Il Presidente del Consorzio turistico Riviera del Corallo Marco Montalto ha preso posizione in favore del contestato chiosco e servizi balneari nella caletta del Porticciolo, oggetto di concessione demaniale marittima in favore della società Porticciolo s.r.l., titolare del vicino campeggio Torre del Porticciolo. Parla di “accanimento decennale” e di “habitat che preserva da oltre 43 anni“” è l’inizio di una nota stampa del Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che risponde alle asserzioni fatte dal Presidente del Consorzio Turistico Riviera del Corallo ( leggi), e prosegue:
“Avesse parlato di “difesa dei propri interessi commerciali” sarebbe stato logico e comprensibile, ma l’unico “accanimento decennale” nella vicenda è quello contro i poveri disgraziati ambienti dunali del Porticciolo con i rari endemismi botanici.
Analogamente interviene anche il Presidente della Confcommercio locale Massimo Cadeddu, che parla del ritiro dei rifiuti dalla caletta effettuato dalla società turistica come riprova di sensibilità ambientale.
In realtà, sembra proprio il normale interesse di chi ha in concessione buona parte di una caletta di ridotte dimensioni, nulla di particolarmente ecologico.
Per esempio, l’Azienda speciale di gestione del parco naturale regionale di Porto Conte aveva richiesto (nota prot. n. 4901 del 16 dicembre 2021) un approfondito ed esaustivo studio di incidenza ambientale riguardo i sensibili impatti sugli endemismi, tenuto conto che “l’area in concessione ricade in larga misura su una superficie riferibile all’habitat 2110 ‘dune embrionali mobili’ che si trova qui a mosaico con l’habitat 2230 ‘Dune con prati dei Malcomietalia’. Tale mosaico, a sua volta, ha contatti specifici con gli habitat 5210 ‘Matorral arborescenti a juniperus spp.’ e, sul lato prossimale all’arenile, con il 1210 ‘Vegetazione annua delle linee di deposito marine’.“
Habitat dunali che negli anni scorsi sono stati oggetto anche degli sbancamenti necessari per i sottoservizi del chiosco.
Quanto alla preservazione degli habitat e alla sensibilità ambientale, ne è stato prova evidente il sequestro preventivo (settembre 2019) posto dalla competente Magistratura sassarese dopo il taglio abusivo di un bel po’ di Ginepri e macchia mediterranea, in seguito oggetto di dovuto ripristino ambientale (settembre 2020).
Piaccia o non piaccia, gli interessi imprenditoriali e commerciali vanno subordinati all’interesse collettivo fondamentale e prevalente della salvaguardia ambientale, in particolare quando si hanno beni ambientali tutelati dalla presenza di parchi naturali e di aree rientranti nella Rete comunitaria Natura 2000.
E’ per questo che il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha chiesto il giudizio del T.A.R. Sardegna su una concessione demaniale rilasciata in assenza di necessari pareri ambientali ed è per questo che decine di associazioni e comitati ambientalisti e culturali sostengono l’azione legale esperita” chiudela nota p. Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi
foto llegate alla nota stampa dal GRIG