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I casi giudiziari Regeni e Zaki nell’Istituto Alberghiero di Alghero

I casi giudiziari Regeni e Zaki nell’Istituto Alberghiero di Alghero

Il caso di Giulio Regeni  e quello di Patrik Zaki al centro delle lezioni di Educazione Civica dell’Istituto Alberghiero di Alghero. Un percorso che è partito con l’analisi dell’obiettivo n. 16 dell’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 dai paesi membri dell’ONU. L’Agenda 2030 è un programma per lo sviluppo sostenibile, e l’obiettivo n. 16 riguarda la pace, la giustizia e le istituzioni forti. L’attenzione degli studenti ha preso da subito un indirizzo ben preciso: approfondire i casi giudiziari che riguardano il dottorando italiano dell’università di Cambridge, Giulio Regeni, che nel 2016 è stato prima rapito e poi ucciso dai servizi segreti egiziani. Ancora oggi il governo egiziano guidato da Al-Sisi si ostina a non collaborare con le autorità giudiziarie italiane, così da giungere all’individuazione dei responsabili delle torture e dell’omicidio, e per conoscere i motivi che hanno portato all’orrenda esecuzione. Assai più recente è il caso di Patrik Zaki, un giovane studente che si trovava a Bologna per frequentare un master universitario in studi di genere. Zaki ha sempre fatto politica, e alle elezioni del 2018 si impegnò a favore di Khaled Ali, un avvocato e attivista politico impegnato per la difesa dei diritti umani in Egitto. Dopo aver ricevuto pressioni e minacce è stato costretto a ritirare la sua candidatura, lasciando campo libero per l’elezione di Al-Sisi. Il 7 febbraio 2020 Zaki rientra in Egitto, suo paese natale, per far visita ai parenti. Viene catturato dai servizi segreti egiziani direttamente nell’aeroporto del Cairo e dal quel giorno non è più uscito dal carcere. Le accuse sono varie e riguardano le sue scelte politiche. Sorprende che si prendano a riferimento alcuni suoi post su facebook (di cui Zaki nega la paternità) e il fatto che lui fosse all’estero per fare una tesi sui diritti delle persone omosessuali, diritti non riconosciuti in Egitto. Le classi coinvolte in questo percorso sono la 4 Eno B e la 5 Sala A, guidate dalla loro insegnante di Inglese, la prof.ssa Biddoccu Alessandra. Subito dopo si è aggregata la 5 Sala B, guidata dall’insegnante di Economia aziendale prof.ssa Sanna Cinzia. Nasce dagli studenti, invece, la volontà di fare un gesto concreto a sostegno delle due cause giudiziarie, coinvolgendo nella riflessione l’intera cittadina algherese e avvantaggiandosi dell’attuale collocazione dell’Istituto Alberghiero, nella frequentatissima Piazza Sulis. Il Dirigente scolastico, prof. Scanu Vincenzo, martedi 27 aprile e con tutti gli accorgimenti di cui l’Emergenza Covid 19 necessita, ha voluto incontrare personalmente le tre classi per congratularsi con gli studenti e sottolineare il valore della sensibilità dimostrata verso i temi della pace e della giustizia. Quasi a dimostrare il suo personale coinvolgimento ha messo a disposizione i terrazzini della Presidenza per esporre i manifesti di Amnesty International, scelti dagli studenti per sostenere le due cause e darne la più ampia visibilità. Oggi, chiunque arrivi in Piazza Sulis, può vedere quei manifesti esposti sulla facciata dell’Alberghiero, per non dimenticare due studenti perseguitati per i loro studi. Il messaggio è forte e rispecchia pienamente la mission del Piano dell’offerta formativa dell’Alberghiero di Alghero: dare un futuro a tutti gli studenti attraverso il sapere e il lavoro, anche e soprattutto con il superamento di tutti gli ostacoli sociali e/o economici che potrebbero impedire questo obiettivo. Non per niente l’Istituto Alberghiero è presente all’interno del Carcere e con un Corso serale, molto frequentato e di cui in questi giorni sono aperte le nuove iscrizioni.


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