Mercoledì 16 Settembre, aggiornato alle 21:05

Punta Giglio, un bene comune da ristrutturare e gestire nel migliore dei modi, gli ambientalisti vogliono sapere

Punta Giglio, un bene comune da ristrutturare e gestire nel migliore dei modi, gli ambientalisti vogliono sapere

Punta Giglio, un bene comune da ristrutturare e gestire nel migliore dei modi.  Gli ambientalisti vogliono sapere. 

Gli ambientalisti lo avevano chiesto nei giorni scorsi in una lettera indirizzata al presidente della commissione Ambiente Christian Mulas di essere informati sui progetti in corso nel parco regionale di Porto Conte e, in particolare, sugli interventi di ristrutturazione degli edifici del secondo conflitto bellico di Punta Giglio. Così ieri sono stati convocati dai vertici del Parco regionale nella sede di Tramariglio. Oltre al presidente Raimondo Tilocca e al consigliere Adriano Grossi erano presenti il sindaco Mario Conoci, l’assessore all’ambiente Andrea Montis e il presidente della commissione ambiente Christian Mulas. Il direttore del parco Mariano Mariani, fresco di riconferma, era collegato in videoconferenza.

All’incontro sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e culturali Grig, Legambiente, Lipu, Wwf e dell’associazione culturale Nel vivo della Storia, rispettivamente rappresentate da Maria Antonietta Alivesi, Roberto Barbieri, Francesco Guillot, Carmelo Spada e Rolando Galligani.

Il progetto della trasformazione delle strutture architettoniche belliche in ricettive è stato presentato dal presidente della cooperativa proponente e vincitrice del bando pubblico e dai progettisti. Rispetto alla prima stesura, circolata tempo fa, e che aveva destato molta preoccupazione, l’attuale risultata profondamente modificata. Infatti dei 70 posti letto ipotizzati inizialmente si è scesi a 22 ed è stato previsto uno spazio museale, anche se non è stato esplicitato lo specifico allestimento.

Da parte degli ambientalisti, le maggiori perplessità sono venute in merito agli scavi per la condotta della fognatura e della rete idrica. Uno scavo, profondo 50 cm e largo 40,  di oltre 3,5 km da realizzare lungo il sentiero dove fioriscono, nel periodo primaverile, le orchidee tipiche del Sito di interesse Comunitario di Punta Giglio. La condotta fognaria dalla punta del Giglio dovrà raggiungere la stazione di trattamento di Maristella. Insomma si tratta di un’infrastrutturazione vera e propria in area parco e soprattuto selvaggia e di massima tutela. Ed è questo il  motivo che fa storcere il naso agli ambientalisti. Altro aspetto messo in evidenza è quello della trasformazione della cisterna in “vasca ludica” (così è definita dai progettisti), più prosaicamente si tratta di una piscina profonda circa un metro. Insomma una cisterna che diventa una piscina in “punta” al Giglio non piace agli ambientalisti e in particolare al rappresentante dell’associazione culturale “Nel vivo della storia”.

Alla specifica richiesta degli ambientalisti in merito ai documenti contenenti il parere sulla Valutazione di incidenza ambientale espresso dalla regione sarda è stato risposto che è positivo. Mariantonietta Alivesi del Grig ha affermato che non è stato possibile visionarlo in occasione dell’accesso agli atti effettuato dei mesi scorsi. Carmelo Spada del Wwf ha chiesto al presidente del parco Raimondo Tilocca di mettere a disposizione il parere di valutazione di incidenza senza costringere le associazioni ad inoltrare un nuovo accesso agli atti. Il presidente della cooperativa proponente il progetto per la realizzazione della struttura ricettiva a punta Giglio ha dichiarato che non ha difficoltà a metterli a disposizioni. Si vedrà. E si potrà leggere il parere e le prescrizioni del servizio valutazioni ambientali della regione Sardegna. Gli ambientalisti restano anche in attesa di leggere le prescrizioni sul restauro della Soprintendenza ai Beni architettonici e al Paesaggio di Sassari. Un altro aspetto critico evidenziato dagli ambientalisti ha riguardato il fatto che il progetto in esame va a realizzarsi in assenza del Piano del Parco e del Piano di gestione del sito di interesse Comunitario, non un dettaglio di poca rilevanza. Francesco Guillot della Lipu ha fatto notare che nelle relazioni relative all’avifauna depositate dai proponenti viene riportata, erroneamente, una specie che non è presente a Punto Giglio in quanto vive e si riproduce nel nord Europa. Pignoleria di un esperto di avifauna? Svista dei progettisti? O l’uccello passava li per caso? Si sa che un uccello non fa primavera.

Comunque l’incontro è stato un momento importante per approfondire la conoscenza del progetto che prevede la trasformazione delle strutture architettoniche risalenti al secondo conflitto mondiale in ricettive. Un bene comune che potrà essere recuperato e si spera nel migliore dei modi con tutti i necessari controlli e autorizzazione delle istituzioni preposte, parco di Porto Conte in primis.


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