Comune di Alghero, all’Azienda speciale di gestione del parco naturale di Porto Conte e dell’area marina protetta affinchè vengano svolti gli opportuni accertamenti e applicate le sanzioni di legge.

La Sardegna non è terra e mare per beceri safari, chiunque se lo metta in testa una buona volta per tutte” chiude la nota p. Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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