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Mimmo Pirisi su dimissioni di Zingaretti: “condivisibile il gesto del Segretario”. Continuità o ritorno al passato?

Mimmo Pirisi su dimissioni di Zingaretti: “condivisibile il gesto del Segretario”. Continuità o ritorno al passato?

Il Partito Democratico, si sfalda, crolla sotto i colpi di una tensione che da giorni ha minato la serenità del suo Segretario. Il travaglio del PD è senza fine. Un contenitore che periodicamente esplode, espelle, prova a rimpastare e puntualmente riesplode. E’ la contradizione tutta interna di un partito che al suo interno contiene anime opposte, idee diverse, unite e tenute strette da una irrefrenabile voglia di potere , costi quel che costi. Il “correntone” con una cinquantina di parlamentari che fa capo a Guerini e Luca Lotti e che ha sferrato l’offensiva al segretario, volevano un’anticipazione del congresso rispetto al 2023. Capito? quanto interessava loro il disagio e la sofferenza che la società e i lavoratori stanno patendo per colpa del Covid? Loro minacciavano di uscire dalla segreteria, pensavano al congresso.

E sul tema ci consegna la sua riflessione l’unico rappresentante in Consiglio Comunale del Partito Democratico ad Alghero Mimmo Pirisi. Il rammarico e l’amarezza sono palpabili, compresi i dubbi che da oggi si moltiplicano.

“Come un fulmine a ciel sereno leggiamo delle dimissioni del Segretario Nazionale del PD Nicola Zingaretti. Chi come me conosce un po’ le dinamiche del nostro partito sa che questa decisione era nell’aria, vista la situazione che si stava creando dentro il partito e in particolare dentro gli organi dirigenziali più alti dove da qualche settimana invece di concentrarsi sui problemi dell’Italia, della crisi profonda, dell’economia in sofferenza e della terza ondata Covid alle porte, giocavano a chi doveva occupare poltrone, ministeri, sottosegretari, quote rosa e ruoli apicali del partito.  Tutti temi lontani dalle reali esigenze della gente e lontani anche dal popolo del PD e dalla base del partito, che non si riconosce in questi atteggiamenti. Ecco perché è condivisibile il gesto del segretario Zingaretti:  non poteva un uomo come Zingaretti rappresentare quelle istanze.  Un segretario che ha preso per mano un partito sull’orlo del baratro e di una crisi di nervi, un partito distrutto e sconfitto alle ultime elezioni politiche, causate da una gestione di un uomo solo al comando, che ci ha allontanato dalla nostra base elettorale.  Elettorato che piano piano si stava riavvicinando al partito anche ricreando un’anima che avevamo perso. Ora si stava mettendo in discussione questa linea, ecco perché continuo a pensare che abbia fatto bene a rassegnare le dimissioni, e far aprire una riflessione interna. Vediamo se si tornerà al passato o se si continuerà nella strada intrapresa dalla segreteria Zingaretti – conclude Mimmo Pirisi

 


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