Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Centrale eolica offshore davanti a Capo Caccia, scende in campo GrIG: undicesima istanza di concessione demaniale è assalto ai mari sardi

Centrale eolica offshore davanti a Capo Caccia, scende in campo GrIG: undicesima istanza di concessione demaniale è assalto ai mari sardi

Atto di opposizione al rilascio di concessione demaniale marittima per una centrale eolica offshore davanti a Capo Caccia, tre conferenze di servizi per altrettante centrali eoliche offshore nel mare della Sardegna meridionale.

 

“L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato (24 agosto 2022) un atto di opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima richiesta (qui l’avviso al pubblico) dalla società italo-svedese Avenhexicon s.r.l. (joint venture fra il gruppo Hexicon e Avapa Energy) per la realizzazione di una centrale eolica offshore flottante nei mari della Sardegna nord occidentale, al largo di Capo Caccia (Alghero).

Il progetto prevede, in un’area di mare di 382 chilometri quadrati in concessione, 27 strutture di fondazione galleggianti a forma triangolare ancorate al fondale, dotate ciascuna di n. 2 aerogeneratori, ciascuno con potenza nominale di 25 MW ciascuno, per un numero totale di 54 aerogeneratori e una potenza totale dell’impianto pari a 1.350 MW; cavidotti, cabine di trasformazione, collegamenti terrestri alla rete per una quarantina di chilometri da Alghero fino a Cabu Aspru, nel territorio comunale di Sassari.

Il progetto è parzialmente contiguo e sovrapponibile – nella parte a terra – con quello presentato per analogo impianto di produzione eolica offshore flottante dalla Acciona Energia Global Italia s.r.l. (32 aerogeneratori da 15 MW ciascuno, cavidotti, collegamenti a mare e a terra, cabine, ecc.), avverso il quale il GrIG ha presentato (28 giugno 2022) analoga opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima.

Nel frattempo sono convocate presso la Capitaneria di Porto di Cagliari le conferenze decisorie per il rilascio delle concessioni demaniali marittime in favore dei progetti di centrali eoliche offshore flottanti Toro 1 (24 agosto 2022), Toro 2 (25 agosto 2022), Nora 1 (26 agosto 2022), mentre è stata sospesa la conferenza di servizi decisoria per il rilascio della concessione demaniale marittima trentennale per la realizzazione della centrale eolica offshore flottante Repower Renewable s.p.a. nel mare della Sardegna meridionale, già convocata per il 18 luglio 2022.

L’assalto ai mari della Sardegna.

Quella della società italo-svedese Avenhexicon s.r.l. risulta essere l’undicesima istanza di concessione demaniale marittima per la realizzazione di una centrale eolica offshore flottante nei mari sardi.

Undici tentativi di accaparramento di migliaia e migliaia di ettari di mare della Sardegna, undici atti di opposizione da parte del GrIG.

Il GrIG in tutti i casi, ha chiesto il diniego della concessione demaniale in assenza di pianificazione e di procedure di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Nei mari sardi in tutto undici progetti di centrali eoliche offshore flottanti, 565 “torri eoliche” in progetto, per una potenza complessiva – per quanto si è a conoscenza – pari a 8.321 MW.

Complessivamente sono stati predisposti e depositati presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Cagliari ben sei progetti di centrali eoliche offshore nei mari della Sardegna meridionale, con 174 aerogeneratori in tutto previsti.

Altri tre progetti sono stati depositati presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Olbia, con 308 aerogeneratori complessivamente previsti.

Due altri progetto è stato depositato presso la Capitaneria di Porto di Porto Torres, con 86 aerogeneratori previsti.

Avverso tutte le istanze di concessione demaniale marittima sono stati presentati atti di opposizione (28 gennaio 20213 marzo 202226 marzo 2022, 13 giugno 2022, 28 giugno 2022, 2 luglio 2022, 24 agosto 2022) da parte del GrIG:

Repower Renewables.p.a., dell’elvetico Gruppo Repower, un progetto di centrale eolica offshore al largo di Capo Teulada, con 33 aerogeneratori;

Nora Ventu s.r.l., società milanese frutto dell’accordo tra Falck Renewabless.p.a. e BlueFloat Energy, due progetti di centrali eoliche galleggianti offshore con 93 aerogeneratori per una capacità complessiva di 1,4 GW a 18 miglia marine a sud est di Cagliari (Nora 2, 40 aerogeneratori) e a 6 miglia marine a sud di Capo Teulada (Nora 1, 53 aerogeneratori).  Fan balenare ben 4 mila posti di lavoro in fase di realizzazione e 300 in fase di gestione;

Ichnusa Wind Power s.r.l., con sede a Milano, 42 aerogeneratori galleggianti alti 265 metri a circa 35 chilometri dalla costa sulcitana, per una potenza complessiva di 504 MW. L’istanza di concessione demaniale marittima è stata sospesa (aprile 2021) dopo un atto di opposizione presentato dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e da alcuni Comuni rivieraschi (Carloforte, Portoscuso, Buggerru), mentre è stata svolta la fase di definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale (scoping) finalizzata alla successiva procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.);

Seawind Italia s.r.l., con sede a Portoscuso, 48 aerogeneratori in progetto, istanze di concessioni demaniali marittime per due centrali eoliche offshore, la Del Toro 2 a 21 miglia marine a sud ovest dell’Isola di S. Pietro e la Del Toro 1 a 6 miglia marine al largo dell’Isola di S. Antioco;

* Tibula Energia s.r.l., con sede a Milano, 65 aerogeneratori (975 MW complessivi) in progetto per conto di Falck Renewabless.p.a. e la BlueFloat Energy, nel mare della Gallura. Sfidando realtà e intelligenze altrui, parla di “generazione di migliaia di posti di lavoro stabili nel medio-lungo termine: fino a 3.200 unità per le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione; oltre 180 per la manutenzione degli impianti dopo l’entrata in esercizio del parco“, dimenticando ambiente, diportismo nautico, turismo, pesca, buon senso;

* Zefiro Vento s.r.l., con sede a Milano, 210 aerogeneratori in progetto nel mare della Gallura settentrionale per 3150 MW di potenza;

* Acciona Energia Global Italia s.r.l., con sede a Roma e capitale spagnolo, 32 aerogeneratori nel mare occidentale della Sardegna, 480 MW di potenza;

* Nurax Wind Power s.r.l., con sede a Milano, 33 aerogeneratori in progetto nel mare della Gallura settentrionale, 462 MW di potenza;

* Avenhexicon s.r.l., con sede a Milano 54 aerogeneratori in progetto nel mare della Sardegna nord occidentale, 1.350 MW di potenza.

Le verifiche della Capitaneria di Porto di Cagliari e le perplessità della Presidenza del Consiglio.

Dagli accertamenti svolti dalla Capitaneria di Porto è emerso che “per quanto riguarda il posizionamento del cavo sottomarino, recapitante, come detto, nel Comune di Sarroch, lo stesso attraversa un’area di ancoraggio (denominata ‘Echo’) attualmente destinata ed utilizzata dalle navi che approdano nei terminali petroliferi di Sarroch (ordinanza Capitaneria di Porto Cagliari nr. 09/2021 del 28/01/2021). Inoltre, lo specchio acqueo richiesto dista circa 9 miglia nautiche dal limite esterno di un’area di interdizione temporanea per lo svolgimento delle attività militari addestrative presso il poligono militare di Capo TeuladaCon riferimento all’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco, lo stesso ha evidenziato criticità legate all’eventuale restrizione alle attività di pesca derivanti dal posizionamento dell’impianto, in virtù della disposizione contenuta nell’art. 152 del D.Lgs. 259/2003″.

Inoltre, “con riferimento al traffico navale, dall’analisi dei dati, sono emersi flussi di traffico di unità navali che, pur non attraversando rotte obbligate, interessano comunque lo specchio acqueo relativo all’istanza in argomento, ubicato a circa 20 miglia a sud della Sardegna“.

La Capitaneria di Porto di Cagliari ha chiaramente evidenziato “la necessità di una pianificazione preliminare delle aree da destinare all’ubicazione degli impianti eolici” e “ha avanzato  formale  quesito (nota  prot.  nr.  26514  del  15/06/2022)  al  Ministero  delle  Infrastrutture  e  delle  Mobilità sostenibili chiedendo che fossero impartite le opportune ed urgenti disposizioni per il prosieguo dei delegati procedimenti amministrativi aventi ad oggetto il rilascio delle concessioni demaniali marittime per la realizzazione di impianti eolici off-shore, a seguito delle osservazioni avanzate dal Rappresentante unico delle  Amministrazioni  statali  istituito  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri, il quale ha espresso delle perplessità in merito alla correttezza dell’iter amministrativo seguito, formalizzate poi con nota prot. nr. DICA-0017452-P del 23 giugno 2022“.

La Repower Renewables.p.a., dell’elvetico Gruppo Repower, intende realizzare una centrale eolica offshore al largo di Capo Teulada, con 33 aerogeneratori (15 MW di potenza ciascuno) per una potenza complessiva di 495 MW, cavidotti, connessione a terra nel porto industriale di Sarroch (qui l’avviso relativo all’istanza).

La stessa Società energetica, “preso atto dei pareri e delle osservazioni ad oggi pervenute nell’ambito  del  procedimento  per  il  rilascio  della  concessione  demaniale“, ha preferito avviare la procedura di scoping VIA (art. 21 del decreto legislativo n. 152/2005 e s.m.i.) per far individuare dal Ministero della Transizione Ecologica i contenuti dello studio di impatto ambientale finalizzato alla procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).  La procedura di scoping VIA è stata avviata (5 luglio 2022) e la Società energetica ha chiesto (13 luglio 2022) la sospensione della procedura di concessione demaniale marittima “in attesa della definizione della procedura di valutazione  dell’impatto  ambientale“.  Sospensione poi disposta (nota prot. n. 31244 del 14 luglio 2022).

I motivi del “no” al Far West eolico nei mari della Sardegna.

Essere a favore dell’energia prodotta da fonti rinnovabili non vuol dire avere ottusi paraocchi, non vuol dire aver versato il cervello all’ammasso della vulgata dell’ambientalismo politicamente corretto.

E’ proprio il caso della trasformazione della Sardegna in piattaforma produttiva destinata alla servitù energetica, come esplicitato chiaramente da Terna s.p.a. e  avallato dall’attuale Ministro della Transizione Ecologica Antonio Cingolani.

Qualche sintetica considerazione.

L’amministratore delegato del Gruppo ENEL Francesco Starace, circa un anno fa ha affermato che lo “scenario ipotizza l’installazione, a Thyrrenian link in esercizio, di un gigawatt di batterie e circa 4/5 gigawatt di potenza di rinnovabili in più rispetto a quanto abbiamo adesso. Oltre agli ovvi benefici ambientali, come la scomparsa di fatto dell’anidride carbonica prodotta dalle fonti fossili, un piano del genere svilupperebbe investimenti sull’intera filiera da qui al 2030 di 15 miliardi di euro, un indotto più che doppio e una occupazione tra i 10 e i 15mila addetti qualificati e specializzati“.

A oggi in Sardegna non esistono impianti di conservazione dell’energia prodotta.

Con la realizzazione del Thyrrenian Link, il nuovo doppio cavo sottomarino di Terna s.p.a. con portata 1000 MW, 950 chilometri di lunghezza complessiva, da Torre Tuscia Magazzeno (Battipaglia – Eboli) a Termini Imerese, alla costa meridionale sarda.   Dovrebbe esser pronto nel 2027-2028, insieme al SA.CO.I. 3, l’ammodernamento e potenziamento del collegamento fra Sardegna, Corsica e Penisola con portata 400 MW, che rientra fra i progetti d’interesse europeo.

Al termine dei lavori, considerando l’altro collegamento già esistente, il SA.PE.I. con portata 1000 MW, la Sardegna avrà collegamenti con una portata complessiva di 2.400 MW.  Non di più.

In Sardegna, al 20 maggio 2021, risultavano presentate ben 21 istanze di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza nazionale o regionale per altrettante centrali eoliche, per una potenza complessiva superiore a 1.600 MW, corrispondente a un assurdo incremento del 150% del già ingente comparto eolico “terrestre” isolano.

Complessivamente dovrebbero esser interessati più di 10 mila ettari di boschi e terreni agricoli da. un’ottantina di richieste di autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici.

Le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna s.p.a. (gestore della rete elettrica nazionale) al 31 agosto 2021 risultavano complessivamente pari a 5.464 MW di energia eolica + altri 10.098 MW di energia solare fotovoltaica, cioè 15.561 MW di nuova potenza da fonte rinnovabile, a cui devono sommarsi gli undici progetti per centrali eoliche offshore finora presentati, che dichiarano una potenza pari a 8.321 MW.

In tutto sono 23.382 MW, cioè più di undici volte i 1.926 MW esistenti (1.054 MW di energia eolica + 872 di energia solare fotovoltaica, dati Terna, 2021).

Significa energia che non potrà essere tutta utilizzata in Sardegna, non potrà esser trasferita verso la Penisola, non potrà essere conservata.

Significa energia che dovrà esser pagata dal gestore unico della Rete (cioè lo Stato, cioè la Collettività di tutti noi) per essere in buona parte sprecata.

Gli unici che guadagneranno in ogni caso saranno le società energetiche.

Una vergognosa speculazione energetica con un bel po’ di soldi pubblici e incentivi, tanto per cambiare.

Cosa ben diversa sarebbe se fosse lo Stato a pianificare in base ai reali fabbisogni energetici le aree a mare e a terra dove installare gli impianti eolici e fotovoltaici e, dopo coinvolgimento di Regioni ed Enti locali e svolgimento delle procedure di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), mettesse a bando di gara i siti al migliore offrente per realizzazione, gestione e rimozione al termine del ciclo vitale degli impianti di produzione energetica.

Siamo ancora in tempo per cambiare registro e procedure.

In questo periodo di campagna elettorale si attendono ancor più le eventuali prese di posizione e le iniziative concrete di forze politiche e singoli candidati, soprattutto quelli che rivestono – magari a loro insaputa – responsabilità di governo ai vari livelli e anche in materia e finora han solo fatto orecchie da mercante” chiude la nota p. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi

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