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Superliga – Questo calcio, è un calcio, che al calcio, ha dato un calcio da tempo

  • In Sport
  • 20 Aprile 2021, 10:57
Superliga – Questo calcio, è un calcio, che al calcio, ha dato un calcio da tempo

Ora è ufficiale, una vera e propria rivoluzione ha investito il calcio: è nata la Superlega. Si tratta di una nuova competizione europea tra 20 top club composta da 15 fondatori e 5 qualificazioni annuali. I club fondatori hanno siglato un impegno di 23 anni per la Superlega Europea i club partecipanti sono AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barclelona, ??FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur si sono uniti come club fondatori.

Ed è scoppiata la polemica. Si spacca la politica, la FIGC ,l’UEFA e la FIFA attaccano a testa bassa. E’ la morte del calcio, fatto di valori, di magliette e di tifosi, si cerca di mettere in evidenza. E c’è soprattutto l’operazione mediatica di scaraventare contro l’intrapresa, il mondo vario del tifo. Si pone l’accento sul valore sociale del calcio, sui valori che si porta dentro, dei valori dell’inclusione in esso contenuti, poiché accessibile a tutti. Balle tutte balle! Il calcio, come qualcuno lo sta dipingendo è morto da un pezzo. Il calcio, quello dei nostri giorni è fatto di giocatori strapagati, anche troppo, che espone le società a esborsi non sempre sostenibili. Si guardino i bilanci delle società,  sono tutti in sofferenza. Si guardino le proprietà e si vede che molte società appartengono a fondi finanziari, a magnati dalle risorse immense, e si comprende che questo calcio, è un calcio, che al calcio, ha dato un calcio da tempo.

Sono finiti i tempi del calcio fatto di sudore e sacrificio, fatto di scarpette di cuoio e tacchetti chiodati, fatto di erbetta fangosa e maglie di lana. Oggi si parla di business. Oggi gli integratori, i preparatori, e lo studio maniacale, hanno creato personaggi che una ventina di anni fa avrebbero sfigurato nella Quarta serie Nazionale. E il calcio che noi vediamo in televisione, il vero stadio della domenica, portato in casa seduti comodamente in poltrona, ci danno la misura di quello che è stato l’evoluzione di questo gioco. Oggi il calcio, le società sono imprese, sovente quotate in borsa, hanno oneri altissimi e cercano continuamente fonti di approvvigionamento, e quando lo sponsor non basta più, compresi gli attuali introiti televisivi cosa succede? Succede che i più grandi, con più tifosi,  e i più esposti economicamente, si inventano la superlega, un modo per giocare di più, per strizzare ancor di più i giocatori, diventati cavalli da far correre più volte alla settimana. Pagati lautamente sia chiaro.

Ci meraviglia? NO! Ci indigna? Forse! ma è la stessa indignazione che proviamo nel vedere che da tempo,  il calcio, quello che appassiona, quello che muove tanta gente, quello che si identifica con il campanile, con il quartiere, con una borgata, è agonizzante, se non morto. Ecco forse la politica si dovrebbe preoccupare di questo, e dei valori che questo si porta dentro, compresi i valori e il senso di appartenere a un vessillo, la Superlega non deve spaventare, deve far sorridere, perchè era tutto ampiamente previsto. E si riuscirà pure a fermare il progetto, oggi, ma domani le nuove frontiere  sono queste, quelle della ricerca di nuovo finanziamento, perché quello attuale non basta proprio più.

 


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