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Via al Piano Casa approvato con 31 voti a favore. Costa preservata, campagna assaltata: basta un ettaro

Via al Piano Casa approvato con 31 voti a favore. Costa preservata, campagna assaltata: basta un ettaro

Il Piano casa della Giunta Solinas è stato licenziato, con 31 voti a favore, 19 contrari e un astenuto. Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato il ddl 108, dopo sette giornate di discussione in aula, e una maratona di ore di discussione, ben 140.

Si prevedono incrementi volumetrici per gli alberghi sino al 50% a condizione che siano fuori dalla  la fascia dei 300 metri.

Per le strutture ricettive presenti dentro i 300 metri, è consentita la demolizione costruzione  a saldo zero. In  sostanza non si incrementa, ma si può riedificare la cubatura esistente.

La rivoluzione investe invece le campagne sarde.

Sin dentro i mille metri dal mare potranno costruire solo gli agricoltori professionisti che hanno almeno un ettaro di terreno. Gli altri, quelli che non sono coltivatori ma hanno un appezzamento di campagna di almeno un ettaro,  possono costruire a condizione che la proprietà sia oltre i mille metri del mare, ovvero a mille e un metro, per capirci.

Un emendamento di Gianfranco Ganau del PD ha posto in tutela le zone umide  sarde, anche qui c’è la fascia di  protezione di 300 metri.

I Comuni, oltre i 300 metri dal mare, potranno autorizzare aree di sosta temporanee per caravan e roulotte su terreni privati attrezzati.

Stessa possibilità per i campeggi, sempre nella stessa fascia, purché  abbiamo un «basso impatto paesaggistico» e possano essere «smantellati da una stagione all’altra».

Ora si attende che la norma sia pubblicata sul BURAS per vedere i termini nel dettaglio della nuova Legge.

Insomma un gran minestrone, dove ad attendere cemento ci sarà la campagna di fatto liberalizzata, soprattutto verso gli hobbisti, ovvero i proprietari che hanno appezzamenti di almeno un ettaro ma che non svolgono attività di coltivatori.

E allora le domande spontanee sono conseguenti: ma davvero lo sviluppo di una regione passa attraverso il costruire nelle campagne? E può venire il dubbio che ora le campagne, possono essere parcellizzate per essere destinate al mercato speculativo per realizzare costruzioni prive di servizi e sottoservizi che comunque graveranno sempre e comunque sulla collettività? E ancora, può venire il dubbio che le campagne nascono e vivono con una vocazione ben precisa, che nulla può entrarci con la presenza massiccia di costruzioni e  residenze, che trasformeranno le immediate periferie delle zone soprattutto costiere, in un villaggio diffuso privo di ordine urbanistico se non anche architettonico?

E può venire il dubbio che la Sardegna stia patendo un disordine idrogeologico che fa paura, e prima di procedere in piani di costruzione, si doveva prevedere un piano di riordino e assetto idrogeologico, e messa in sicureza di quei territori, che anche da noi, a pochi chilometri dal centro abitato, stanno patendo una situazione emergenziale mai vista prima d’ora? I cui costi del dissesto stanno ricadendo sulla collettività, che colpe non ha, se non rimanere attonità?

Ecco, queste non sono solo domande.


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