Martedì 31 Gennaio, aggiornato alle 22:40

Un successo la réunion dei Cadmo, un pezzo di storia del jazz sardo

Un successo la réunion dei Cadmo, un pezzo di storia del jazz sardo

L’associazione culturale Bayou Club-Events , nell’ambito del Jazzalguer, ha proposto oggi uno degli degli appuntamenti più attesi : la riunione, per una sera e per la prima volta dopo 45 anni, di una formazione nata proprio ad Alghero nel lontano 1973 e divenuta poi tra le realtà più interessanti nel panorama jazzistico italiano di quegli anni: il trio Cadmo formato dal pianista Antonello Salis, dal bassista Riccardo Lay e dal batterista Mario Paliano. Una serata incredibilmente riuscita. E del tutto si da il merito a Marco Ciccarella, Salvatore Mulas e Salvatore Maltana, per aver avuto un intuito incredibile, ovvero di aver pensato a chi, dalla città di Alghero, musicalmente parlando, mancava da 9 lustri. Un trio musicale dalle risorse incredibili.

Il loro è uno stile essenzialmente jazz, ma riescono a fonderlo con il rock progressivo e la musica tradizionale sarda. Ma amano definirsi musicisti che, sul palco, improvvisano. Il loro sound, offerto al pubblico attento, è stato a tratti impeccabile: riconduceva al mondo rurale sardo, esaltava le doti dei musicisti sul palco. Una serata all’insegna della musica, sopratutto, free jazz che è volata via. E il pubblico in sala ha tributato loro un’accoglienza è un calore che alla vigilia pochi si aspettavano .

E tutto nasce da molto lontano, quando il trio, ma sopratutto Paliano e Lay frequentavano le band cittadine che in quel periodo ad Alghero erano floride, in quella nicchia ubicata in via Lo Frasso, nel tratto fra via XX Settembre e Via V. Emanuele. A distanza di 45 anni moltissimi si ricordano di loro ( Paliano ha ritrovato un suo compagno di classe al Ginnasio Manno).

Per i Cadmo una Reunion per una sera centrata, consegnata alla storia, quella che domani qualcuno riprenderà a scrivere sul Jazz sardo. E Alghero si è regalato il merito di aver messo in piedi un’operazione musical-mediatica di grande portata, un mega spot di promozione dal ritorno garantito.

Ma quando un palcoscenico ospita Antonello Salis di Villamar, un pianista e fisarmonicista, una icona, riconosciuto unanimemente tra i più grandi jazzisti italiani ( celeberrimi i suo duetti con Stefano Bollani all’Umbria Jazz e Ravenna Jazz) che cosa può esserci se non un successo garantito?


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