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Punta Giglio libera ieri in piazza, tanti e si cresce, e Giovanni Oliva fa il poeta

Punta Giglio libera ieri in piazza, tanti e si cresce, e Giovanni Oliva fa il poeta

il Comitato “Punta Giglio Libera” ha organizzato ad Alghero, in Piazza Pino Pras,  una assemblea pubblica, per richiedere il blocco immediato dei lavori del progetto “Rifugio di Mare”, iniziati lo scorso marzo nelle strutture della ex Batteria SR413 situate all’interno di una zona a tutela assoluta, con vincoli speciali ambientali SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone Speciali di Conservazione) della rete ecologica Natura2000, istituita dall’Unione Europea per la conservazione degli Habitat naturali e delle biodiversità.
L’assemblea si è svolta a partire dalle 17.30 all’aperto, nel rispetto delle disposizioni anticovid per garantire la sicurezza degli organizzatori e dei partecipanti, e ha visto la partecipazione di rappresentanti del comitato delle borgate interessate, e di alcune associazioni ambientaliste e culturali algheresi.

Quanti i presenti? Tanti, se rapportati all’altra assemblea tenuta in Piazza Porta Terra, e testimonia che questo movimento spontaneo, con il passare dei giorni coinvolge più persone, che si spendono perchè l’intervento possa essere ridiscusso alla luce di prescrizione di legge, che da parte del comitato si sostiene siano state disattese.

Pochi i presenti, se il metro di valutazione è la pagina Fcb del Comitato per Punta Giglio che conta 7868 membri. La realtà virtuale è davvero distante alla realta fisica che si vede e si tocca. Ma averne in assemblea migliaia sarebbe chiedere troppo.

Tanti gli interventi, tutti con dovizie di particolari che insistono sul motivo fondante di questa battaglia, l’ultima possibile per gli ambientalisti algheresi a difesa dell’ultima roccia rimasta (LEGGI).

E negli interventi si è sottolineato come questo sia diventato un presidio stabile sul teritorio, una sentinella sulle porcherie che si stanno consumando. Valdo Di Nolfo ha parlato del pontile prossimo sulla scogliera di Calabona, della villa Mugoni. Lasciando intenddere che mentre si sta “marcando” Punta Giglio, si stanno smarcando altre parti pregiate del nostro territorio.

E sentire la passione che ci mette Paola Correddu, nel suo intervento fatto di tappe dell’ excursus procedurale, si capisce che Punta Giglio è diventato un punto di partenza che mira a far luce su un progetto che dal Comitato si bolla come taroccato.

Giovanni Oliva, che ormai spazia nei suoi interventi dal tecnicismo alla commedia tragica, parla inscenando poesie dedicate alla donna violata e infibulata ( Punta Giglio), strappando applausi a scena aperta, da autentico protagonista.

E per attendere bordate davvero pesanti all’indirizzo del management del Parco di Porto Conte si devono attendere circa tre ore di assemblea,  in piedi. E’ l’indipendentista di LIBERU che tuona, gridando: “vi dovete dimettere perchè non ci rappresentate più, perchè si è rotto il nostro rapporto fiduciario”.

E dopo circa tre ore e mezza di assemblea, le proposte di lotta, si sono accavallate: picchetti, concerti e sopratutto non abbassare la guardia. Insomma su Punta Giglio i fari sono sempre accessi, e arriva poco prima dell’incedere della notte una notizia, seconda la quale   sul compendio si sta realizzando una stradina che collegherà il corpo centrale con  la vasca. Una novità assoluta che se fosse vero…


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