Venerdì 3 Febbraio, aggiornato alle 23:14

Gestione dei rifiuti e decoro, Enrico Daga propone la rottura con il passato e chiede la gestione pubblica del servizio di Nettezza Urbana

Gestione dei rifiuti e decoro, Enrico Daga propone la rottura con il passato e chiede la gestione pubblica del servizio di Nettezza Urbana

Di seguito l’intervento di Enrico Daga, che rompe gli indugi e partecipa al dibattito che da giorni attraversa la città. E’ il dibattito sull’Igiene Pubblica, sulla gestione del Servizio di raccolta dei rifiuti. Una tema di grande attualità che interessa una città, Alghero,  in sofferenza, per la presenza in questi giorni di circa 160 mila presenze. Numeri imponenti, che fanno esplodere problematiche legate a presenze di massa, dove in sofferenza e visibile anche ai più distratti, è il problema della gestione del ciclo dei rifiuti, che investe di rimbalzo decoro e vivibilità di una città che ha nel turismo la sua più grande industria.

Enrico Daga è non solo un Dirigente politico del PD, ma è un impresario del settore della ristorazione e servizi , è un Dirigente della Confesercenti Nord Sardegna, di fatto una voce autorevole, che esce dal coro, che ha dinamiche quasi scontate,  e si lancia in una proposta che sicuramente farà discutere. Una proposta di rottura per quanto attiene la gestione dell’Igiene Pubblica legata al Servizio di Nettezza Urbana e iclo di raccolta, che in controtendenza con linee sposate qualche decennio fa, chiama la classe politica alla riflessione, all’assunzione di Responsabilità, sino ad arrivare alla conclusione di chiedere la gestione pubblica del servizio di nettezza urbana. Arriva alla conclusione dopo un rapido excursus che mette in evidenza il fallimento di un servzio nel tempo, gestito in ottica di profitto economico, slegato dalla città dai suoi bisogni e dalle sue legittime aspirazioni.

Si Legge:

“Osservo con attenzione il dibattito di questo giorni in ordine al nuovo appalto per lo smaltimento dei rifiuti e non posso fare a meno di rinnovare il mio invito che si ripropone oramai ciclicamente e che, purtroppo, non incontra orecchie attente, nonostante i numerosi esempi in giro per l’Italia e, perché non sottolinearlo, la conclamata certezza che i risultati non variano a prescindere dalla Giunta di turno.
Infatti, L’ esperienza ci dice che il bando pubblico per individuare aziende all’altezza per pulizia e raccolta rifiuti si è dimostrata fallimentare.
Cosa aspettiamo a modificare strutturalmente l’approccio al servizio più oneroso che la comunità paga senza avere un ritorno di qualità?
Dalla Saspi alla Slia, dalla Manutencop alla Aimeri, per arrivare alla Ciclat, i suonatori si sono avvicendati, ma la musica è rimasta sempre la stessa. Alghero resta una città sporca e maleodorante, ed è anche per questo che mettiamo costantemente a repentaglio la nostra reputazione di città accogliente e organizzata.
Le ragioni dell’inefficienza sono da ricondurre ad un appalto che per sua stessa natura impedisce di affrontare il tema dei rifiuti con una visione di medio lungo periodo. Qualsiasi appalto ci condanna a subire l’inerzia di imprese che per obiettivo hanno la massimizzazione degli utili, la speculazione, e lontanamente quello di rendere Alghero più presentabile. Parliamo di imprese che badano esclusivamente al proprio tornaconto economico, la qualità della vita di residenti e turisti non è affatto tra le priorità.
A maggior ragione a ridosso della scadenza dei contratti.
Un ribaltamento dei paradigmi si avrà solo attraverso il ritorno ad una gestione pubblica del servizio di nettezza urbana. Serve una società in house di bacino, partecipata dai comuni che condividano gli stessi obiettivi: efficienza, economicità, controllo. Tale progetto potrebbe prevedere l’affidamento del servizio alla stessa società della Provincia Multiss, attraverso la sottoscrizione del proprio capitale sociale aperta alla partecipazione dei comuni più motivati per abbattere i costi, essere più aggressivi nelle trattative con i fornitori, avere un orizzonte temporale illimitato, senza l’assillo di fare utili ad ogni costo.
Parlo di una gestione intelligente dei rifiuti che non si fermi alla sola raccolta, ma alla creazione di vere e proprie filiere per la valorizzazione ed il riciclo, utilizzando come hub le aree industriali del territorio che aspettano da anni un rilancio anche in termini di innovazione.
La politica non può continuamente scaricare le colpe delle proprie inefficienze sugli appaltatori, ci metta la faccia, assuma il controllo del servizio, e si sottoponga al giudizio degli elettori facendosi valutare sulla capacità reali di gestione del più grande appalto che ogni sette anni finisce nelle mani di aziende distanti anni luce dai nostri cittadini”, conclude Enrico Daga.


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