Mercoledì 10 Agosto, aggiornato alle 14:20

Si vota il 25 Settembre. Camere sciolte. La campagna elettorale si terrà anche negli stabilimento balneari. Il caso del PD sardo è emblematico

Si vota il 25 Settembre. Camere sciolte. La campagna elettorale si terrà anche negli stabilimento balneari. Il caso del PD sardo è emblematico

Via alla campagna elettorale. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha firmato il Decreto di scioglimento della Camere.

In men che non si dica l’Italia politica è passata dal giocare a far male, a farsi male del tutto.

La politica non ha sentito ragioni, si è affidata agli umori e soprattutto ai numeri che dicono che probabilmente  c’e chi vince, e di parecchio pure, e chi perde in maniera inequivocabile.

La crisi di governo e uno stato senza guida, in piena estate, con problemi giganteschi che affliggono gli italiani ( quelli veri!), eravamo da tanto che non lo sentivamo. Dal governo balneare, al governo che cercherà voti negli stabilimenti balneari, il passo  è stato brevissimo.

E le facce che da anni eravamo abituai a vedere, tante facce, non troveranno più posto in Parlamento. Si vota il 25 Settembre, praticamente domani e allora la corsa all’ingaggio partirà molto presto. Già da oggi.

E la politica ricomincerà proprio dalla rivoluzione mancata. E se i cittadini, la maggior parte, capirà che di rivoluzionario in politica c’è davvero poco, allora, forse, ri-comincia un percorso di normalità perso da anni. Perso per colpa di chi prometteva, affidandosi a slogan  e propositi davvero accattivanti. Poi  alla prova dei fatti c’è stata la sostenibilità di uno stato, la dura legge dei numeri, i conti, i bilanci, il debito pubblico, la crisi sanitaria ed energetica. Ora anche una guerra.

E se da una parte, il centro destra dimostra, di mettere sul tavolo una aggregazione ormai consolidata, con varianti minime, dall’altra parte c’è di fatto un autentico terremoto politico. Forza Italia,Fratelli d’Italia e Lega sono lo zoccolo duro di una aggregazione che unita vince. Si aggiungano le varianti che si aggregheranno e il campo prende ulteriore spazio e voti. E i numeri lo certificano

Dall’altra parte Il campo largo si è frantumato, Il Pd scarica il M5S ( o viceversa) e il segretario Letta decide di guardare in casa propria e concentrarsi su chi essere: “ora pensiamo a noi”, ha detto.

Gia, pensare in casa propria! e se la foto della Sardegna, planata, pian piano a livello locale, è quella  a tutti nota, ci si interroga dove vada e con chi il PD. In Sardegna senza segreteria rinnovata, senza organi dirigenziali, rieletti senza strutture periferiche funzionanti, si ha come la convinzione che i voti, nella piazze e negli stabilimenti balneari, a chiederli andranno i Commissari voluti dalla Segreteria Nazionale. E la velocità della crisi ha preso in contropiede persino che  stava meditando una redenzione politica. Aria bassa per dirla in breve, e in casa PD c’è moltissima preoccupazione, perché l’obiettivo minimo sarebbe confermare l’attuale, ma a vedere le conformazioni dei collegi, c’è solo da schiattare dal mal di testa. E il dito alla segreteria Nazionale, un po si punta. E ci si interroga persino su chi si caricherà l’onere di organizzare tutto. Intuibile che c’è, come detto,  aria bassa, e le colpe ad essere seri, ci sono e facilmente addossabili.

scheda elettorale d’archivio


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