La serata in Consiglio Comunale dell’altro ieri sera, come reso conto in altro articolo è stata elettrica, densa di tensione.
Un siparietto clamoroso, da remoto, dopo che ha preso la parola il Consigliere del PD Mimmo Pirisi, a seguire quello di FdI Christian Mulas, a seguire Mariantonietta Alivesi del M5S, si disquisiva di gettoni di presenza e dell’opportunità di rimanere in aula. Il Presidente del Consiglio Lelle Salvatore chiede al segretario comunale di verificare il numero legale, procede alla chiamata npminativa dei consiglieri e la sorpresa nel sentire, ancora un’altra scivolata , irripetibile, a microfoni accesi: “andassero a casa pezzi di merda!
E qui il livello dell’aggettivazione usata all’interno del consiglio comunale, verso i Consiglieri presenti, sebbene in smart working, è triviale, e deve far riflettere, non poco. Una espressione ingiuriosa buttata nell’aula “virtuale” che ha creato non poco scopiglio e disagio fra chi l’ha percepita., compresi i tanti cittadini che i lavori seguivano in diretta.
Operare da remoto implica, come noto un uso corretto dello strumento che si ha a disposizione. Non si può credere che tutto quello che esce da bocca in termini anche abbastanza coloriti se non triviali, possa essere consentito. Il Presidente del Consiglio Lelle Salvatore deve pretendere che tutti i consiglieri mantengano alto il livello di guardia nella gestione delle esternazioni, soprattutto in presenza di microfoni aperti, e delle registrazioni possibili.
Il presidente Lelle Salvatore, dovrebbe pure, in quanto garante dell’attività consiliare, far sapere il motivo per il quale le registrazioni dei lavori consiliari, presenti in rete, nello spazio istituzionale del Comune, siano state rimosse. È una questione che rimanda immediatamente alla pubblicità e alla trasparenza dell’azione amministrativa soprattutto all’interno del consiglio comunale. E la scivolata di un Consigliere si può chiaramente sentire al 3’ minuto della registrazione dell’audio che proponiamo di seguito.










