Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 22:50

Reati informatici – In Sardegna truffe e frodi informatiche aumentate del +89,2%: sesto posto in Italia

Reati informatici – In Sardegna truffe e frodi informatiche aumentate del +89,2%: sesto posto in Italia

REATI INFORMATICI – In Sardegna truffe e frodi informatiche aumentate
del +89,2%: sesto posto in Italia. Fabio Mereu (VicePresidente
Confartigianato Sardegna): “Ai tempi della cyberwar, sicurezza
informatica cruciale per il 42,1% delle MPI. Strategico completare il
progetto banda larga regionale”.

Nell’ultimo decennio, in Sardegna i reati informatici denunciati dalla
forza di Polizia all’autorità giudiziaria, sono quasi raddoppiati
(+89,2%). Aumentati al ritmo del 10,1% l’anno, pongono il nostro
territorio al sesto posto assoluto in Italia dove, in media, tra il
2010 e il 2020 le truffe e frodi informatiche sono salite del 72,8%.

La poco invidiabile classifica vede al primo posto il Veneto
(+110,2%), seguito dalla Sicilia (+102,9%) e dall’Umbria (+102,3%).
All’opposto, si osserva un dinamismo più contenuto del fenomeno in
Molise (+8,0%) e Provincia Autonoma Trento (+6,1), mentre è in
controtendenza la Provincia Autonoma Bolzano (-10,4%).

“La guerra in Ucraina – afferma Fabio Mereu, VicePresidente di
Confartigianato Imprese Sardegna e delegato per l’Innovazione
Tecnologica – ha messo in evidenza come uno dei caratteri dei nuovi
conflitti ibridi sia quello degli attacchi informatici”. “Le
operazioni di guerra cibernetica – continua Mereu – comprendono
l’attacco a siti istituzionali e aziendali, ultimo in ordine di tempo
l’attacco al sito della Polizia di Stato qualche giorno fa, mettendo
in primo piano il tema della sicurezza informatica di enti e imprese.
La Sicurezza informatica diventa quindi fattore cruciale anche per le
MPI”.

Per cogliere il posizionamento delle imprese in relazione alla
sicurezza informatica l’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna ha esaminato i dati dell’ultima indagine dell’Istat sulla
situazione e prospettive delle imprese dopo l’emergenza sanitaria,
nella quale sono esplorate le tendenze di 9 fattori chiave della
trasformazione digitale delle imprese e le quote di imprese che li
hanno indicati come molto importanti o cruciali.

Le imprese mostrano una crescente consapevolezza sui rischi della
digitalizzazione e dedicano molta attenzione alla sicurezza, in
termini di prevenzione di attacchi ed eventuali azioni di recupero dei
dati, con il 42,1% delle micro e piccole imprese (MPI) che lo
considera molto importante o cruciale. La quota è del 44,8% nelle MPI
del commercio, del 41,1% nella manifattura, del 39,6% per gli altri
servizi e del 37,2% per le costruzioni.

E proprio per costruire una società digitale isolana che metta
l’economia delle imprese al riparo da attacchi informatici e che sia,
allo stesso tempo, più smart e capace di ridurre i costi energetici,
la Regione, con tre milioni di euro ha finanziato lo SharD-HUB, il
digital innovation hub guidato da Sardegna Ricerche.

Questo progetto, di cui fa parte anche Confartigianato Sud Sardegna, è
stato presentato alla Commissione europea dopo aver superato la
selezione italiana per diventare uno dei poli della rete europea per
l’innovazione digitale e creare così un ponte virtuale tra la Sardegna
e il resto del mondo.

“Una rivoluzione ICT, per imprese e pubbliche amministrazioni –
riprende Mereu – che si muove su tre assi di sviluppo: high
performance computing, artificial intelligence, cybersecurity, per
avere soluzioni digitali adatte ad ogni tipo di impresa – da quelle
artigiane fino alle grandi industrie – e sempre più personalizzate per
trasformare economia e società in chiave digitale”.

Per Confartigianato Sardegna, però, tra i fattori della digital
transfomation il più rilevante è quello della qualità della
connessione Internet.

“Fissa sia mobile questo fattore è considerato molto importante o
cruciale dal 53,8% delle micro e piccole imprese – continua il
VicePresidente – per questo è necessario, urgente, che in Sardegna
venga completata al più presto la realizzazione della rete di banda
ultra larga”.

“Un ritardo al quale bisogna porre fine – rimarca il VicePresidente di
Confartigianato Sardegna – la rete va completata più rapidamente
possibile e a pagare non devono essere i cittadini e le imprese che
fino ad oggi non hanno potuto usufruire di una infrastruttura
indispensabile per la vita di ogni giorno”. “Il modello economico e
produttivo della Sardegna – conclude Mereu – ha bisogno di una
infrastruttura digitale, oggi più che mai vitale”.


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