Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 14:45

“Due pseudo pescatori” la pesca di frodo ha quasi 45 mila visualizzazioni. C’è il nome, e il numero di telefono del padre

“Due pseudo pescatori” la pesca di frodo ha quasi 45 mila visualizzazioni. C’è il nome, e il numero di telefono del padre

“Ci inviano questo video due pseudo pescatori, intenti a pescare a Capo Caccia (Alghero) in piena AMP e come se non bastasse, vendono il pescato alla luce del sole”, è il commento al video che compare  sul sito specializzato Roba da Apneisti Spearfishing & Freediving. Una pagine social che annovera 58.196 follower.

Il filmato viene postato  e subito  bollato come realizzato da “due pseudo pescatori”.

Chiara l’allusione al fatto che gli autori avevano disatteso tutte le norme per quanto attiene l’attività di pesca subacquea, avvenuta in Area Marina Protetta.

Il filmato “gira” in maniera incredibile. Le cernie “infilate” in area Marian Protetta a Capo Caccia, sollevano l’indignazione di molti, troppi Algheresi e sardi.

Il giovanotto si compiace per la bravata, e non si avvede che su Tik tok si legge chiaramente il nome, il suo nome. Un autogol di quelli da raccontare. Il filmato sulla pagina degli apneisti tocca la ragguardevole soglia dei 44.671 visualizzazioni, e ben 403 commenti. Ce n’è uno persino dell’Onorevole Paola Deiana con un laconico “ non ho parole”.

Un coro di indignazione, è in men che non si dica, una denuncia pubblica,  il filmato finisce nelle mani di chi ora gli chiederà conto. C’è attività del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, della Capitaneria di Porto, c’è attenzione della Polizia di frontiera, sono allertate tutte le compagnie di viaggio, intuibile che la bravata sarà fatta pagare pesantemente.

Ma ci si interroga su cosa possa aver mosso un giovane cantante in erba, a pianificare una sortita in Sardegna e ideare un “coast to coast”, di documentarla con dei Vlog,  dove l’obiettivo dichiarato dallo stesso protagonista era quello di fare esperienze a contatto con la natura essere da stimolo pe i più giovani, e vivere non spendendo più di 10 euro al giorno, di mangiar e e vendere il pescato. Insomma una sfida, tutta da verificare, che in men che non si dica si materializza in un reato penale. Una sfida, da far vedere ai propri follower, pianificata nel dettaglio.

E fra i propri contatti “pubblici”, compare anche quello di suo padre, ignaro di essere in diretta, e scaraventato in rete a sua insaputa. La rete che celebra e la rete che tradisce. E proprio la rete certifica il reato consumato del giovane cantante milanese di origini riminesi.

Una brutta storia consumata ad Alghero, nel suo mare protetto, che ha provocato una reazione indignata e massiccia di tutti, indistintamente.

Le ipotesi di reato in piedi sono molteplici, tutte in capo al giovane, che pagherà una sanzione salata, e ricerà una denuncia, ma chi è che ha suggerito al giovanotto la zona, mostrandogli persino il sentiero sconosciuto a moltissimi cittadini Algheresi che pure quella zona conoscono da sempre? Anche su questo ci sono riscontri in corso.

In tutta questa  storia, fatta di pressapochismo e sfrontatezza, c’è persino un noto ristorante che dovrà rendere conto di come abbia potuto acquistare un prodotto privo di tracciabilità, che doveva destar non pochi dubbi


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