Anche ad Alghero si è celebrato il 25 Aprile, festa della liberazione dal nazifascismo. In Piazza Porta Terra questa mattina si sono trovati il Sindaco di Alghero Mario Conoci, il Presidente del Consiglio Regionale Michele Pais, il Presidente del Consiglio Comunale Lelle Salvatore, l’assessore Marco Di Gangi, il consigliere Comunale Mimmo Pirisi. Con loro anche due rappresentanti dei combattenti, Antonio Budruni in rappresentanza dell’Anpi, e il rappresentante dei Marinai d’Italia. Una cerimonia stringata, con pochissima gente ammessa alle celebrazioni, e alla fine per i massimi rappresentanti politici presenti un piccolo discorso di commiato. Dapprima il Sindaco Mario Conoci ha ricordato i valori della democrazia e il ricordo che la ricorrenza si porta dentro, e un monito nel ricordare che non bisogna dare niente di scontato, che la democrazia conquistata con il sacrificio di molti italiani, va difesa sempre.
Anche il Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna Michele Pais ha messo in evidenza i valori imprescindibili della democrazia e della libertà, ha ricordato i 4000 sardi che parteciparono alla guerra di liberazione , ed è un contributo alla memoria che tutti i sardi e gli italiani devono dare come monito per il futuro.
Per ultimo il Presidente dell’assise Comunale Lelle Salvatore si è augurato di poter vincere anche la battaglia sul Covid.
Il Sindaco Mario Conoci in chiusura delle celebrazioni ha informato che sarebbe stato di li a poco in collegamento con la Prefettura di Sassari, poichè ci sarebbero state le cosegne virtuali delle medaglie alle vittime del terrorismo, e una di queste sarebbe andata al nostro concittadino Gianmarco Manca che perse la vita in Afghanistan, in un vile attentato terroristico

“Il difficile momento che stiamo vivendo limita le modalità di celebrazione ma desidero con uguale intensità, in questo 25 aprile, festa della libertà di tutti gli italiani, ricordare il sacrificio di migliaia di connazionali che hanno lottato nelle fila della Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo italiano di liberazione, di quanti furono deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento e delle donne e degli uomini di ogni ceto ed estrazione che non hanno fatto mancare il loro sostegno, pagando spesso duramente la loro scelta. Rinascita, unità, coesione, riconciliazione nella nuova Costituzione repubblicana, furono i sentimenti che guidarono la ricostruzione nel dopoguerra e che ci guidano oggi verso il superamento della crisi determinata dalla pandemia che, oltre a colpirci con la perdita di tanti affetti, mette a dura prova la vita economica e sociale del Paese”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alle associazioni combattentistiche e d’arma in occasione del 76° anniversario della Liberazione.
Per Mattarella “ora più che mai è necessario rimanere uniti in uno sforzo congiunto che ci permetta di rendere sempre più forti e riaffermare i valori e gli ideali che sono alla base del nostro vivere civile, quel filo conduttore che, dal Risorgimento alla Resistenza, ha portato alla rinascita dell’Italia.










