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L’opinione di Giovanni Spano su situazione pandemica: istituzioni isolane con vile e biasimevole vittimismo con sindrome del “tutti contro di noi”

L’opinione di Giovanni Spano su situazione pandemica: istituzioni isolane con vile e biasimevole vittimismo con  sindrome del “tutti contro di noi”

ANALISI DELLA RECENTE SITUAZIONE PANDEMICA: DA BIANCHI A ROSSI CON COLPO FERIRE.

In considerazione dell’attuale situazione sanitaria che sta coinvolgendo la Sardegna e il nostro territorio algherese, il comitato Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino ritiene di esprimere qualche opportuna considerazione. La nostra Regione rischia di restare l’unica “zona rossa”. Al di là dell’opportunità del provvedimento, che come espresso in altri nostri interventi sulla stampa, non rappresenta una soluzione adeguata alla nostra specifica situazione pandemica, resta il fatto che restiamo “rossi” nonostante tanti annunci, incensamenti di capi ed altro da parte dell’Esecutivo isolano.
Quando la Sardegna rientrò nei parametri da zona bianca, tanti esponenti regionali e locali sgomitarono per apparire sulla stampa con annunci roboanti di autocompiacimento. Gli stessi che l’anno scorso brandivano lo slogan “Sardegna covid free” e contemporaneamente prendevano decisioni in contrapposizione ai pareri del C.T.S. regionale, poi dissoltosi (si veda il caso delle sagre paesane estive e della proroga delle attività di discoteca, ecc). Ad ogni ordinanza ministeriale più restrittiva le istituzioni isolane si sono lanciate in scene di vile e biasimevole vittimismo, facendo leva sulla sindrome del “tutti contro di noi” che tiene ancora la Sardegna al palo nel 2021 su più fronti.
Mai autocritica. Mai un accenno di consapevolezza del non fatto, assecondando la principale forza politica della maggioranza che anche in ambito nazionale segue da più di un anno il sensazionalismo dicendo il tutto il contrario di tutto. Ben inteso non si tratta dell’espressione di un parere politico ma di una oggettiva constatazione di come l’obbiettivo del ritorno di consenso non ha avuto rimorso di cercare di scardinare la normale prudenza delle persone. Hanno assecondato chiunque, negazionisti, abbracciatori e religiosi che non volevano la messa natalizia con due ore di anticipo, ecc. In Sardegna invece si disponevano le deroghe ad hoc come per la questione cacciatori. Bene nell’analisi della situazione attuale non sostengo che la responsabilità dei recenti risultati sia in capo unicamente alle negligenze o ai comportamenti amministrativi schizofrenici dell’Esecutivo regionale, poiché a concorrevi vi sono altri fattori come una tendenziale “stanchezza” generale della popolazione. Da più di un anno l’Isola, come il resto d’Italia, è sottoposta a misure più o meno stringenti che stressano il tessuto economico e sociale, tuttavia mollare ora rischia di produrre danni incalcolabili. Non possiamo permetterci una escalation dei contagi e questi seguono pedissequamente i nostri comportamenti individuali.
Se fossimo realmente aderenti alle più banali buone prassi, ben poche attività dovrebbero rimanere ancora chiuse. Tuttavia, tengo a precisare che ciò che dico non rappresenta alcuna colpevolizzazione del cittadino comune, né tanto meno ho mai considerato possibile una soluzione che passi attraverso la repressione sistematica. La mia vuole essere una esortazione collettiva ad una forte disciplina individuale. Solo attraverso questo si possono dimostrare le disposizioni anti pandemiche come anacronistiche. La brandita “disobbedienza civile” rischia solo di aggravare la situazione attuale e minare la libertà di coloro che con disciplina hanno sino ad ora adempiuto con fatica alle disposizioni cautelari, sacrificando sia economicamente che psicologicamente se stessi.

Ciò che chiediamo e che probabilmente cadrà nel vuoto è che le istituzioni regionali abbandonino la via della comunicazione propagandistica. Vi sono stati errori e questo è innegabile. Non si possono tacitare dietro ottuse polemiche da sindrome di “Calimero”. Ricordo inoltre che la stessa politica di annunci seriali, non ha coperto anche il fatto che l’Ospedale Marino sia ormai un guscio vuoto. Esso è stato infatti in maniera prevalente se non unicamente ricondizionato nella gestione anti pandemica, lasciando taluni essenziali servizi sanitari come imbalsamati o non opportunamente operativi.
Smetta la politica di farsi protagonista di meriti non suoi o condivida anche i demeriti, senza scaricare su altri i propri errori. Tralasciando ulteriori considerazioni sul tema, il comitato che rappresento porge i più sentiti ringraziamenti all’opera dei volontari e a tutto il personale sanitario/non sanitario impiegato nelle vaccinazioni ad Alghero. Sono loro i veri protagonisti della riscossa, spesso lodati dai politici per brillare della stessa luce (per loro immeritata).
Unica nota dolente è rappresentata dalla non proprio massiccia partecipazione allo screening da parte della popolazione algherese. Circoscrivere il contagio e la vaccinazione solo le uniche armi che ci permetteranno di superare questo momento storico. Dobbiamo essere forti e determinati in questo, nonché assolutamente migliori di quei gretti personaggi che hanno dato prova del rispetto della popolazione nel famoso pranzo Sardara” conclude la nota a firma di SPANO Giovanni Baldassarre, portavoce gruppo Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino.


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