Ad Alghero è esploso il dissenso per quanto sta avvenendo a Punta Giglio. L’intervento di riqualificazione dell ’ex Batteria navale SR 413 è vista come fumo negli occhi dagli ambientalisti che mal sopportano che il progetto di recupero del manufatto preveda l’istituzione nel luogo di 22 camere ricettive compreso uno spazio museale,
Il 22 Dicembre gli ambientalisti sono stati convocati dai vertici del Parco regionale nella sede di Tramariglio, dopo che formalmente avevano chiesto di essere informati sui progetti in corso nel parco regionale di Porto Conte e, in particolare, sugli interventi di ristrutturazione degli edifici del secondo conflitto bellico di Punta Giglio.
All’incontro erano intervenuti i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e culturali Grig, Legambiente, Lipu, Wwf e dell’associazione culturale Nel vivo della Storia, rispettivamente rappresentate da Maria Antonietta Alivesi, Roberto Barbieri, Francesco Guillot, Carmelo Spada e Rolando Galligani (LEGGI)
Da allora, dopo che sono state sollevate delle obiezioni, in città è montato il dissenso. Si è allargato come una macchia d’olio. Prima in pochi , poi con il passare dei giorni si è gonfiato. E mentre l’iter autorizzato si avviava a conclusione, da parte di una parte ( esigua) della politica locale, c’è stata la richiesta di chiedere una presentazione pubblica del progetto (LEGGI), al pari degli stessi ambientalisti(LEGGI).
Ma non c’è stato nessun riscontro, solo silenzio (LEGGI). A presentare alla città il progetto ci ha pensato la società Cooperativa che si aggiudicata il bando pubblico. Una anomalia, evidente, che non consente di porre domande e avere le dovute risposte, soprattutto tecniche, riferite a norme che regolamentano interventi di tale portata all’interno di aree di tutela e grande pregio ambientale (LEGGI).
Nei giorni scorsi l’accantieramento dell’area oggetto di intervento (LEGGI), e gli oppositori sono venuti fuori con un articolato e corposo documento e sotto le vesti di un Comitato che annovera figure professionali di alto livello (LEGGI). Un elenco di personalità di indiscusso valore professionale, e di alto profilo, quasi a testimoniare che si è deciso di dar battaglia con la sola “forza del sapere”. Il Comitato per Punta Giglio propone ConosciaAMO Punta Giglio, 62 tavole per “far conoscere” a chi lo ritiene opportuno, perchè l’obiettivo finale dichiarato del Comitato è: Ritenere che a Punta Giglio nell’immediato sia da evitare ogni forma di privatizzazione e ogni attività ricettiva che potrebbe pregiudicare l’eccezionale presenza di valori paesaggistici, geo-speleologici, di biodiversità botanica e faunistica, paleontologici e storici. E questo il Comitato cerca di dimostrare in 62 tavole (LEGGI). L’appello finale è rivolto perché ci sia “una mobilitazione consapevole”.
Insomma il livello dello scontro ora è altissimo, e sul tavolo non ci sono parole, condite di slogan, e avversione solo ideologica, sul tavolo c’è il sapere di un robusto gruppo di persone, per ora 36, che hanno deciso di percorrere la strada del contrasto dell’opera adducendo una giustificazione fondata sull’interpretazione puntigliosa delle norme in essere, vivisezionando gli atti a disposizione.
Una presa di posizione che sorprende la classe politica locale, incapace di ascoltare la voce di tanti cittadini, che altro non chiedevano se non essere messi a conoscenza su un intervento, su un’area unica per biodiversità e valore, all’interno del Parco Regionale di Porto Conte. Un intero popolo, quello ambientalista algherese, poi ancora provinciale e Sardo, si scopre di colpo, dopo una vita di lotte e battaglie per il riconoscimente e l’istituzione del Parco Regionale di Porto Conte, l’avversario degli Amministratori pro tempore del Parco e di rimbalzo della classe politica algherese. Un corto circuito difficile da comprendere e ancor di più da spiegare, posto che il postulato essenziale sul tema, dovrebbe essere che gli amministratori delle aree tutelate e gli ambientalisti dovrebbe stare dallo stesso lato, perché entrambi perseguono lo stesso obiettivo. Invece si assiste, da una parte, a un silenzio assordante, dell’altro a una levata di scudi fatta di uomini e donne che si batteranno, con la sola forza del sapere, che lasciano intendere che si è solo all’inizio di un percorso che sul terreno potrebbe lasciar qualche vittima eccellente, perchè, ora la partita, a difesa di un luogo simbolo, per tanti, a Punta Giglio, è solo all’inizio.









