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Confartigianato Sardegna, Matzutzi a fine mandato, sabato il nuovo Presidente

Confartigianato Sardegna, Matzutzi a fine mandato, sabato il nuovo Presidente

CONFARTIGIANATO SARDEGNA AL RINNOVO – Il saluto di

Antonio Matzutzi alle imprese artigiane: “Chiudo il mandato con il settore che

crede nella ripresa: non accadeva da 15 anni. Rappresentiamo più del 20% della

forza imprenditoriale sarda e questo ci è stato riconosciuto”. Sabato a Sassari si

elegge il nuovo Presidente dell’Associazione.

 

“In questi 4 anni alla guida di Confartigianato Sardegna ho avuto un solo e unico

obiettivo: essere utile alle 34mila imprese artigiane sarde e aiutarle a crescere. E’ stato

un periodo duro, lo devo ammettere, ma la mia grande soddisfazione è quella di lasciare

un comparto che, seppur tra mille difficoltà, sacrifici e cautele, comincia a riprendere

vigore e a vedere positivo; infatti, per la prima volta dopo 15 anni, hanno aperto più

imprese di quante ne abbiano chiuso: e questo è certificato dai numeri. Un settore che

vede crescere il fatturato, che amplia il proprio mercato e che, soprattutto, interrompe

l’emorragia di posti di lavoro, segno che le piccole realtà hanno voglia un futuro

positivo. Un settore che ha chiesto e ri-ottenuto la dignità, che tante volte gli era stata

negata, e la visibilità, che mancava da parecchi anni”.

Così Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna saluta

gli artigiani sardi alla fine del suo mandato, che scadrà sabato 12 giugno con il rinnovo

della Presidenza e della Giunta Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna,

nell’Assemblea Elettiva di Sassari, in programma alle 11.00 presso i locali della Camera

di Commercio di via Roma 74.

“Sono stati 48 mesi segnati dall’ascolto, dal dialogo, dalla disponibilità, dalle

relazioni, dall’impegno e dal continuo approfondimento, cercando sempre le soluzioni

migliori per tutto questo bellissimo “mondo” che rappresenta più del 20% della forza

economica dell’Isola. Sono stati anni complessi e intensi, ma la fiducia delle persone

intorno a me è stata fondamentale: delle imprese, associate e non, dei dirigenti e del

personale. Ciò ha portato Confartigianato Sardegna, proprio quest’anno, a essere

l’Associazione Artigiana più rappresentativa in tutta l’Isola. E questo è un grande onore

e un bel riconoscimento per il sistema e per tutti coloro, dirigenti e personale, che hanno

creduto in quest’obiettivo. Il mio sogno rimane, in ogni caso, vedere un giorno tutto il

mondo artigiano riunito sotto un’unica bandiera. Questa sarebbe la “conquista” che

porterebbe a una vera e tangibile emancipazione delle piccole imprese”.

“Con la Politica e con le Istituzioni, il dialogo, migliorato notevolmente negli

ultimi anni, e la collaborazione sono stati franchi, sinceri, schietti, diretti e sempre

reciprocamente rispettosi, condizione che ci ha portato nei vari tavoli di confronto ad

argomentare in prospettiva le nostre richieste e i nostri dati, e a ottenere preziosi frutti

per tutta la categoria. Autentico è stato anche il dialogo con le altre Associazioni di

Categoria, artigiane e non, con le quali abbiamo sempre ragionato in termini prospettici,

guardando agli interventi del settore artigiano che orgogliosamente rappresentiamo.

Rispettose dei ruoli contrapposti sono state anche le relazioni con le Organizzazioni

Sindacali, sempre orientate a rappresentare le imprese artigiane, nel contempo

tutelandone i livelli occupazionali”.

“Altro tema importante che abbiamo sposato in questi anni è stato quello

dell’insularità. Trasporti, infrastrutture, energia, pressione fiscale, competitività: sono

queste alcune delle “zavorre” che la Sardegna si trascina dietro da decenni, che

influiscono negativamente sul sistema produttivo sardo e sui suoi abitanti, e che lo Stato,

in oltre 70 anni, non è riuscito a mitigare. Ci siamo battuti, e lo faremo nel futuro, a

favore del riconoscimento della condizione di Insularità all’interno della Carta

Costituzionale. Siamo, e saremo in futuro, di fianco al Comitato nelle azioni di

sensibilizzazione al tema a favore di imprese e cittadini”.

“Passo il testimone nei giorni in cui la Sardegna torna alla vita, dopo 18 mesi di

pandemia, di disagio, di disperazione ma anche di tanta speranza. Per tutto il mio

mandato mi sono dedicato alle imprese e all’Associazione col massimo impegno pur in

un contesto economico non facile puntando alla difesa ed al sostegno delle piccole

realtà, soprattutto quelle più indifese e provate dalla crisi, ma che hanno avuto, hanno e

avranno, capacità e volontà di crescere. Abbiamo incalzato la Regione sul tema cruciale

dello sviluppo e della dimensione del fare artigiano: su questi due aspetti abbiamo avuto

ragione. La nostra Organizzazione, in questi anni, ha proseguito il suo processo di

crescita e di rinnovamento con la mission di essere sempre meno intermediaria degli

adempimenti e sempre più partner d’impresa. Una sfida che Confartigianato Sardegna

ha intrapreso ogni giorno: il valore associativo, infatti, si misura non solo con l’esercizio

della funzione di rappresentanza, ma anche attraverso il valore che si trasmette alle

imprese nel supportarle nella competizione presente sui mercati. Perché in questi anni

Confartigianato Sardegna, attraverso ogni suo punto di rappresentanza nell’Isola, ha

dimostrato di essere in questo senso in prima linea con molteplici iniziative che, nel

prossimo biennio, verranno intensificate sempre più, perché questa è l’esigenza

fondamentale delle imprese e queste azioni sono fondamentali per incentivare il loro

sviluppo”.

“Sono veramente tanti i fronti sui quali abbiamo lavorato e sono tante le categorie

artigiane per le quali abbiamo creato opportunità. L’edilizia, i trasporti, la mobilità

sostenibile, il digitale e l’innovazione, l’alimentare, l’Artigianato tipico e tradizionale, il

credito. Senza dimenticare la valorizzazione dei giovani e la tutela degli anziani. Tra le

tante cose sulle quali ci siamo impegnati, con risultati tangibili, voglio ricordane 5. La

prima è il rifinanziamento della Legge 949, la legge degli artigiani sardi che, grazie a

questa, potranno investire, crescere e guardare in maniera prospettica al futuro. La

seconda è l’internazionalizzazione delle imprese. Abbiamo lavorato per portarle

all’estero e per portare qui gli acquirenti, con l’obiettivo di aprire nuovi mercati. La

terza riguarda la legge sul passaggio generazionale, per non disperdere tutte quel

patrimonio di lavoro e conoscenza e per tramandarlo ai figli e ai dipendenti che

volessero prendere in mano le redini di una azienda familiare. La quarta riguarda la

valorizzazione dei prodotti alimentari tipici, con le certificazioni, i progetti di

miglioramento delle filiere e la promozione. La quinta riguarda la mobilità sostenibile e

la digitalizzazione delle imprese, esperienze per la quali, attraverso nostre imprese

 

associate, siamo diventati esempio in tutta Europa. Senza dimenticare la battaglia contro

l’abusivismo, l’economia sommersa e il falso hobbismo, attraverso il progetto “

Tutelami”. L’unico cruccio che invece ho, è quello di non essere riuscito a vedere la

nascita della nuova legge regionale di riforma per le imprese dell’Artigianato artistico

tipico e tradizionale. Su questo tema abbiamo gettato solide basi anche con i gruppi in

Consiglio Regionale e presto, siamo fiduciosi, anche questa materia potrà essere

normata”.

“Anche durante la fase più dura del lockdown, Confartigianato c’è stata sempre:

abbiamo donato oltre 8mila mascherine e più di 400 flaconi di soluzione idroalcolica

all’Azienda Tutela Salute della Sardegna. Inoltre, abbiamo proposto più di 30 proposte,

per fondi e incentivi, a sostegno di imprese, famiglie e territori. Infine, attraverso una

help line, le nostre strutture hanno soddisfatto oltre 50mila richieste e quesiti sulla

corretta interpretazione dei Decreti ministeriali e sulle nuove norme regionali”.

“Soprattutto in quest’ultimo periodo sono stato piacevolmente sorpreso dalla

resilienza del sistema imprenditoriale sardo, anche se ci sono tanti passi da fare in

avanti. Certamente, però, possiamo affermare come i piccoli imprenditori credano nella

ripartenza, stiano sfruttando tutte le attuali opportunità e si stiano preparando per quelle

che arriveranno a breve. Segno che stanno interpretando le nuove esigenze del mercato”.

“La sfida che dovremo affrontare nei prossimi mesi e anni sarà quella di consentire

sia alle imprese che aprono, sia a quelle che resistono, di poter competere con le loro

“sorelle” europee, creare reddito e rimanere dinamiche e flessibili”.


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