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L’Associazione Culturale Arte in Musica e il Coro Polifonico Algherese in Cattedrale: El Cant de la Sibil-la stupendo

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  • 23 Dicembre 2021, 09:50
L’Associazione Culturale Arte in Musica e il Coro Polifonico Algherese in Cattedrale:  El Cant de la Sibil-la stupendo

La notte di Natale nella Cattedrale di Alghero si rinnova l’esecuzione di un canto medievale detto “Signum Judicii” o “Señal del Judici”, noto anche come “canto della Sibilla”, che testimonia i profondi legami fra la città e la Catalogna. Si tratta di un antico canto in lingua catalana che, ispirandosi al “Dies irae”, anticipa con apocalittiche immagini il gran tribunale di Cristo a Giosafat, nome della valle nel quale secondo la Bibbia avverrà il Giudizio finale. In passato la cerimonia prevedeva che, mentre veniva intonato l’inno, due chierichetti impugnassero l’uno la spada, quale simbolo della giustizia divina, l’altro uno scettro, segno dell’autorità capitolare.

Ieri questo suggestivo rito è stato regalato alla città in un lavoro congiunto fra l’Associazione Culturale Arte in Musica e il Coro Polifonico Algherese . Il canto della Sibilla è stato dichiarato Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco.

Una grande rappresentazione nella quale si è potuta apprezzare la mano del maestro Ugo Spano, che ha ridisegnato il rito, integrandolo con musicalità nuove perfettamente integrate che si sono esaltate all’interno del complesso monumentale della Cattedrale di Santa Maria.

L’organo di Fabio Frigato, la voce del Sibiller Gabriele Catalano, la tromba di Jasmin Ghera, il violoncello di Alessia Sassu con  Alessia Pischedda  alle percussioni, hanno regalato ai presenti momenti di forte intensità emotiva, con il Coro Polifonico Algherese  perfetto esecutore di un canto che ancora oggi sopravvive ai tempi.

Una rappresentazione magistrale sia dal punto di vista musicale che polifonico, notevole l’impatto con i presenti , dell’apertura con le note dell’organo di Fabo Frigato, e  del coro che si inseguivano provenienti dalle navate laterali. Le note del violoncello, della tromba e delle percussione sono state un chiaro rimando a musicalità antiche se non chiaramente medioevali.

Persino la voce narrante di Carmela Mura Monfardino ha avuto un ruolo da protagonista nel descrivere la storia iconografica della Sibilla, ed ha affermato: “Il Canto viene eseguito ininterrottamente dal Medioevo solo ad Alghero e a Maiorca. El Senyal del Judici o   è un canto paraliturgico. Ad Alghero si esegue fin dal XIV secolo, in occasione della Missa del Gall della notte di Natale. Il testo è documentato da una trascrizione, conservata nell’Archivio Storico Diocesano, fatta dal canonico Antonio Michele Urgias nel 1828.

Il Coro Polifonico Algherese, il Maestro Ugo Spano e l’Associazione Culturale Arte in Musica ha regalato un performance di notevole spessore, documentata da una registrazione assolutamente rudimentale che a riascoltarla restituisce le emozioni provate ieri in Cattedrale a Santa Maria.

La Cattedrale di Santa Maria, il Duomo di Alghero,  luogo di culto, che il Parroco Don Angelo Cocco riesce a far diventare luogo di incontro,  di cultura e di condivisione, del qual cosa bisogna rendergliene atto pubblicamente.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Arte in Musica con grande dispendio di energie dal suo Presidente Michele Costanzo,  nell’ambito della programmazione del Festival del Mediterraneo, con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato alla Pubblica Istruzione Beni Culturali Spettacolo e Sport, della Presidenza del Consiglio regionale, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Alghero e del Comune di Alghero.


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