Mercoledì 10 Agosto, aggiornato alle 17:01

Barracelli sul piede di guerra incrociano le braccia contro la Regione

Barracelli sul piede di guerra incrociano le braccia contro la Regione

“Le sigle sindacali e rappresentative dei barracelli, Sindacato Autonomo Barracelli e Unione Barracelli, apprendere la notizia della “privatizzazione onerosa” del servizio di pattugliamento, avvistamento, allarme e spegnimento degli incendi boschivi non poteva che provocare sgomento e sdegno fra le fila dei vari Comandi barracelli. I Barracelli da oltre 400 anni operano come polizia rurale per la salvaguardia del territorio sardo, uomini e donne dentro una divisa che ogni giorno rischiano la propria vita per poi a fine anno vedersi riconoscere degli emolumenti economici insufficienti e per alcuni versi ridicoli.
I barracelli hanno sopportato da ormai troppo tempo ristrettezze economiche, con rimborsi e premi esigui, mezzi vetusti, tenuti insieme e mantenuti efficienti dalla determinazione degli operatori, la mancata approvazione di una nuova legge regionale per il corpo, pochi soldi per il “caro carburanti”, abbiamo tollerato la riduzione del presidio del territorio con il pattugliamento ridotto al lumicino. È poi, un bel giorno di
un’estate torrida, la direzione regionale della protezione civile rende disponibile una cospicua somma di danaro per rafforzare il sistema antincendio, ma non per i barracelli che oggi rappresentano un presidio di polizia rurale, protezione civile antincendio di circa 6.600 operatori.
Il bando, pubblicato sul sito della Regione Sardegna, prevede una spesa di poco meno di un milione e mezzo di euro per un numero minino di 16 mezzi pick up con modulo antincendio, due operatori per ciascun mezzo di cui un autista per 48 giorni. Non si capisce il perché di un bando simile quando le stesse risorse sarebbero potute essere messe a disposizione dei barracelli, che svolgono lo stesso servizio con in più le qualifiche funzionali di agenti di pubblica sicurezza, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.
Un bando che apre la strada ad una gestione di tipo privatistico della campagna antincendio per interventi che possono essere svolti dai Barracelli, perché è ciò che svolgiamo ogni giorno h24 con in più un protocollo di collaborazione tra Direzione generale della Protezione civile la Direzione generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale la Direzione generale Enti locali e finanze e i Comuni che si avvalgono delle Compagnie Barracellari per lo svolgimento della campagna antincendi. Un protocollo pieno di doveri ma privo di risorse economiche, i barracelli oggi sono esclusi dal poter avere dei mezzi nuovi da parte della protezione civile regionale.
I barracelli non subiranno indifferenti, pertanto l’attività antincendio 2022 subirà inevitabilmente dei forti ridimensionamenti in termini di uomini e mezzi. La decisione di avviare uno sciopero generale ad oltranza è stata presa all’unanimità da parte delle due sigle sindacali e rappresentative come forma di protesta in seguito al possibile impiego di ditte private nelle attività di pattugliamento lungo le strade statali e provinciali.
Il bando è stato predisposto a seguito di quanto previsto nella legge Finanziaria 2022 che assegna 3 milioni di euro per rafforzare la capacità operativa delle Strutture Operative Regionali di Protezione Civile. I Barracelli chiedono alla Regione la sospensione del bando ed un incontro con i soggetti interessati al fine di essere coinvolti
Nell’immediato saranno rivisti i programmi operativi per il 2022 e quindi la disponibilità in termini di giornate e numero di squadre, manifestando pubblicamente nelle prossime ore il proprio dissenso con l’astensione dal 08 luglio dalla lotta attiva agli incendi boschivi.” Conclude la nota della Segreteria regionale e
Sindacato Autonomo Barracelli


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