Giovedì 29 Settembre, aggiornato alle 20:24

La Sardegna esporta tecnologie energetiche con Si.E.S

La Sardegna esporta tecnologie energetiche con Si.E.S

CAGLIARI. La Sardegna esporta tecnologie energetiche in Tunisia con un sistema energetico sostenibile (Si.E.S.).

Sarà presentato mercoledì 27 luglio alle 12.00 nelle aule della Facoltà di Ingegneria di Cagliari il Si.E.S.  

Si tratta di un progetto realizzato dall’associazione di Capoterra ASECON ODV insieme all’Università di Cagliari Facoltà di Ingegneria, all’Università ISET di Djerba, al Comune locale di Ajim, alla preziosa collaborazione della Rete Sarda della Cooperazione internazionale e la CASCOM di Cagliari.  

L’ASECON dispone di un importante finanziamento messo a disposizione dalla RAS Legge n. 19/96 e grazie a questi fondi sta portando avanti interessanti sperimentazioni in Tunisia. 

L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema a bassissimo costo che sfrutti l’energia solare per produrre energia elettrica a sufficienza per soddisfare la domanda di un’utenza domestica. Questo apre la possibilità di adottare lo stesso sistema ovunque nel mondo. 

Il progetto sarà presentato dal relatore Prof. Roberto Copparoni, insieme a Roberta Manca Presidente ASECON, e dal docente Augusto Montisci, professore associato di Elettrotecnica nella Facoltà di Ingegneria di Cagliari. Interverranno alla presentazione, in collegamento via webcam, i referenti della Tunisia. 

Il progetto  

Il progetto Si.E.S. mira a sfruttare l’energia solare per produrre quella elettrica. 

L’idea deriva da un fenomeno naturale, detto Termoacustico. Si tratta del processo di conversione del calore in energia meccanica. In questo caso si usa il suono come forma di energia. Più intenso sarà il suono maggiore sarà elevata la temperatura.  

Nello specifico viene raccolta l’energia solare, questa viene trasformata in suoni che a loro volta diventano vibrazioni che saranno poi convertite in energia elettrica.  

Per poter utilizzare questo fenomeno occorre quindi una sorgente di calore in grado di raggiungere un’adeguata temperatura, un tubo pieno di aria o altro gas, un “pozzo di calore” ossia una sorgente fredda che mantenga a bassa temperatura una delle due estremità, e infine un sistema per convertire l’energia della vibrazione sonora in elettricità. 

L’obiettivo 

Il progetto Si.E.S permetterà, nel breve periodo, di aiutare le locali popolazioni, soprattutto quelle delle zone rurali non servite dalla rete elettrica.  

Potranno così ottenere un minimo di energia per soddisfare i bisogni energetici primari dei propri gruppi familiari. 

Lo scopo è quindi di sviluppare un sistema a bassissimo costo che sfrutti l’energia solare per produrre energia elettrica. 

Quindi l’obiettivo principale è aiutare i Paesi dove è difficile produrre energia. Il Si.E.S permetterà ai centri in cui verrà sviluppato il progetto di avere l’energia elettrica sufficiente per alimentare un’utenza domestica e quindi (per esempio) per cucinare o poter ricaricare le batterie.  

I partner del progetto 

Il progetto Si.E.S è patrocinato dall’Università di Cagliari in collaborazione con la Capoterra ASECON ODV, con l’Università ISET di Djerba, con il Comune locale di Ajim, ed è realizzato grazie alla preziosa collaborazione della Rete Sarda della Cooperazione internazionale, la CASCOM di Cagliari e il partner aggiuntivo CSV Sardegna Solidale. Si.E.S è finanziato dalla Regione Sardegna.


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