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Parco di Porto Conte – Eco Ostello a Porticciolo da cinquanta posti letto . Indetta la conferenza dei Servizi. Necessaria una variante Urbanistica?

Parco di Porto Conte –  Eco Ostello a Porticciolo da cinquanta posti letto . Indetta la conferenza dei Servizi. Necessaria una variante Urbanistica?

Sono lavori di restauro dell’immobile in Località Porticciolo, che prevedono la ristrutturazione di edifici ex carcerari destinati alle attività turistiche e alla rete per l’educazione ricettività e la qualificazione ambientale. Sono le linee previste nel Por-FESR 2014 – 2020. Nella determinazione numero 331 del 14 giugno 2021 l’Azienda Speciale del Parco di Porto Conte indice la conferenza dei servizi decisorio. In sostanza è in dirittura d’arrivo l’iter che prevede che l’immobile ubicato in Località Porticciolo possa essere ristrutturato e destinato ad attività turistiche, e alla rete per l’educazione ambientale.

Tutto nasce nel 2016 quando attraverso una Deliberazione della Regione Autonoma della Sardegna, l’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente, destina un finanziamento pari a 1 milione di euro per la realizzazione di un Eco Ostello che avrebbe permesso all’Ente Parco, nell’ambito del suo programma, di potenziare l’offerta ricettiva dedicata alle scolaresche, ai giovani e alle famiglie, che fruiscono dell’area naturalistica con specifici programmi dedicati all’educazione ambientale e alla sostenibilità. Nel 2017 la direzione generale dell’Assessorato all’ambiente  ha destinato nell’ambito di un importo complessivo di oltre 10 milioni di euro,  1 milione a favore del Parco di Porto Conte. Nel 2017 e il consiglio direttivo prende atto del finanziamento attribuito dalla regione, nell’ambito delle ristrutturazioni di edifici ex carcerari per la realizzazione, appunto,  di un eco ostello.

Come si vede il progetto per il recupero e ristrutturazione dell’ex immobile carcerario a Porticciolo, non comincia oggi, se ne parla nel dettaglio sulla stampa ( mai in Consiglio Comunale) da più anni, ed  ha visto coinvolti diversi Presidenti e  Consigli di Amministrazione nel Parco. Una progettazione che ha visto il progetto definitivo passare al vaglio della Soprintendenza Archeologica e delle Belle Arti di Sassari e ora vista la norma che prevede misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, il famoso decreto semplificazioni, la pratica subisce un’accelerata, e il restauro dell’immobile a Porticciolo,  per la sua nuova destinazione ormai è cosa fatta. C’è un progetto definitivo redatto dallo studio Bernardi e Marras Architetti associati, c’è un professionista incaricato, un responsabile il procedimento che hanno verificato e validato il progetto definitivo quindi, si è proceduto alla Convocazione della Conferenza di Servizi decisoria in forma semplificata, volta all’acquisizione di tutti i pareri necessari per l’approvazione del progetto definitivo.

 

Parte da lontano

Un progetto che ha preso l’avvio interessando almeno tre Amministrazioni del Parco Regionale  di Porto Conte. 

Nel 2016 era presidente Antonio Farris, 2017-2018 era Presidente, Luigi Cella membri del Consiglio Direttivo Pietro Giacomo Canu e Salvatore Mulas, nel periodo  2018-2020 Presidente era  Gavino Scala e membri del Consiglio Direttivo Pietro Giacomo Canu e Salvatore Mulas, sino ad arrivare ai giorni nostri con decorrenza 2020 Presidente: Raimondo Tilloca, membri del Consiglio Direttivo  Adriano Grossi e  Lina Bardino. Un chiaro esempio di continuità amministrativa.

Il progetto, come detto,  prese corpo  con Gigi Cella Presidente e  Direttore Mariano Mariani,  perseguendo un obiettivo che è finalizzato ad aprire le porte a interventi destinati a diventare produttivi, attraverso una offerta di posti letto. Alle ex Prigionette è infatti ipotizzata la realizzazione di un impianto ricettivo con una cinquantina di posti letto e con camere tutte dotate di bagni. Un progetto che interviene sul manufatto esistente senza incrementi volumetrici alcuni.

Un progetto di recupero in piedi e in cammino da quattro anni, che ora sta per partire. Ma nonostante tutto, ancora, c’è qualcuno che si mette di traverso e  punta il dito sull’attività imprenditoriale del Parco. Quasi che il Parco  non debba cominciare e pensare persino a creare economia, non tanto creando unità immobiliari, quanto recuperando e ristrutturando l’esistente.   Si tenta una presa di posizioni anacronistica, che non tiene conto di quanto tempo sia stato dedicato al progetto, e alla sua complessità. Si mischia, volutamente, il Progetto di Punta Giglio, e l’opera di recupero della struttura della Prigionette, dimenticando cosa fu quella struttura neanche tanto tempo fa. Sede del vivaio degli operai della  Forestale, era la meta ambita di burocrati e eminenti personalità politiche che si servivano della struttura,  ad uso privato. Lo racconta chi in quei posti ha lavorato, lo racconta chi in quei posti ha trascorso giornate intere osservando il via vai di persone coperte dall’anonimato. Una struttura pubblica, utilizzata male e senza pudore. Oggi c’è il progetto che la recupererà, forse valorizzandola  a fondo, e le risorse, disponibili ci sono tutte, sperando che non spunti all’ultima ora qualcuno che tenta l’opposizione,  in qual gioco del contrarismo che ad Alghero sebbene praticato da pochi, trova sempre ampio proselitismo. Ma il più grande ostacolo pare sia il cuore di tanti problemi all’interno dell’Area del Parco Regionale di Porto Conte. Il famoso Piano del Parco che si invoca e non si vede. Per realizzare l’Eco Ostello sembrerebbe sia necessaria una variante urbanistica, roba da provocare orticaria in certi ambienti.

Però a pensarci bene, se dormivano prigionieri e domani ci dormiranno  altre persone, cosa cambia?

 

 

 

 

 

 


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