“Contro la privatizzazione dell’Ex Batteria SR 413 nel SIC e ZPS di Punta Giglio”, è partita una petizione on line. Sul sito Change. Org,
Il Comitato per Punta Giglio, si legge nella petizione “è aperto a tutti coloro che hanno a cuore il Bene Comune che nel nostro caso è rappresentato da questo contesto naturalistico di eccezionale valore, parte integrante del Parco Naturale Regionale di Porto Conte ,nel territorio comunale di Alghero” .
Il marcatore, al momento di un nostro riscontro, a poche ore dal via segnava 613 adesioni. Una esplosione del dissenso
Certo si dirà per quello che vale!
Non sarà certo una petizione a fermare i lavori già in corso nell’ex batteria antiaerea destinata ad accogliere un punto di ristoro, un area museale e creare 20 posti letto.
Certo è che il gran clamore che su Punta Giglio si sta creando, sta provocando un terremoto d’opinione su Alghero, e sull’intervento, definito irricevibile dagli ambientalisti, nel cuore del parco Regionale di Porto Conte. E gli ambientalisti algheresi, molti dei quali sono stati in prima linea a lottare per l’istituzione del Parco nel lontano 1999, si trovano a scontrarsi con istituzioni che una logica naturale vorrebbe dalla loro parte. Gestori pro tempore del Parco e ambientalisti sono su posizioni opposte. E ancor di più sta creando imbarazzo la posizione della politica a livello locale, in un gioco di attesa che vede maggioranza e opposizione sullo stesso piano, in silenzio, sebbene in mano abbiamo mazzi di carte diverse da giocare. E se si dovesse spezzare questo equilibrio flebile, lo scenario di colpo potrebbe cambiare.
E assolutamente imprevedibile è stata la surroga dei dimissionari Graziano Porcu e Roberto Ferrara, nel Consiglio Comunale di Alghero, con due donne, entrambe del Movimento Cinque Stelle Mariantonietta Alivesi, un Biologa, e Giusy Di Maio un’insegnante di Diritto, che si sono prese a cuore il problema molto tempo prima del loro ingresso nell’Istituzione Comunale.
E allora gli ambientalisti, semplici cittadini, rappresentanti di ordini professionali di architetti, urbanisti e giornalisti, di livello, hanno firmato un documento di adesione al Comitato che per ora vede 36 sottoscrittori ( LEGGI).
Difficile dire dove porterà questa battaglia, una cosa però pare certa, ci sono uomini disposti ad alzare il grido di sdegno sin dove si possa sentire.
Dove? A saperlo!










