Venerdì 2 Dicembre, aggiornato alle 14:01

Turismo crocieristico: buone notizie anche per l’ambiente, Civitavecchia come esempio

Turismo crocieristico: buone notizie anche per l’ambiente, Civitavecchia come esempio

Grandi, belle e comode, ma quanto inquinano le navi da crociera? E’il titolo dell’articolo che abbiamo pubblicato nei gironi scorsi in relazione all’impatto ambientale delle navi da crociera. In esso abbiamo posto il problema dei carburanti e delle emissioni inquinanti prodotte da questi giganti del mare. Abbiamo raccontato della campagna di sensibilizzazione promossa dall’Ong tedesca Nabu e Cittadini per l’Aria, che collaborano al progetto “Facciamo respirare il Mediterraneo”. La campagna mette in luce che l’inquinamento causato dalle navi da crociera è ancora enorme. Le due associazioni ambientaliste che hanno come obiettivo quello di far istituire un’area a basse emissioni navali nel Mediterraneo, ritengono scarsi i progressi compiuti dalle compagnie nella riduzione dell’inquinamento atmosferico. Eppure si potrebbe invertire la rotta utilizzando un combustibile che emette meno fumi tossici. In questa direzione va il protocollo sottoscritto, in queste ore, presso la Capitaneria di Porto di Civitavecchia. Grazie ad una proficua collaborazione interistituzionale, l’accordo volontario denominato “Civitavecchia Blue Agreement” prevede che le Compagnie di Navigazione operanti presso lo scalo marittimo di Civitavecchia, Grandi Navi Veloci S.p.A., Tirrenia e Grimaldi Lines, dopo un percorso condiviso, hanno conseguito un importante risultato a tutela dell’ambiente marino e costiero. La Capitaneria di Porto, il Comune, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e il protocollo “Civitavecchia Blue Agreement” prevede che le Compagnie firmatarie utilizzino combustibili contenenti tenori di zolfo non superiori allo 0,10%, sia all’ormeggio che in navigazione, ad una distanza non inferiore alle 15 miglia dalle aree portuali. Per contenere i livelli d’inquinamento atmosferico nelle aree urbane, dovuti alle emissioni gassose provenienti dalle navi, è opportuno intervenire sull’utilizzo dei combustibili per uso marittimo, e in particolare sul tenore massimo di zolfo in essi contenuto. Si tratta di un accordo virtuoso, unico in Italia, in quanto anticipa di fatto l’introduzione della normativa che impone il suddetto obbligo solo a partire dal 2020. E’ stato inoltre sancito l’impegno da parte delle Compagnie di installare sulle unità depuratori dei fumi di scarico e l’utilizzo di alimentazione a batteria elettrica all’ormeggio, riducendo sensibilmente le emissioni gassose.

In merito alla Sardegna il turismo cronciertistico è in forte crescita e, nel solo mese di giugno a Cagliari, si registreranno 20 mila presenze. Per numero di arrivi seguono Olbia e Alghero. E’ auspicabile che le autorità marittime della Sardegna promuovano percorsi virtuosi anche per i nostri porti in relazione alle riduzioni di emissioni inquinanti dalle navi da crociera e non solo.


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