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A Punta Giglio riprendono i lavori. In un anno 20 mila presenze sul sito e il “Museo” non produrrà incrementi significativi

A Punta Giglio riprendono i lavori. In un anno 20 mila presenze sul sito e il “Museo” non produrrà incrementi significativi

Ecco la relazione del Servizio VIIA dell’Assessorato all’ambiente . Un relazione articolata che prende in esame  osservazioni e precisazioni relative all’iter autorizzativo, del Parco di Porto Conte e della Cooperativa il Quinto Elemento.

La Società il Quinto Elemento ha fornito diverse osservazioni e precisazioni relative all’iter autorizzativo dell’intervento, ai risultati dei monitoraggi e dei censimenti effettuati, alle attività svolte e da svolgere, oltre che agli esiti dei controlli degli Enti competenti.
Parco di Porto Conte e Soprintendenza hanno sul tavolo a cadenza settimanale o bisettimanale il cronoprogramma di cantiere. Tutto finalizzato a un controllo meticoloso che si esplica con emissione di nulla osta.

Un documento molto articolato che alla fine recita:  Relativamente alla previsione di adeguamento del cronoprogramma delle attività di cantiere ai periodi di riproduzione delle specie presenti nell’area, costituente uno degli elementi di mitigazione degli impatti valutati da questo Servizio, si rileva che da tutti i più recenti studi effettuati dall’Azienda speciale Parco di Porto Conte (in collaborazione con ISPRA), non sono stati rilevati, in prossimità dell’area di intervento, altri siti di nidificazione di specie di uccelli marini di interesse comunitario, oltre a quello di berta maggiore citato. Inoltre, la continua azione di vigilanza e di approvazione dei cronoprogrammi settimanali o bisettimanali da parte della predetta Azienda, in virtù della evoluzione dei monitoraggi sulle citate specie, consente di affermare che non siano rilevabili criticità in relazione alle predette specie, per cui si ritiene che l’esecuzione dei lavori, anche nel periodo primaverile, nel contesto in questione e alle condizioni sopra riportate, non rappresenti un fattore di incidenza significativa. Per le ragioni sopra esposte, si dispone di non prorogare ulteriormente la sospensione dell’efficacia del provvedimento in oggetto, che pertanto riprende la sua efficacia a partire dalla data odierna.

A leggere la relazione composta d 11 fogli, si trovano elementi che non lasciano spazio ad ulteriori opposizioni. La procedura si blinda.
Rumori contenuti  sino al massimo di 50 Db, attività che si svolge a una distanza di 104 metri dalla falesia dove nidificano le specie protette. Si entra nel merito di rumori impattanti, e del disturbo eventuale cagionato dall’attività che si va a realizzare.  I 100 posti in ristorante , sono stati  ridotti a 50 coperti nella sala ristorante interna e a 30 posti nelle strutture lignee esterne, sfruttati solo in orario diurno. Lo scavo da eseguire per circa 4 km, con profondità di circa 50 cm e larghezza di 20 cm, per collegare acqua e fogna sino alla strada SS 127 bis, all’altezza della Grotta censita prevede  la posa delle linee sul piano di campagna.

E si trova persino un dato di impatto antropico che smonta ogni possibile presa di posizione finalizzata alla richiesta di preservare silenzio ed evitare disturbo alle specie protette.
“La musealizzazione a cielo aperto e la foresteria permetteranno, in fase di esercizio, un accesso controllato e gestito, risultando meno impattante, più sicura e rispettosa della condizione odierna”.
A Punta  Giglio, dati del Parco del 2020, nel semestre compreso fra maggio e ottobre, è stato registrato un numero di ingressi pari a 11.103 unità (escludendo dal conteggio gran parte dei residenti); tale valore può dunque essere prudenzialmente riportato a circa 22.000 presenze su base annuale, che rappresenta una stima attendibile del numero di persone che accede annualmente alle postazioni della batteria SR 413. “Sulla base di tali evidenze si è ritenuto di poter valutare non significativa l’eventuale evoluzione numerica delle presenze indotta dall’esercizio delle  attività museali, di ristorazione e accoglienza previste dal progetto in argomento”.
Insomma l’intervento di Punta Giglio, ora riprenderà , sapendo che gli uffici regionali deputati alla  Valutazione di incidenza di impatto  ambientale, non hanno rilevato nessuna anomalia e hanno rilasciato il loro parare, ulteriore. Si esprimono in maniera inequivocabile.
Ma si rileva che l’ISPRA, Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale, nell’esprimere un giudizio sui lavori edili in progetto per l’area costiera di Punta Giglio, stigmatizzava l’incompatibilità del progetto stesso, sottolineando che non vi sono forme di mitigazione per le fonti di disturbo derivanti dall’esercizio di quelle che restano le più impattanti componenti progettuali (accesso alle postazioni mitragliere distribuite lungo gran parte del margine della falesia, realizzazione di una piscina, ristorante.

Quindi, quale sarà lo sviluppo ulteriore della vicenda?


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