Lunedì 10 Agosto, aggiornato alle 18:40

Punta Giglio: museo a cielo aperto in dirittura d’arrivo. Di Nolfo chiama il Parco che non risponde

Punta Giglio: museo a cielo aperto in dirittura d’arrivo. Di Nolfo chiama il Parco che non risponde

A Punta Giglio, l’ex Caserma e postazione antiaerea della seconda guerra mondiale, entra nella fase operativa il progetto di recupero. Un recupero conservativo della struttura di circa 700 metri quadri di superficie coperta su un’area di quasi 81 mila metri quadri. Un intervento di notevole portata, nel territorio del Comune di Alghero, nel cuore del Parco Di Porto Conte. Una Cooperativa, Il Quinto Elemento si è aggiudicata il bando dell’Agenzia del Demanio.

“Affidata in concessione gratuita l’ex postazione antiaerea in Sardegna. Diventerà un centro di formazione. Si legge ancora: E’ stato l’edificio del progetto Cammini e Percorsi che ha ricevuto più offerte durante la gara pubblica del 2017 e oggi l’Agenzia ha firmato l’atto di concessione gratuita alla società cooperativa il Quinto Elemento dell’Ex Postazione Antiaerea a Punta Giglio ad Alghero, in provincia di Sassari, all’interno del parco di Porto Conte. Il progetto prevede il recupero del bene in un’ottica completamente ecosostenibile attraverso la creazione di un polo esperienziale immerso nella natura dove praticare attività culturali e sportive: l’ex postazione antiaerea di Alghero sarà infatti un FAB LAB e centro di formazione per imprenditorialità legata al turismo, centro ricettivo-ricreativo dove poter soggiornare e praticare il cicloturismo, il trekking, la vela e sperimentare varie attività legate alla filiera agroalimentare locale. Questo pubblicava l’Agenzia del Demanio sul suo sito il 3 Agosto 2018:

Imprenditori italiani e stranieri si sono contesi  la rinascita e la gestione dell’ex batteria aerea di Punta Giglio, 10 proposte  una addirittura proveniente dalla Francia. E ci avevano visto giusto perché Punta Giglio è un gioiello, forse l’ultimo rimasto, nel nostro territorio, libero fruibile, da chiunque, in un contesto ambientale e naturalistico unico, nel cuore del Parco Regionale di Porto Conte.

L’ex batteria aerea comprende 13 edifici tutti costruiti in occasione della seconda guerra mondiale, distribuiti su circa otto ettari di terreni a picco sul mare, concessi a titolo gratuito per 9 anni rinnovabili.

Un intervento privato, su una area pubblica, che a prima vista confliggerebbe con lo statuto della Regione  che al  comma 1° dell’articolo 14  prevede che “La Regione, nell’ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo.” Superato.
Quello che ad oggi è emerso, è che in città di questo progetto se ne sapeva davvero poco. Sebbene sia in “cammino” da tre anni, la gara pubblica risale infatti al 2017.

Il merito dei media locali, è stato quello di  dar spazio alle voci di tutte le associazioni ambientaliste unite,  dei partiti politici, che hanno mosso delle obiezioni a un progetto che prevede la creazione di una Foresteria /casa per ferie, ovvero come contenuto nel SUAPE un “museo a cielo aperto che potrà beneficiare anche di servizi complementari come di ristoro e ospitalità.

Un progetto, arrivato oramai nella fase imminentemente esecutiva, contro il quale chi obietta, e si oppone, rischia scivoloni e querele,  perché il suo iter è  a dir poco blindato, in osservanza delle norme in essere, compresi i cavilli. In sostanza tutto previsto.

Dei  politici locali, consiglieri comunali, molti non ne sanno nulla.

E di tutta la storia è la parte meno nobile, perché sarebbe stato opportuno e auspicabile, che un progetto di una simile portata fosse stato almeno condiviso e portato  a conoscenza della collettività, almeno per il tramite dei suoi rappresentanti nell’assise locale. Invece alla fine di un percorso abbastanza complesso, per capire chi ha partecipato a vario titolo alla redazione dell’atto autorizzativo finale, bisogna vedere e leggere il SUAPE del Comune di Alghero il n. 2749 de 28 Ottobre 2020.

Nella complessità del caso, e dalle considerazioni che ne stanno scaturendo, le associazioni ambientaliste hanno un obiettivo: riuscire almeno a contenere le volumetrie, e chiedere che l’area mantenga la sua specificità evitando la presenza di manufatti che nulla hanno a che fare con il sito. Un lavoro di mediazione complicato, che ha anche fra le associazioni, approcci differenti. Ma è il dalogo che si predilige.

In città ci sono state prese di posizione politiche. Da parte di Sardenia i LLibertat (LEGGI), Cinque Stelle (LEGGI), Lista Civica Sinistra in Comune (LEGGI) , LIBERU (LEGGI) nonché da Associazioni(LEGGI). Tutte hanno fornito la loro lettura, comprese le perplessità, ma pare di capire che il progetto è pronto e partirà entro breve tempo.

In città La Cooperativa il Quinto Elemento ha lanciato  da giorni  una campagna di informazione con tutti gli strumenti disponibili. Facebook, Instagramm, faq per dissipare i dubbi a chi li ha.

Sono  disponibili a parlare con tutti, con la politica, se lo vuole, con gli ambientalisti, perché è chiaro che loro ad Alghero vogliono starci da protagonisti non da intrusi. E le loro informazioni, a leggere le Faq sulle loro pagine ufficiali, tendono tutte a dare una lettura persuasiva, perché la città non abbia dubbi, perché i fruitori di quella splendida perla naturale, continuino a credere che a loro non sarà precluso niente. Sarà garantita la fruibilità del luogo ai residenti, il libero accesso, insomma in una parola uno spazio per  tutti, un museo a cielo aperto che potrà beneficiare anche di servizi complementari come di ristoro e ospitalità, gestito dalla Cooperativa il Quinto Elemento, sotto l’occhio vigile del Parco Naturale di Porto Conte.

Ma Valdo Di Nolfo, Consigliere Comunale, e menbro di diritto dell’Assemblea del Parco ( che coincide con il Consiglio Comunale),  non ci sta, e chiede ” al Parco di Porto Conte di condividere il progetto del “Rifugio di Mare” con la città di Alghero. A 10 giorni di distanza pare chiaro che la mia richiesta sia caduta nel vuoto” sostiene  Di Nolfo. Il battagliero consigliere Comunale non molla la presa, vuol sapere e soprattutto chiama a raccolta anche i colleghi che siedono in via Columbano per cercare di capire, e vuole che a riferire sia il Parco di Porto Conte, nella persona del suo Presidente e forse anche del CdA, organi di nomina politica.

Ecco, forse, è arrivato il momento di avere un sussulto di orgoglio,  di mettere nero su bianco su un nuovo contratto, un protocollo  pubblico  che contenga obiettivi, e soprattutto che gli algheresi possano godere di quegli spazi, dotati di una carta dei servizi, che contempli la possibilità di accesso ai luoghi di Punta Giglio, e contestualmente di tutta l’area del Parco Naturale di Porto Conte, luogo che deve diventare identitario per gli algheresi, per rispetto di chi si è battuto per costituirlo e ora rischia di rimanerne escluso dal godimento. ed è su questo che la politica deve alla collettività, una risposta.

 


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